Missing the point on Radiohead

Cosa dire dell’articolo del Corriere sull’esperimento dei Radiohead ? Posso solo dire che sembra scritto dall’ufficio PR di una casa discografica per mettere nella luce più negativa possibile l’esperimento di distribuzione gratuita con donazioni volontarie.

I fatti: il nuovo album dei Radiohead, In Rainbows, liberamente scaricabile in formato MP3, lasciando libero chi scaricava di effettuare una donazione tra 0 e 100 $ (o £ o €); esce uno studio di comScore che dice che “solo” il 40% di chi ha scaricato l’album ha effettuato una donazione; l’articolo del corriere definisce l’esperimento “un fallimento… un duro colpo”.

Fallimento ? Maddeche ?!? Il 40% delle persone ha pagato una media di 6$ per qualcosa che era disponibile gratuitamente. Nono conosco il rapporto tra copie pirata e copie vendute di un nuovo che ci si può aspettare per una band tipo i Radiohead, ma mi stupirei se fosse molto più favorevole di 60:40… Senza contare che, nel caso del CD, i retailer e la casa discografica si sarebbero trattenuti una rispettabile fetta del prezzo di copertina.

Quindi: meglio il 100% dei 6 dollari ricavati tramite le donazioni o, che so, il 10% dei 12 dollari ricavati tramite le vendite dei CD ?

Penso che i Radiohead, e molti altri come loro, abbiano ora qualche dato in più per dare la loro risposta.

PS: anche Stefano Quintarelli ha molto da dire riguardo all’articolo del Corriere.

Un pensiero su “Missing the point on Radiohead

  1. “meglio il 100% dei 6 dollari ricavati tramite le donazioni o, che so, il 10% dei 12 dollari ricavati tramite le vendite dei CD ?” sicuramente meglio il 100% dei 6 dollari ( se la matematica non è ancora un opinione).

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