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La Legge di Ferro delle istituzioni: le persone che controllano una istituzione hanno a cuore sopra di tutto il loro potere all’interno dell’istituzione piuttosto che il potere dell’istituzione stessa. Quindi, preferiscono che l’istituzione fallisca mentre loro rimangono al potere piuttosto che l’istituzione abbia successo se questo comporta una loro perdita di potere all’interno dell’istituzione.
Come osserva David Isenberg, la “legge” è semplicistica ma l’idea è valida: in nostro paese è un esempio lampante di questa legge in azione. Meglio conservare il potere su un paese in decadimento che allentare gli artigli e lasciare che il paese rifiorisca.
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Un altro fattoide che mina la credibilità del motto “Don’t be evil” di Google: il prezzo di chiusura dell’azione di ieri è stato 666.00 (”Il numero della Bestia”) via.
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Mentre le tentazioni di un ritorno alla catastrofica politica pre-92 si fanno sempre più forti per i partiti, il referendum elettorale compie un altro importante passo: secondo la cassazione ci sono le firme per i tre referendum. Se anche la consulta darà il via libera sarà interessante vedere l’isteria dei proporzionalisti.
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“Grosso più o meno come una vasca da bagno, il reattore nucleare portatile è in sostanza una grossa tazza con al centro un nocciolo di idruro di uranio circondato da idrogeno… basta avvolgerlo in un involucro di cemento, trasportalo in situ, seppellirlo e attaccarlo ad una turbina a vapore et voila, abbastanza energia per 25.000 abitazioni”
Ciò di cui abbiamo bisogno e che, purtroppo, non potremo avere finché non sarà troppo tardi (via)
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Leggo su Il Sole 24 Ore di sabato il pensiero del CUP (la onlus che si occupa di proteggere le libere professioni dagli orrori della concorrenza) riguardo a ciò che separa i professionisti dagli imprenditori:
Un professionista lavora non solo con l’intelletto ma anche con la conoscenza: in nessun caso può essere equiparato all’imprenditore
Imprenditori che, come è noto, lavorano in genere con la stupidità e l’ignoranza e immagino debbano un eventuale loro successo a puro culo.
Bah.
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Rimosso il capo dei vigili urbani di Roma: “ha usato il permesso per disabili perso da un’anziana per parcheggiare l’auto in divieto di sosta” (via).
Che dire: un eccellente indicatore della “sana” cultura della legalità che vige in questo paese. Per completare il quadretto del paradosso, chissà mai che non arrivino la rimozione del capo della Guardia di Finanza per agevolazione dell’evasione fiscale, del capo di stato maggiore dell’esercito per porto abusivo di armi e del capo del sismi per spionaggio abusivo (oops.
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Oh! Dalle intercettazioni dell’inchiesta sul sondaggista di fiducia del cavaliere salta fuori l’esistenza di una “rete segreta RAI-Mediaset” che pilotava la copertura degli eventi politici di rilevanza nazionale durante la scorsa legislatura:
Su tutto, la grande mano di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori, che quotidianamente tessono la tela, fanno decine, centinaia di telefonate, si scambiano notizie, organizzano fino ai più piccoli dettagli.
Chi l’avrebbe mai sospettato.
via
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Le autorità Ungheresi hanno chiuso diversi dei principali siti di distribuzione di torrent in lingua ungherese, sotto pressione da parte degli Stati Uniti, che hanno individuato nell’Ungheria uno dei paesi a maggior “tasso di pirateria”.
Il risultato è visibile nel grafico, con un crollo di un buon terzo del traffico internet transitato presso il Budapest Internet Exchange. Impressive. (via)
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Leggo che, dopo i filtri automatici per i commenti spam, c’è chi lavora ad un filtro automatico per i commenti stupidi. Volesse il cielo! Cercare di tenere in carreggiata comunità tipo quelle di Autoblog e TVblog diventerebbe improvvisamente meno faticoso. Next step: troll filter (via).
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Leggo questa notizia con un sospiro di sollievo e un moto di sorpresa. Ora bisognerà spiegare a tutti che non ci sono più scuse per non imparare nuove lingue, nuovi modi di lavorare, nuove tecniche di programmazione etc. Nessuna scusa per la pigrizia mentale (via).
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Echeppalle! Ogni volta che gli indici di borsa scendono più dell’1% ecco le pagine economiche dei principali giornali, con i loro “very helpful” titolisti, ad informarci che “oggi sono stati bruciati N miliardi €” (oggi erano 137, se qualcuno è curioso). Mai una volta che ci informino “oggi piovuti dal cielo M miliardi di €” quando gli indici sono positivi.
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Mininova festeggia in questi giorni i 3 miliardi di torrent scaricati complessivamente e procede ad una media di oltre 10 milioni di torrent al giorno. E’ uno dei 100 siti più visitati su Internet. Continua a stupirmi il fatto che discografici e cinematografici non si siano alleati per assoldare una compagnia di mercenari che facesse saltare i data-center in cui sono ospitati i server di Mininova (via).
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Il sentimento della lapide pubblicata da CrunchGear è condivisibile: “Qui giace DRM - brucia all’inferno - non ci mancherai”.
Eliminare le restrizioni DRM sta salvando la musica digitale, secondo il dettagliante inglese 7Digital. L’azienda dice che le vendite di musica libera da DRM sono di 4 volte superiori a quelle di musica “ingombrata” da DRM, e attribuisce il merito alla EMI per aver cominciato questo movimento.
Alcuni esperti prevedono che entro l’estate prossima le major vedranno la luce e rimuoveranno le restrizioni DRM dalla musica digitale che vendono.
The Reg via Crunch Gear via Isen Blog
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L’acquirente non è Unipol ma MPS. L’acquisita non è BNL ma è Antonveneta. Ora la banca di riferimento degli ex-PCI-PDS-DS cresce del 50%, ma sembra proprio che a Siena non abbiano fatto un affarone: chi gli ha venduto la banca si bulla della sua grassa plusvalenza (acquistata a 6,6 miliardi di euro, rivenduta a 9 miliardi di euro) e il mercato sembra spaventato dalla spesa (MPS perde il 10% oggi in borsa).
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Apple rilascia i suoi iPhone e iPod Touch deliberatamente “crippled”. Ad alcuni la cosa piace poco. Ad altri piace una sfida.
Quindi, da una parte del ring abbiamo Apple che continua ad aggiornare i firmware per frustrare gli sbloccatori. Dall’altra parte abbiamo gli sbloccatori che si divertono ad aggiornare i loro “hack” per continuare a frustrare Apple.
Molto divertente vedere come l’uscita del firmware 1.1.2 per iPhone e iTouch sia addirittura preceduta dal “jailbreak” per iPod Touch 1.1.2.
Attendiamo lo sblocco dell’iPhone 1.1.2 per cominciare a tracciare un grafico del tempo medio di sblocco delle varie release del firware.
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Il presidente degli Stati Uniti nella conferenza del 7 novembre 2007:
“You can’t be President and head of the military at the same time.”
La costituzione degli Stati Uniti, articolo II:
“The President shall be Commander in Chief of the Army and Navy of the United States…”
No further comment necessary, except: ancora 13 mesi, poi qualcun altro dovrà cominciare a raccogliere i pezzi degli Stati Uniti.
via
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Cosa dire dell’articolo del Corriere sull’esperimento dei Radiohead ? Posso solo dire che sembra scritto dall’ufficio PR di una casa discografica per mettere nella luce più negativa possibile l’esperimento di distribuzione gratuita con donazioni volontarie.
I fatti: il nuovo album dei Radiohead, In Rainbows, liberamente scaricabile in formato MP3, lasciando libero chi scaricava di effettuare una donazione tra 0 e 100 $ (o £ o €); esce uno studio di comScore che dice che “solo” il 40% di chi ha scaricato l’album ha effettuato una donazione; l’articolo del corriere definisce l’esperimento “un fallimento… un duro colpo”.
Fallimento ? Maddeche ?!? Il 40% delle persone ha pagato una media di 6$ per qualcosa che era disponibile gratuitamente. Nono conosco il rapporto tra copie pirata e copie vendute di un nuovo che ci si può aspettare per una band tipo i Radiohead, ma mi stupirei se fosse molto più favorevole di 60:40… Senza contare che, nel caso del CD, i retailer e la casa discografica si sarebbero trattenuti una rispettabile fetta del prezzo di copertina.
Quindi: meglio il 100% dei 6 dollari ricavati tramite le donazioni o, che so, il 10% dei 12 dollari ricavati tramite le vendite dei CD ?
Penso che i Radiohead, e molti altri come loro, abbiano ora qualche dato in più per dare la loro risposta.
PS: anche Stefano Quintarelli ha molto da dire riguardo all’articolo del Corriere.