Sull’Italianità delle banche

T’è vist ? Il grande banchiere “speranza” del Nord arrestato con una impressionante serie di capi d’accusa:

aggiotaggio, insider trading, truffa, truffa aggravata, appropriazione indebita e associazione per delinquere finalizzata al compimento di questi reati

E non basta:

… gran parte dei soldi frutto delle appropriazioni indebite effettuate da Fiorani e dal suo entourage andavano a politici nazionali. Per questa ragione si doveva preservare “l’italianità” di Antonveneta e la banca di Lodi.

E’ la solita storia: i politici corrotti che ricevono alcune centinaia di migliaia di €, i corruttori che intascano alcuni milioni di €, mentre gli Italiani ci smenano miliardi di € perchè pagano prestiti e servizi bancari molto più di quanto dovrebbero.

E’ questo, infatti, che succede quando per insipienza economica (o per motivi incoffessabili) si vuole proteggere la proprietà e la dirigenza delle banche: meno concorrenza tra le banche, maggior controllo della politica su di esse, meno interessi per i correntisti e maggiori interessi per mutui e prestiti, maggiori costi per tutti i servizi. E un credito “pilotato” verso amici e amici degli amici, anzichè verso le attività economiche che meritano di essere finanziate.

Due cose piacevoli, adesso:

  1. Sedersi in riva al fiume ed aspettare che saltino fuori i nomi dei “politici di livello nazionale” pagati dalla banda;
  2. Vedere se i politici che in passato hanno difeso l’italianità delle banche sentiranno il dovere di dichiarare “ma io non ho preso soldi da nessun banchiere!”.

Update: ‘sti cazzi: rubavano pure ai correntisti morti … Mi chiedo come la sensibile coscienza cristiana di Mr. Fazio stia gestendo la consapevolezza di aver aiutato gente del genere.

3 pensieri su “Sull’Italianità delle banche

  1. C’è una storiella che circolava tra i dipendenti di uno dei più grandi gruppi bancari italiani.

    Poco dopo l’arrivo al comando del gruppo di un noto super-manager, appena uscito vittorioso dal risanamento di un importante ente statale, tra i fornitori del gruppo si fa strada una società di consulenza fino a quel momento sconosciuta, cui vengono destinate commesse per alcune decine di milioni di euro.

    Non passa molto tempo e si scopre che uno dei manager di fiducia del super-manager, che ha assunto la guida della società di servizi del gruppo, è tra i soci della società di consulenza, così come pare che lo sia il super-manager che ha avviato una politica di risanamento basata su forti tagli e la cessione del rilevante patrimonio immobiliare del gruppo.

    La storiella dice che le commesse, alimentate dalla svendita del patrimonio immobiliare, vengono in parte rigirate ai politici che sponsorizzano il super-manager (o ai partiti come fondi neri, la differenza è poca).

    Non so se la storiella, che mi è stata raccontata di terza mano, sia vera oppure no. Quello che so è che il conflitto di interessi, il sistema bancario, e buona parte della classe politica e dirigente sono tra le cause principali del disastro italiano.

  2. Solitamente le storielle di 3° mano, e più in generale quelle che ipotizzano il male, sono sempre le più veritiere. Come recita il detto ” A pensar male spesso ci si prende “.

    Fabio

  3. mi sono dimenticato di inserire le conclusioni:

    Sono in trepidazione per i nomi dei politici di 1° livello implicati in questa faccenda…

    si accettano scomesse

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