Ah, ecco

Ci si chiedeva come mai gli spagnoli di Telefónica avessero pagato più dei soci Italiani le loro azioni nella nuova holding di Telecom (”Telco”) per finire poi per contare di meno nell’operatività della società (solo due consiglieri d’amministrazione su 19, senza deleghe). Dato per scontato che non fossero fessi, qualche contropartita per il sovraprezzo ci doveva pur essere.

L’ottimo Stefano Quintarelli ci segnala che le contropartite cominciano a saltare fuori. All’italiana, potremmo dire: i comunicati stampa italiani e spagnoli differiscono in alcuni punti, così come le comunicazioni effettuate alle autorità di controllo di borsa italiane e spagnole. A quanto pare, le prelazioni e i diritti di veto di Telefónica non sono poi così innoqui come Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali vogliono far credere al pubblico e all’establishment politico. Telefónica sembra essersi garantita un importante potere di interdizione nel gioco futuro delle alleanze/aggregazioni, mentre i soci italiani sembrano aver barattato un ingresso meno oneroso in Telecom con importanti limiti alla libertà che avranno nel massimizzare il valore delle rispettive partecipazioni.

D’altronde, si sapeva fin dall’inizio che per i nuovi padroni italiani di Telecom l’investimento in Telecom è solo secondariamente un investimento finanziario…

1 Response to “Ah, ecco”


  1. 1 Stefano Quintarelli

    e’ pieno di clausole questo agreement, apparentemente.
    Telefonica puo’ dare un veto su acquisizioni e cessioni, cosa che sterilizzerebbe l’attività internazionale di Telecom. o forse no. dovrà decidere la Consob.
    Se Telco vende qualcosa di piu’ di 4 miliardi, di fatto Telefonica se ne puo’ andare. Questo vuol dire ad esempiola rete, tim brasil e possibilmente anche hansenet. praticamente blocca telecom.
    Ma Portugal Telecom ha detto a Telefonica che mo’ gli vende la sua quota di Vivo (nro 2 operatore mobile braisliano).
    E Telefonica sta nel board di telecom che ha Tim brasil (numero 1 mobile brasiliano)
    Ma il brasile dice che la stessa società non puo’ stare in due scarpe. La partecipazione di Brasil telecom (rete fissa) di Telecom Italia e’ sterilizzata, i diritti di voto, se none rro sono sospesi. una sorta di blind trust.
    Vedremo cosa dira’ il regolatore brasiliano, se intereverra’ come nel caso di brasil telecom o se dormira. io scommetterei che interverra, conoscendo Lula. Se dicesse “un o di voi due deve vedere, o sterilizziamo le azioni”, ci potrebbe essere lo spazio perche’ un magnate brasiliano si compri o vivo o tim brasil
    Ma come puo’ Telefonica dire ai suoi azionisti “vendo vivo” adesso che dopo una lotta sanguinosa, Portugal Telecom ha accettato di vendergli la sua quota ? e perche’ poi ? per una partecipazione din TIM Brasil che non consolida ?
    E Come puo’ telecom Italia vendere TIM Brasil senza causare disordini politici, finanziari e financo dei dipendenti ?
    Intanto, Tronchetti se ne e’ uscito, ma la partita, IMHO, rischia di essere appena iniziata.

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