Fare battute su chi cerca di “chiudere il buco analogico” è fin troppo facile, ma si rischia di scadere nel trivio. Cercherò di restare serio, quindi. E di non dire quello che penso dell’ennesima proposta di legge in proposito all’esame del congresso USA.
A quanto pare, “la possibilità di convertire un segnale video analogico in un formato digitale è una significativa debolezza nella protezione dei contenuti.”
No, no e no! “The analog hole is a feature, not a bug!!!!”.
La possibilità di convertire un segnale analogico in un segnale digitale è una scoperta geniale, che ha permesso la creazione del Compact Disc e del DVD. Ora, le due industrie che si sono salvate il c**o grazie a queste tecnologie, assieme a quel gran parassita dell’industria radio-televisiva broadcast(1), vogliono essere ben sicure di avere una presa da boa constrictor su tutti gli apparecchi che possono eseguire questo pericoloso e sovversivo atto della conversione analogico digitale.
E quindi, vai con l’aggiunta (a spese dell’utente, ovviamente) di apparati per rilevare un sistema di segnalazione per i materiali “intoccabili”. C’è il segnale di protezione ? Niente conversione!
Direi che gli USA possono, se vogliono, legislare piano-piano la propria progressiva irrilevanza tecnologica, se fossero numerosi anche in in Europa i legislatori con stimoli da techno-seppuku …
(1) negli USA funziona così: “le frequenze sono di tutti, ma noi le usiamo per il vostro bene, quindi non le paghiamo!”
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