L’eterna storia delle liberalizzazioni in Italia. La corporazione interessata porta qualche migliaia di persone in piazza, fa la voce grossa e immediatamente il governo promette di annacquare il provvedimento interessato. La morale: “pensavamo di avere trovato le palle, ma ci siamo accorti che erano quelle di qualcun altro”.
Eppoi, che ci azzecca un governo di sinistra che si prosterna ad una corporazione dominata dal taxismo fascista romano ?
secca anche a me vedere che per quattro gatti che fanno un po’ di cagnara liberalizzazioni importanti per il paese vengono bloccate o neutralizzate, sopratttutto quando la cagnara dei quattro gatti ha coreografie fascistoidi (ma nel caso dei tassinari direi più che altro burine).
secca anche a me non trovare taxi quando più servirebbero, e cioè nelle ore di punta e quando piove. mi secca poi tremendamente sentire certi racconti dai miei conoscenti stranieri che i tassinari de Roma credono di poter prendere in giro, dimostrandosi spesso invece dei poveri mentecatti.
d’altro canto… una licenza di taxi ormai costa 200mila euro e più. c’è gente che ha aperto mutui e si è indebitata fino al collo per averla. certo, questa è una distorsione che è colpa degli stessi tassinari che hanno alimentato un mercato perverso, ma è un dato di fatto. non possiamo certo aspettarci che così, di punto in bianco chi ha pagato 200mila euro una licenza, o meglio, chi ha aperto un mutuo per 200mila euro che dovrà continuare a pagare per anni ed anni, sia contento che improvvisamente le licenze vengano regalate.
quindi va bene riforme, ma occorre anche sorvegliare il mercato, perché quando le situazioni si incancreniscono come questa (200mila euro a licenza) non le si possono curare così, da un giorno all’altro e aspettarsi che i diretti interessati la prendano in saccoccia così come niente (pensateci voi se doveste pagare “inutilmente” un mutuo da 200mila euro).
per quanto riguarda i benzinai, ok, la tendenza è quella di accorparli nei centri commerciali, dice pure che si risparmia… ma personalmente se per risparmiare 30-40 centesimi ogni volta che vado a fare benzina (perché poi di questo tipo di cifre si tratta) devo farmi 30-40 minuti di tangenziale o raccordo, be’, ne faccio volentieri a meno, visto che poi quasi sempre in realtà mi sposto in motorino e devo mettere max 4 litri.
quindi non vedo proprio dove stia la liberalizzazione.
soprattutto non si può dire a oneste famiglie che gestiscono distributori dire che da un giorno all’altro dovranno rinunciare al loro business perché si “liberalizza”. è irrealistico. e questa “liberalizzazione” (benzinai) non porta vantaggio alcuno ai consumatori.
può anche andare bene dire che ormai la tendenza è quella, ma allora si dica che nel corso di cinque, sei, sette anni o quant’è si farà così, in modo da dare tempo alle famiglie che lavorano davvero di trovare, se ci riescono, possibilità alternative.
una vera liberalizzazione potrebbe essere far fuori, invece, tutti gli impiegati statali, comunali, ministeriali, regionali, forestali ecc. inutili. sono tanti e costano tanto. ma questa di liberalizzazione non la si fa mai. mi domando perché per ogni benzinaio che si vuole far chiudere non si licenzia uno statale improduttivo e non si dia il suo posto all’ex benzinaio. questa sì che sarebbe liberalizzazione.