Nessuno vuole la sòla Alitalia

Ma che strano: nessuno, ma proprio nessuno, vuole la sòla Alitalia. Non il principale concorrente (nonostante la possibilità di monopolio sulla Linate-Fiumicino), non i russi, non i fondi di private equity.

Sono sicuro che la situazione marcescente dei conti, le relazioni sindacali incancrenite e il rischio di trovarsi al collo l’albatros di strapagati e illicenziabili dipendenti non abbiano nulla a che fare con il fuggi-fuggi dei pretendenti.

E intanto, il ministro dei trasporti, Bianchi, se ne esce con un risibile “”L’importante comunque è che Alitalia non sia svenduta”. Ma come si fa a svendere un carrozzone che perde quasi due milioni di euro al giorno ?!?!

Continuo a pensare che sia da seguire l’esempio di Swissair. Libri in tribunale e azzerare tutto. E basta far pagare a viaggiatori e contribuenti il dissesto creato da decenni di collusione tra politica e sindacati nella malagestione della “compagnia di bandiera”. O compagnia che infanga la bandiera, come esemplifica l’inglese “ALITALIA Always Late In Take-off, Always Late In Arrival”.

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