Lavorare con la stupidità e con l’ignoranza

Leggo su Il Sole 24 Ore di sabato il pensiero del CUP (la onlus che si occupa di proteggere le libere professioni dagli orrori della concorrenza) riguardo a ciò che separa i professionisti dagli imprenditori:

Un professionista lavora non solo con l’intelletto ma anche con la conoscenza: in nessun caso può essere equiparato all’imprenditore

Imprenditori che, come è noto, lavorano in genere con la stupidità e l’ignoranza e immagino debbano un eventuale loro successo a puro culo.

Bah.

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2 risposte a Lavorare con la stupidità e con l’ignoranza

  1. TixXio scrive:

    Beh, ha ragione: un ingegnere o un falegname (entrambi professionisti) devono necessariamente avere un bagaglio di conoscenze per svolgere il proprio lavoro.

    L’imprenditore non ha necessariamente bisogno di questa conoscenza.

  2. Luca Lizzeri scrive:

    Certo!

    Infatti, basta averci i soldi, aprire la fabbrichetta, assumere la gente giusta, et voilà, ti iscrivi alla confindustria e i soldi cominciano ad entrare nel conto in banca!

    Non è necessaria alcuna conoscenza del settore in cui si vuole operare, né alcuna intelligenza per riconoscere le opportunità.

    PS: secondo il CUP un falegname, non essendo dotato di un ordine e non facendo parte del CUP stesso, è un imprenditore (o, peggio, un artigiano) e come tale non degno di protezione dalla concorrenza.

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