Un ottimo segnale da Sun: l’impegno solenne a non far valere i propri brevetti su chi implementa sistemi e servizi basati su OpenID via.
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Doveva arrivare: il brevetto su Ajax. Ora si attende l’inizio delle richieste di riscatto a metà delle start-up web 2.0 del mondo.
Direi che
è l’emoticon più appropriato per commentare il brevetto su
Per pietà, di quante altre prove c’è bisogno prima di accettare il fatto che l’attuale sistema per brevetti sembra pensato per premiare gli avvocati che si occupano di IP (intellectual property) e gli IP-Squatter (o aspiranti tali).
E come non definire IP-Squatter un azienda (Cingular) che ha la faccia tosta di brevettare una combinazione di due simboli di punteggiatura in uso da anni in tutto il mondo.
E come non definire incompetente l’esaminatore che non ha riso per mezz’ora prima di stracciare la domanda di brevetto.
Improvvisamente il mondo sembra un po’ più stupido.
Mmmh. Microsoft ha richiesto un brevetto sugli emoticon. Esempio
Meglio, Microsoft ha chiesto un brevetto su:
Un metodo che comprende: selezione di pixel da usare come emoticon; assegnazione di una sequenza di caratteri ai pixel; trasmissione di una sequenza di caratteri ad una destinazione per permettere la ricostruzione dei pixel alla destinazione.
Qualcuno, per favore, mi spieghi, cosa c’è di innovativo in questa richiesta. Questa richiesta dimostra quanto siano fondate le paure riguardo ai brevetti software: una richiesta frivola per un “metodo” in uso universale su Internet da anni (se non da decine di anni). Che, se concessa, permetterebbe ad una azienda già condannata per pratiche monopolistiche, di usare minacce legali nei confronti di tutte le aziende che usano o permettono l’uso della stessa tecnologia.
Conosco un solo emoticon adatto a commentare questo brevetto:
Lo stesso che l’ufficio brevetti dovrebbe usare nella sua corrispondenza quando rifiuta richieste di questo genere. Assieme ad una pesante parcella per “brevetto frivolo”.
Wow! L’Europarlamento ha sonoramente schiaffeggiato la Commissione Europea e il Consiglio dei ministri, respingendo 648-14 la direttiva sui brevetti software.
Democrazia in azione e una importante vittoria per la libertà di innovazione nel nostro continente.
Microsoft è forse l’azienda che più spinge per una espansione del ruolo dei brevetti software, in Europa, come in America.
Chi mi legge sa come la penso sui brevetti software e al loro deleterio impatto sull’innovazione. Non sorprenderà quindi, se penso che sia all’opera una sorta di giustizia poetica, quando piccole aziende creano grossi problemi a Microsoft con i loro brevetti.
Una azienda chiamata Alacritech ha ottenuto una ingiunzione preliminare che potrebbe impedire a Microsoft di commercializzare Longhorn. L’accusa a Microsoft è di aver usato tecnologie protette da brevetto che le erano state mostrate nel corso di negoziati di incontri riservati.
Purtroppo, è inutile sperare che Microsoft si ravveda. I brevetti software sono interpretati da Microsoft come una sorta di “arsenale nucleare”: bisogna averne a sufficienza da poter garantire la distruzione dell’avversario. Quando si hanno abbastanza brevetti, è probabile trovarne uno che possa servire da contromisura in caso di denuncia di un grosso concorrente. Per quanto riguarda i piccoli concorrenti, basta fare ammenda con qualche decina/centinaia di milioni di dollari. Ne vale la pena, nell’ottica di Microsoft.
Gli avvocati necessari a questo regime di mutua distruzione assicurata brevettistica ? Sono una sovratassa su tutte le licenze Windows/Office. Il fatto che siano un costo insostenibile per i piccoli imprenditori del software o per gli sviluppatori Open Source è un beneficio aggiuntivo, per MSFT.
VLC è uno dei lettori software di video più graditi a chi non vuole avere problemi di incompatibilità con i codec, o installare mille player che si insinuano in tutte le pieghe del sistema e chiedono “Register Now” ad ogni piè sospinto, oppure si impadroniscono di tutte le associazioni con i tipi di file video.
Purtroppo, c’è il concreto rischio che VLC scompaia, man mano che i detentori di brevetti sui formati video si accorgono della sua esistenza. Ad esempio, nella versione 0.8 è stato tolto il supporto per i formati DTS, su richiesta di DTS Inc, in attesa di verificare la plausibilità del claim …
[Via ./]
Spesso si incontrano nuove tecnologie che sono al contempo affascinanti e inquietanti. Questo brevetto di Sony sulla manipolazione remota del cervello è molto più inquietante che affascinante: un segnale ultrasonico ad impulsi "altera la temporizzazione neuronale nella corteccia" per "trasmettere direttamente nella mente immagini, sensazioni e suoni" La quantità di possibili usi negativi di questa tecnologia è limitata solo dalla fantasia perversa del lettore.
Non capisco bene come mai a Sony sia stato concesso un brevetto nonostante: Un portavoce di Sony ha dichiarato che non è stato condotto alcun esperimento, e che il brevetto "è basato su una ispirazione che questa possa essere la direzione in cui la tecnologia ci porterà".
Un classico brevetto "strategico" ? Sony brevetta una cosa che si crede possa funzionare, in maniera che se anche se Sony non riesce a farla funzionare, sia poi in posizione di chiedere royalties a chi ci riuscisse ?
Così, ad intuito, direi che dovrebbe servire qualcosa di più di un "ispirazione che questa possa essere la direzione" per ricevere un brevetto. Quello è solo il punto di partenza per fare le ricerche e gli esperimenti che porteranno allo sviluppo di una invenzione brevettabile.
Detto questo, spero che la tecnologia venga sviluppata al più presto per quanto riguarda le grandi potenzialità che ha di aiutare le persone con problemi sensoriali, ma spero anche che qualcuno sviluppi al più presto una tecnologia che permetta a chi non lo voglia di essere al sicuro da eventuali manipolazioni. O forse basterà il sempreverde "tinfoil hat" ?
[Via Ars Technica]
La Commissione Europea ha approvato la direttiva sui brevetti software, costringendo l’Europarlamento ad adottarla così com’è, oppure a a respingerla (o emendarla) con almeno 367 voti negativi (maggioranza di tutti i membri, non solo dei presenti). Un ostacolo molto alto, e adesso il commissario Irlandese responsabile per la direttiva sembra sfidare il parlamento a respingerla, dicendo “o così com’è, o niente direttiva”. Mi auguro che il parlamento accolga la sfida.
La Commissione Europea continua nel suo tentativo di imporre i brevetti software alla EU. Pur di farli approvare, ora va allo scontro frontale con l’Europarlamento, che ha tre mesi di tempo per approvare o respingere la direttiva. Spero che il parlamento non dimentichi la maniera in cui la commissione ha ignorato le sue deliberazioni, e respinga in toto la direttiva.
Due non novità:
- A Microsoft piacciono molto i brevetti software, e Bill Gates si sta spendendo molto in Europa per far approvare la direttiva sui brevetti software;
- Nella commissione Europea alcuni sono disposti a far molto per far piacere a Bill Gates. In particolare, il commissario Irlandese, che ha bene in mente il fatto che Microsoft ha la sua base fiscale Europea in Irlanda ed è uno dei maggiori contribuenti nel suo paese.
La novità: ad alcuni nell’Europarlamento ha cominciato a dare molto fastidio il fatto che le sue decisioni vengano bellamente ignorate dalla Commissione Europea. E questo fastidio verso la commissione si traduce anche in fastidio verso chi la incoraggia ad ignorare il volere del parlamento in fatto di brevetti (e.g. verso Microsoft e Bill Gates).
Interessante la scelta della Commissione Europea di negare la richiesta del Parlamento Europeo di far ripartire l’iter per la direttiva sui brevetti software. Chissà, magari è la volta che il parlamento (eletto dai cittadini) si arrabbia, e mette al suo posto la Commissione (burocrati nominati dai paesi membri).
Interessante la maniera in cui Microsoft ha cercato di ottenere il supporto del governo Danese per la direttiva Europea sui brevetti software:
Se non votate per la direttiva potremmo essere costretti a chiudere Navision [divisione Danese di MSFT che sviluppa business solutions] e muovere gli 800 sviluppatori in un altro paese.
La minaccia, raccontata dal maggiore quotidiano finanziario Danese, è stata smentita da MSFT, che parla di incomprensioni e ha scritto ai dipendenti danesi per rassicurarli. E’ anche in corso un dialogo con l’autore dell’articolo per “aiutarlo a vedere la cosa un pò meno in bianco e nero”.
Non si può dire che questo modo di operare sia molto originale. Rimane efficace. Spero che il diffondersi della notizia provochi abbastanza imbarazzo a MSFT da farla esitare, prima di riprovarci. Pia illusione, lo so.
Il comitato Affari Legali del Parlamento Europeo ha votato per far ripartire da zero la direttiva EU sui brevetti software. Dovrebbe essere l’ultimo chiodo nella bara della direttiva tanto bramata dal Consiglio dei Ministri. Magari la prossima sarà più digeribile.
Sun vede la mossa di IBM e rilancia: 1.600 brevetti concessi royalty-free a chiunque scriva software open-source.
La press release di Sun parla di stabilire un “patent commons” che aiuti l’innovazione. Lodevole.
[Via Slashdot]
E’ già fallito (di nuovo grazie alla Polonia) il nuovo tentativo del Consiglio dei Ministri EU di far passare i brevetti software alla chetichella nel consiglio Pesca e Agricoltura. Rinvio di almeno una settimana. Si spera che il tempo basti all’europarlamento per far ripartire il tutto da zero.
Lunedì ci sarà un nuovo tentativo del Consiglio dei Ministri Europei di far passare la direttiva Europea sui brevetti software passando per il Consiglio Pesca e Agricoltura.
Il precedente tentativo (sempre alla commissione Pesca e Agricoltura) era stato bloccato dalla Polonia. Il consiglio dei ministri prova di nuovo a far passare la direttiva sui brevetti in un forum che certamente non è il più adatto per presentare un fatto compiuto al Parlamento Europeo quando si riunirà per discutere se far ripartire da capo l’iter della direttiva sui brevetti.
Non c’è che dire, la persistenza dei ministri è ammirevole quanto sono riprovevoli i loro tentativi di aggirare la volontà espressa dalla maggioranza del Parlamento Europeo sul tema dei brevetti software. I lobbysti pro-brevetti devono aver fatto bene il loro lavoro…
Per una volta tanto le compagnie che offrono prodotti per le reti p2p e le case discografiche sono dalla stessa parte: contro AltNet, che cerca royalties per il suo brevetto che copre “un modo di identificare i file sulle reti p2pusando un hash”. Per favore!!!
61 Europarlamentari da tutti i paesi Europei hanno firmato una mozione che chiede alla Commissione Europea di non insistere con la attuale direttiva sui brevetti software e di ricominciare il processo da capo.
Se la maggioranza dell’Europarlamento voterà a favore, la Commissione non avrà altra scelta che elaborare una nuova direttiva. Quella attuale è in attesa di un voto finale nel Consiglio dei Ministri Europeo. Se sarà approvato, dovrà tornare al Parlamento per una seconda lettura. Si spera che a seguito della mozione il Consiglio rimandi la propria votazione.
E se non lo avete ancora fatto, andate su Thank Poland a firmare per ringraziare la Polonia, che ha fatto saltare il tentativo di far passare di soppiatto la direttiva passando per la Commissione Pesca e Agricoltura.
[Via Copyfight]
IBM darà libero accesso a 500 suoi brevetti software a chiunque voglia sviluppare software Open Source. Solo una piccola parte dei brevetti ammassati da IBM, ma un buon inizio.