Archive for May, 2007

Tracking per i brani di iTunes Plus

Sembra che Apple nasconda nei brani acquistati da iTunes Plus informazioni sull’acquirente

Ci sono diverse possibili ragioni: avere qualcuno con cui prendersela se questi brani finiscono su una rete P2P (”questo brano è disponibile in mille copie su eMule, ci devi 2,5 milioni di dollari di danni…”), riservarsi per il futuro la possibilità di disabilitare la riproduzione di questi brani su computer/ipod non “associati” all’utente in questione e così via.

Tutto sommato non vedo particolari problemi con l’inserimento di informazioni identificative, salvo il fatto che ne Apple ne Emi hanno accennato a questa forma di tracking. Sarebbe più onesto (e più efficace come deterrente) avvisare gli utenti del fatto che i brani da loro acquistati contengono questo tipo di informazioni.

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Apple & EMI: goodbye DRM

Sono molto curioso di conoscere i primi dati di vendita per i brani senza protezione da DRM in vendita da ieri su iTunes Plus. Finalmente iTunes offre il prodotto che avrebbe dovuto essere in vendita fin dal primo giorno: AAC a 256 kbps, con una qualità audio più che soddisfacente (per la maggior parte delle orecchie) e, soprattutto, nessuno di quei lacci e lacciuoli che peggiorano l’esperienza per il cliente senza offrire alcun concreto beneficio/protezione agli artisti e alle case discografiche.

Peccato solo per il prezzo, superiore del 30% ai brani “azzoppati” (1,29 contro 0,99 €).

Bersani, Vodafone e propaganda borsistica

Stefano Quintarelli ci fa notare la facilità con cui i giornalisti finanziari si sono bevute le giustificazioni di Vodafone per la massiccia svalutazione (5,1 miliardi di €) della partecipazione in Italia. Tutta, a dire di Vodafone, colpa di Bersani. Salvo che l’Italia rimane il paese più redditizio per Vodafone, e che il calo di redditività di Vodafone a livello europeo è stato tutto sommato in linea con quello italiano, soprattutto a causa di difficoltà in Germania. Dove Bersani non c’entra per niente…

E’ comprensibile che Vodafone cerchi di attribuire il più possibile a Bersani il calo di redditività in Italia, meno comprensibile che la stampa finanziaria accetti le spiegazioni del caso con così poco scetticismo.

AdSense per web video

Google inizia la sperimentazione di AdSense per i video su web. Un altro mattoncino nella costruzione di un “ecosistema del video” più sano di quello attuale.

Google Hot Trends

Le ricerche più calde del giorno. Attendo con impazienza la versione italiana.

La promessa di Sun sui brevetti relativi ad OpenID

Un ottimo segnale da Sun: l’impegno solenne a non far valere i propri brevetti su chi implementa sistemi e servizi basati su OpenID via.

10 caratteristiche del vero pigro

  1. Incapacità di sostenere lo sforzo necessario per completare un qualsiasi compito.

via

I colori dell’illegalità

colori_illegali.gif

Attenzione ai colori che vedete sopra. In combinazione, sono illegali: riproducono la famigerata chiave di decriptazione degli HD-DVD, che in 24h è passata da un totale di 293.000 menzioni su google a oltre 548.000. Un episodio di disobbedienza civile davvero massiccio.

Da t3knomanser via | Boing Boing

Wikipedia e il numero incriminato

Digg ha capitolato, in seguito alla rivolta degli utenti. Wikipedia invece ha chiuso la pagina relativa al numero incriminato (la chiave per decriptare i contenuti sugli HD-DVD)… Rimane una curiosità, visto che seguendo il link precedente si arriva su una pagina generata automaticamente che ripete per 6 volte la chiave (e una volta nella URL): Wikipedia sarà perseguibile lo stesso, visto che la chiave compare comunque sulle sue pagine ?

Via | Reddit

Digg Revolt

Gli utenti Digg si sono davvero incazzati, hanno messo in scena una specie di rivolta, e alla fine l’hanno avuta vinta…

La querelle riguardava un numero esadecimale (la chiave che permette di leggere praticamente tutti gli HD-DVD usciti finora). Un numero velenoso, virulento al punto che in pochissimi giorni sono già spuntati oltre 293.000 risultati su Google, nonostante il tentativo da parte dei “proprietari” del numero di impedirne la diffusione, chiedendo la cancellazione di post, la chiusura di blog e via ingiungendo.

Quando la storia ha cominciato ad essere postata su Digg i gestori si sono trovati di fronte ad un dilemma: lasciare il numero incriminato sulle pagine di Digg e fronteggiare la potenziale ira dell’industria cinematografica, oppure cancellarlo e fronteggiare la potenziale ira dei lettori ? Kevin Rose & Co hanno scelto la seconda strada, ma i “diggers” si sono rapidamente indignati per quella che hanno visto come una censura inaccettabile e hanno ingaggiato un braccio di ferro impressionante: ad un certo punto l’intera home page di Digg era composta di storie riguardo al pericoloso numero.

Alla fine Digg ha capitolato. Lezione importante per tutti gli aspiranti fornitori di servizi Web 2.0: prima o poi i tuoi utenti ti metteranno nei guai e allora dovrai scegliere se accettare i guai o alienare gli utenti.

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Pressioni indebite - ma che strano…

Si vociferava, negli anni passati, dei “rumori fuori scena” attorno al giudizio di ammissibilità da parte della corte costituzionale: un gran blandire, tirare le giacche, promettere e pietire un giudizio di non ammissibilità da parte di politici ed esponenti di governo.

Forse quest’anno potrebbe essere arrivato il momento di rispolverare le spine dorsali. Un membro della corte, eletto in quota CDL, ha annunciato le sue dimissioni per le “pressioni indebite” da parte di anti-referendari del calibro di Clemente Mastella, Alfonso Pecoraro Scanio e Vannino Chiti.

Ora attendiamo di vedere se le dimissioni rientreranno, se le pressioni ritorneranno sotto traccia, e soprattutto se le spine dorsali verranno estratte anche da altri membri della consulta.

Ah, ecco

Ci si chiedeva come mai gli spagnoli di Telefónica avessero pagato più dei soci Italiani le loro azioni nella nuova holding di Telecom (”Telco”) per finire poi per contare di meno nell’operatività della società (solo due consiglieri d’amministrazione su 19, senza deleghe). Dato per scontato che non fossero fessi, qualche contropartita per il sovraprezzo ci doveva pur essere.

L’ottimo Stefano Quintarelli ci segnala che le contropartite cominciano a saltare fuori. All’italiana, potremmo dire: i comunicati stampa italiani e spagnoli differiscono in alcuni punti, così come le comunicazioni effettuate alle autorità di controllo di borsa italiane e spagnole. A quanto pare, le prelazioni e i diritti di veto di Telefónica non sono poi così innoqui come Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali vogliono far credere al pubblico e all’establishment politico. Telefónica sembra essersi garantita un importante potere di interdizione nel gioco futuro delle alleanze/aggregazioni, mentre i soci italiani sembrano aver barattato un ingresso meno oneroso in Telecom con importanti limiti alla libertà che avranno nel massimizzare il valore delle rispettive partecipazioni.

D’altronde, si sapeva fin dall’inizio che per i nuovi padroni italiani di Telecom l’investimento in Telecom è solo secondariamente un investimento finanziario…