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Putin: “pronti a puntare i missili sull’Europa“.
Il ragionamento non fa una grinza: se la NATO dispiega uno scudo anti-missile, ovviamente è necessario ri-puntare i missili nucleari su “città e obiettivi militari” europei.
Mah. L’involuzione nazionalista e autoritaria Russa preoccupa sempre di più…
Una ragione in più per ritornare sui nostri passi per quanto riguarda il nucleare civile: liberarsi dalla dipendenza energetica nei confronti di un paese che ha dimostrato la volontà e la capacità di usare le forniture di gas come una clava.
Via | Alfonso Fuggetta
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L’eterna storia delle liberalizzazioni in Italia. La corporazione interessata porta qualche migliaia di persone in piazza, fa la voce grossa e immediatamente il governo promette di annacquare il provvedimento interessato. La morale: “pensavamo di avere trovato le palle, ma ci siamo accorti che erano quelle di qualcun altro”.
Eppoi, che ci azzecca un governo di sinistra che si prosterna ad una corporazione dominata dal taxismo fascista romano ?
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Sembra che Apple nasconda nei brani acquistati da iTunes Plus informazioni sull’acquirente…
Ci sono diverse possibili ragioni: avere qualcuno con cui prendersela se questi brani finiscono su una rete P2P (”questo brano è disponibile in mille copie su eMule, ci devi 2,5 milioni di dollari di danni…”), riservarsi per il futuro la possibilità di disabilitare la riproduzione di questi brani su computer/ipod non “associati” all’utente in questione e così via.
Tutto sommato non vedo particolari problemi con l’inserimento di informazioni identificative, salvo il fatto che ne Apple ne Emi hanno accennato a questa forma di tracking. Sarebbe più onesto (e più efficace come deterrente) avvisare gli utenti del fatto che i brani da loro acquistati contengono questo tipo di informazioni.
Via | /.
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Sono molto curioso di conoscere i primi dati di vendita per i brani senza protezione da DRM in vendita da ieri su iTunes Plus. Finalmente iTunes offre il prodotto che avrebbe dovuto essere in vendita fin dal primo giorno: AAC a 256 kbps, con una qualità audio più che soddisfacente (per la maggior parte delle orecchie) e, soprattutto, nessuno di quei lacci e lacciuoli che peggiorano l’esperienza per il cliente senza offrire alcun concreto beneficio/protezione agli artisti e alle case discografiche.
Peccato solo per il prezzo, superiore del 30% ai brani “azzoppati” (1,29 contro 0,99 €).
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Stefano Quintarelli ci fa notare la facilità con cui i giornalisti finanziari si sono bevute le giustificazioni di Vodafone per la massiccia svalutazione (5,1 miliardi di €) della partecipazione in Italia. Tutta, a dire di Vodafone, colpa di Bersani. Salvo che l’Italia rimane il paese più redditizio per Vodafone, e che il calo di redditività di Vodafone a livello europeo è stato tutto sommato in linea con quello italiano, soprattutto a causa di difficoltà in Germania. Dove Bersani non c’entra per niente…
E’ comprensibile che Vodafone cerchi di attribuire il più possibile a Bersani il calo di redditività in Italia, meno comprensibile che la stampa finanziaria accetti le spiegazioni del caso con così poco scetticismo.
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Google inizia la sperimentazione di AdSense per i video su web. Un altro mattoncino nella costruzione di un “ecosistema del video” più sano di quello attuale.
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Le ricerche più calde del giorno. Attendo con impazienza la versione italiana.
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Un ottimo segnale da Sun: l’impegno solenne a non far valere i propri brevetti su chi implementa sistemi e servizi basati su OpenID via.
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Attenzione ai colori che vedete sopra. In combinazione, sono illegali: riproducono la famigerata chiave di decriptazione degli HD-DVD, che in 24h è passata da un totale di 293.000 menzioni su google a oltre 548.000. Un episodio di disobbedienza civile davvero massiccio.
Da t3knomanser via | Boing Boing
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Digg ha capitolato, in seguito alla rivolta degli utenti. Wikipedia invece ha chiuso la pagina relativa al numero incriminato (la chiave per decriptare i contenuti sugli HD-DVD)… Rimane una curiosità, visto che seguendo il link precedente si arriva su una pagina generata automaticamente che ripete per 6 volte la chiave (e una volta nella URL): Wikipedia sarà perseguibile lo stesso, visto che la chiave compare comunque sulle sue pagine ?
Via | Reddit
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Gli utenti Digg si sono davvero incazzati, hanno messo in scena una specie di rivolta, e alla fine l’hanno avuta vinta…
La querelle riguardava un numero esadecimale (la chiave che permette di leggere praticamente tutti gli HD-DVD usciti finora). Un numero velenoso, virulento al punto che in pochissimi giorni sono già spuntati oltre 293.000 risultati su Google, nonostante il tentativo da parte dei “proprietari” del numero di impedirne la diffusione, chiedendo la cancellazione di post, la chiusura di blog e via ingiungendo.
Quando la storia ha cominciato ad essere postata su Digg i gestori si sono trovati di fronte ad un dilemma: lasciare il numero incriminato sulle pagine di Digg e fronteggiare la potenziale ira dell’industria cinematografica, oppure cancellarlo e fronteggiare la potenziale ira dei lettori ? Kevin Rose & Co hanno scelto la seconda strada, ma i “diggers” si sono rapidamente indignati per quella che hanno visto come una censura inaccettabile e hanno ingaggiato un braccio di ferro impressionante: ad un certo punto l’intera home page di Digg era composta di storie riguardo al pericoloso numero.
Alla fine Digg ha capitolato. Lezione importante per tutti gli aspiranti fornitori di servizi Web 2.0: prima o poi i tuoi utenti ti metteranno nei guai e allora dovrai scegliere se accettare i guai o alienare gli utenti.
Via | /.
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Si vociferava, negli anni passati, dei “rumori fuori scena” attorno al giudizio di ammissibilità da parte della corte costituzionale: un gran blandire, tirare le giacche, promettere e pietire un giudizio di non ammissibilità da parte di politici ed esponenti di governo.
Forse quest’anno potrebbe essere arrivato il momento di rispolverare le spine dorsali. Un membro della corte, eletto in quota CDL, ha annunciato le sue dimissioni per le “pressioni indebite” da parte di anti-referendari del calibro di Clemente Mastella, Alfonso Pecoraro Scanio e Vannino Chiti.
Ora attendiamo di vedere se le dimissioni rientreranno, se le pressioni ritorneranno sotto traccia, e soprattutto se le spine dorsali verranno estratte anche da altri membri della consulta.
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Ci si chiedeva come mai gli spagnoli di Telefónica avessero pagato più dei soci Italiani le loro azioni nella nuova holding di Telecom (”Telco”) per finire poi per contare di meno nell’operatività della società (solo due consiglieri d’amministrazione su 19, senza deleghe). Dato per scontato che non fossero fessi, qualche contropartita per il sovraprezzo ci doveva pur essere.
L’ottimo Stefano Quintarelli ci segnala che le contropartite cominciano a saltare fuori. All’italiana, potremmo dire: i comunicati stampa italiani e spagnoli differiscono in alcuni punti, così come le comunicazioni effettuate alle autorità di controllo di borsa italiane e spagnole. A quanto pare, le prelazioni e i diritti di veto di Telefónica non sono poi così innoqui come Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali vogliono far credere al pubblico e all’establishment politico. Telefónica sembra essersi garantita un importante potere di interdizione nel gioco futuro delle alleanze/aggregazioni, mentre i soci italiani sembrano aver barattato un ingresso meno oneroso in Telecom con importanti limiti alla libertà che avranno nel massimizzare il valore delle rispettive partecipazioni.
D’altronde, si sapeva fin dall’inizio che per i nuovi padroni italiani di Telecom l’investimento in Telecom è solo secondariamente un investimento finanziario…
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Parte la raccolta di firme per il referendum elettorale. Bene. Stasera passerò in piazza S. Babila a firmare.
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Astroglide, uno dei maggiori produttori di lubrificanti ad uso sessuale, ha sofferto una massiccia perdita di dati: le informazioni personali di un quarto di milione di clienti (nomi, indirizzi, prodotti acquistati) sono statu esposti su pagine accessibili ai motori di ricerca, probabilmente per mesi. Alcune di queste pagine sono ancora accessibili dalla cache di Google. Mitici.
Via | Boing Boing
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Si prospetta una mostruosa commistione di Interessi come soluzione al caso Telecom.
Di solito si dice che:
La storia si ripete sempre due volte: la prima in tragedia la seconda in farsa
Nel caso Telecom la famosa citazione va cambiata un po’: “a storia si ripete almeno tre volte, la prima come farsa, la seconda come enorme farsa, la terza come farsa colossale”.
La cosa che più mi preme sapere in questo momento è: dove ca**o sono gli ululati di oltraggio delle vestali del conflitto di interessi, ora che si parla di Mediaset come cavaliere bianco per “salvare” Telecom da mani straniere ?
Da dove viene la malsana idea che garantire al duopolista della televisione una “stake” nel monopolista della rete fissa sia una meglio per il paese rispetto alla vendita ad investitori stranieri non impegolati nella politica italiana ?
Che il signore ci scampi dalla “soluzione italiana” per Telecom, se è quella che si prospetta in questi giorni…
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Capisco voler dare una sbirciatina alla posizione tributaria di Romano Prodi e della moglie… ma 128 accessi abusivi mi sembrano un po’ tanto. E per di più effettuati da 128 persone diverse.
Insieme alla notizia dei servizi segreti che preparavano contro-misure nei confronti di magistrati e politici presunti nemici del precedente governo e sommata a quelle dei mesi precedenti, si fa forte l’impressione che il paese faccia fatica a perdere vecchie abitudini, che i “servizi deviati” continuano a non essere solo una favola e che i veri nemici dell’Italia siano più dentro il paese che fuori.
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Interessante, questa mail di Jimmy Wales a wikipedia-l: “Jimbo” chiede alla lista di “sognare un poco” e di indicare alcuni esempi di opere d’ingegno per le quali la comunità non sta facendo un buon lavoro di generare rimpiazzi “liberi” e che sarebbe più efficiente acquistare e rendere liberi. Cose tipo archivi fotografici, libri di testo, archivi di giornali/riviste, ecc.
E chiede di sognare in grande, di immaginare cosa potrebbe essere acquistato per 100 milioni di dollari, perchè la domanda gli è stata fatta da qualcuno che sarebbe in grado di far accadere una cosa del genere.
Un potenziale mecenate delle libertà digitali. Speriamo che la cosa si avveri, e che sia solo il primo di una lunga serie.
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Wow. Altro che estremofili. Una specie di batteri trovata in una miniera d’oro 2,8 km sotto-terra non ha bisogno di luce solare per il proprio sostentamento, ma utilizza la radioattività dell’uranio per estrarre idrogeno allo stato gassoso da molecole d’acqua. Poi utilizza l’idrogeno in altre reazioni chimiche da cui trae sostentamento.
Le possibilità sono interessanti: qualche “piccola” modifica genetica, poi si potranno riprodurre su scala industriale e mettere al lavoro in un ambiente di scorie radioattive per produrre idrogeno in surplus da utilizzare per la produzione di energia elettrica. Se solo fosse così semplice …
Via | /.