Come al solito, i peggiori ipocriti si annidano nei partiti che maggiormente alzano la voce in difesa dei “valori”.
Il deputato Cosimo Mele, beccato dopo il festino con le squillo a base di cocaina aveva, ovviamente, firmato la proposta di legge per rendere obbligatorio il test antidroga per i parlamentari.
Alle gesta di questo deputato si aggiunge la buffa proposta del segretario del suo partito di una indennità per favorire il ricongiungimento delle famiglie dei deputati lontani da casa e tenerli così più lontani dalle tentazioni. Da leggere quello che pensa Gian Antonio Stella al riguardo.
Ovviamente, è difficile capire come mai l’astinenza possa essere un buon viatico per la protezione dall’AIDS e dalle altre malattie sessualmente trasmissibili, ma sia da escludere per i poveri, soli, deputati, lontani da casa per tre giorni alla settimana. Parecchi mesi all’anno!
D’altronde, 5.486,58 € di indennità netta non possono bastare. Anche se aggiunta ai 4.003,11 € mensili di di rimborso per le spese di soggiorno a Roma. Anche se aggiunti al rimborso trimestrale di spese di trasporto e viaggio di 3.995,10 € (per chi abita a distanze superiori ai 100 km da roma).
Non sia mai che ad un rappresentante del popolo sia chiesto di mantenere una famiglia a Roma con 13.500 € (netti) al mese. O che, alternativamente, i moralisti lo mettano alla gogna se per caso gli scappa di andare a troie e farsi di cocaina per alleviare lo stress e la nostalgia. O che, se proprio va a troie e sniffa, agli stessi moralisti salti in mente di pretendere che il deputato in questione abbia la dignità di dimettersi e non presentarsi più.