DVD Jon – la carriera di un provocatore ?

Quando uno si chiama Jon Lech Johansen (“DVD Jon”), tiene un blog chiamato So Sue Me (“e allora denunciami”) e va a lavorare per uno dei serial-entrepreneur più denunciati dalla Copyrigh Industy degli ultimi anni (Michael Robertson), ci si aspetta che nel giro di pochi mesi scoppino scintille legali.

E invece nulla. Che succede, dunque ? DVD Jon cambia lavoro e va in una azienda dove si fa “il reverse engineering di sistemi proprietari che non sono disponibili su licenza o per i quali le licenze non sono praticabili”.

Lodevole intento, spero che abbiano dei benefattori che gli permettano di lavorare senza aspettarsi un ritorno pecuniario, e che l’azienda si costituisca un buon fondo di difesa legale.
Via | Techdirt

Blogger e direttore

Doveva arrivare, ed è arrivata: la sentenza che equipara il blogger ad un direttore responsabile (pdf) O meglio: colui che ha accesso all’account di amministrazione di un blog.

Paolo Valdemarin pone tre domande:

  1. Cosa sarebbe cambiato se il blogger non fosse stato equiparato al direttore responsabile di una testata?
  2. E’ giusto essere considerati responsabili per quello che scriviamo in rete?
  3. E’ giusto essere considerati responsabili per quello che altri scrivono sui nostri siti?

La 1. è interessante per chi gestisce blog collaborativi o professionalmente, e sono curioso anch’io di conoscere la risposta.

Mi auguro che la risposta alla 2. sia “si”. Ammesso e non concesso che le leggi sulla diffamazione siano eque e che le autorità preposte a farle rispettare non siano troppo solerti nei confronti dei potenti.

La risposta alla 3. è: si, ammesso che ci sia un qualche tipo di “safe harbor”. Ovvero, essere ritenuti responsabili di ciò che è scritto da altri solo laddove ci si rifiuti di correggere la situazione. Altrimenti, diventa necessario ergersi a censori preventivi, e il rischio di tenere i commenti aperti diventa troppo alto (soprattutto quando ci sono spambot così efficaci).

DRM kamikaze

“This file will auto-destruct in 5-4-3 ….”

Il sogno di ogni self-respecting media man di questi tempi: i file musicali kamikaze, che si distrugguno dopo pochi ascolti. E’ questo che dovrebbe garantire la tecnologia DRM usata da EMI per Qtrax, la nuova rete p2p legale.

Quello che mi chiedo è: piuttosto che spendere soldi per sviluppare il DRM kamikaze, non è meglio continuare sulla strada del rendere  sempre più forgettable le canzoni ? Dopo pochi minuti non ti ricordi più cosa hai ascoltato e ti passa la voglia di piratarle.

Podcast a pagamento da Sabina Guzzanti ?

Non mi convince molto, se corrisponde al vero, l’idea di Sabina Guzzanti di fare podcasting / videoblogging a pagamento. Come ampiamente dimostrato, nelle piccole transazioni (2-5 € al mese, in questo caso), ciò che domina nelle scelte di spesa non è tanto il peso sul portafoglio, quanto il “costo mentale” delle transazioni. Temo che converrebbe diffondere gratuitamente i podcast e i video (anche su Youtube e Google Video), puntare alla massima diffusione e vendere pubblicità al loro interno … via
P.S. Per mettere le cose in prospettiva: Yahoo! Music Unlimited per 4 € al mese permette di ascoltare tutta la musica in catalogo. Purtroppo solo negli States, visto che in Europa le Major sono ancora più miopi che oltre-oceano, come dimostrato dalla triste fine di Tiscali Jukebox.