Archive for the 'Brevetti Software' Category

Brevetto sul commercial-skipping

BSkyB (proprietaria di Sky) ha brevettato un sistema per “saltare la pubblicità televisiva in maniera automatica” nei videoregistratori digitali.

Poco importa che la funzione esista da anni (ReplayTV …), Sky afferma di non avere intenzione di offrire la funzione ai propri clienti, ma semplicemente esigere denaro da chi vuole offrire la funzione, o addirittura impedire ad altri di offrirla. “I brevetti software servono ad incoraggiare l’innovazione”. Certo.

[Via Techdirt]

Forza Polonia!

Forse, alla fine aveva ragione Bush, nel dibattito in campagna elettorale in cui castigò Kerry perchè “si era dimenticato della Polonia”: se i brevetti software non entreranno in una direttiva UE, dovremo probabilmente ringraziare i neo-entrati Polacchi, che continuano a combattere la buona battaglia.

Ora i Polacchi hanno sconfitto il tentativo di far passare sottogamba i brevetti software in una riunione del “Consiglio dell’Agricoltura e della Pesca” (!!!). Le vie delle lobby e dei burocrati sono infinite …

Approfondimenti su GrokLaw [Grazie Antonio!]

Rimandato il voto UE sui brevetti software

Buone notizie da Bruxelles. Il Consiglio Europeo ha rimandato la decisione sui brevetti software in Europa almeno fino al 2005, grazie alla mancanza di una “maggioranza qualificata” sul tema.

Finalmente la realtà abbia finito la sua lunga rincorsa al Consiglio, che appariva deciso a spingere i brevetti contro la volontà di diversi stati membri e del parlamento Europeo. I cambiamenti della composizione del consiglio e l’opposizione di nuovi stati membri come la Polonia hanno temporaneamente deragliato la corsa verso i brevetti software.

Ora il dibattito sui brevetti software potrebbe tornare in aula all’Europarlamento, che ha dimostrato una maggiore apertura mentale sulla questione rispetto al Consiglio.

Vedere la categoria brevetti per sapere come mai io e molti altri pensiamo che i brevetti software siano negativi per la competitività Europea e lo sviluppo economico.

Brevetti software come un arsenale nucleare

Qualche tempo fa, L’amministratore delegato di MySQL, aveva scritto un articolo in cui parlava dei brevetti software come l’equivalente di un arsenale nucleare: le grandi aziende ne accumulano a più non posso perchè sanno che anche la competizione lo sta facendo, e i brevetti saranno necessari come possibile arma di ritorsione.

In questa maniera si crea un alto muro di recinzione attorno alle aziende che possiedono brevetti, escludendo le aziende fuori dal muro di recinzione dalla possibilità di fare concorrenza basando i propri prodotti su tecnologie brevettate (che spesso sono assai poco originali, vedere qui e qui).

Probabilmente Microsoft pensa che è ora di spiegare che il software Open Source vive in un mondo pericoloso e non dispone di brevetti: Ballmer avvisa gli utenti di Linux che rischiano grosso. Ovviamente il rischio è rappresentato da tutti i brevetti potenzialmente violati dal kernel di Linux (283, tra i quali 27 posseduti da Microsoft, secondo uno studio di Open Source Risk Management [pdf]).

La Polonia blocca i brevetti software UE

Primi effetti positivi dell’allargamento UE sulle libertà digitali: la Polonia blocca i brevetti software UE.

Monsanto e il grano brevettato

L’ufficio europeo dei brevetti ha revocato un brevetto di Monsanto su una varietà di grano geneticamente modificato, dopo che Greenpeace ha dimostrato che quella varietà era stata prodotta da agricoltori Indiani tramite selezione e non dai laboratori Monsanto. Oops [Via Boing Boing].

Affinità tra Software Libero e brevetti

Pensieri poco ortodossi ma interessanti di Tim Bray sulla questione dei brevetti software.

Secondo Bray, i brevetti sul software dovrebbero essere concessi solo se accompagnati da una implementazione Open Source, in maniera da incentivare alla creazione di software innovativo, ma dare anche la garanzia che questo possa essere concretamente riutilizzato e avanzare l’interesse pubblico.

Ovviamente, per Bray rimane il problema dell’esecrabile facilità con cui vengono concessi brevetti su tecniche che sono tutt’altro che innovative, assieme al problema dei brevetti sui metodi di business (come quello recente di Sun sulle licenze software con prezzi basati sul numero di impiegati).

Brevetti e Java

Quando un azienda non riesce più a fare soldi nel suo business tradizionale, ma ha qualche brevetto in archivo, può sempre tentare di monetizzarlo.

L’ultima in ordine di tempo è Kodak che ha vinto una causa contro Sun e ora chiederà 1,06 miliardi di dollari di danni in base ad alcuni brevetti acquistati da Wang nel 1997.

L’accusa per Sun è di avere usato in Java delle tecnologie rubate da Kodak. Le tecnologie “rubate” riguarderebbero le modalità con cui un oggetto in un programma può far eseguire delle procedure ad un oggetto in un altro programma (chiamate di procedura remote, una tecnologia in uso da più di 20 anni).

Mentre Sun non è mai riuscita a decidersi su come Java potesse aiutare i suoi bilanci, e i suoi dirigenti sono stati sentiti dire in pubblico che Java è un fattore chiave nel 90% delle vendite (nonostante si possa scaricare gratuitamente). Kodak è stata fin troppo felice di riferire le parole al tribunale e chiedere la metà dei profitti derivanti dalle vendite di server e sistemi di archiviazione dal 1998 al 2001 (1,06 miliardi di dollari, appunto).

Gli sviluppatori di software indipendenti in tutto il mondo possono solo deprimersi di fronte ad un ulteriore aumento del rischio di utilizzare tecniche diffuse da decenni e che si credeva fossero ragionevolmente utilizzabili da tutti.

Revocato il brevetto su VFAT

L’Ufficio Brevetti americano ha revocato il brevetto di Microsoft sul filesystem VFAT, su richiesta della Public Patent Foundation. In base al brevetto concesso nel 1996 di recente Microsoft aveva cominciato a chiedere royalties ai produttori di memorie tipo le schede Compact Flash.

Patent squatting

Hai un brevetto su una tecnologia interessante ? Vuoi estrarne il massimo del valore ?

E’ semplice:

  1. partecipa ad un comitato per la creazione di un importante standard;
  2. assicurati che la tecnologia venga adottata, ma non parlare del tuo brevetto.
  3. aspetta un pò di tempo;
  4. se lo standard si afferma, comincia a mandare lettere minatorie su carta intestata in cui chiedi di pagare per avere violato il tuo brevetto

E’ quello che sta succedendo ora con Wi-Fi. Il motivo per cui l’azienda che sta praticando il giochetto non ha cominciato prima ? Non voleva fermare la crescita del mercato!

Sembra ragionevole la posizione su questo tipo di problemi del W3C, il consorzio responsabile per lo sviluppo degli standard Web: se una azienda vuole che una tecnologia coperta da un suo brevetto venga inclusa come parte essenziale di uno standard tecnologico, deve essere disposta a concederla in uso senza royalties. Altrimenti l’azienda è libera di cercare di far adottare la propria tecnologia senza la sanzione del consorzio.

[Via Techdirt]

Direttiva brevetti: rimandata di nuovo

La direttiva sui brevetti software è stata rimandata ancora una volta. Ufficialmente problemi di traduzione. Ufficiosamente pare ritornerà al Coreper (comitato esperti) dove si riaprirà la discussione tra gli stati membri.

Brevetti software:

Un rapporto di Pricewaterhousecoopers sulla strategia Europea nell’ICT (Information & Communications Technology) realizzato in occasione della presidenza Olandese dell’Unione Europea mette in evidenza il pericolo rappresentato dai brevetti software per l’industria ICT Europea:

Ci sono particolari minacce all’industria ICT Europea, come l’attuale discussione sui brevetti sul sofware. Il regime mite di protezione intellettuale in passato ha portato ad una industria del software competitiva con basse barriere all’entrata. I brevetti sul sofware, che servono a proteggere le invenzioni di natura non tecnica, potrebbero uccidere il rapido tasso di innovazione.

Il rapporto è positivo perchè è una voce fuori dal coro: PWC non fa parte dei soliti sospetti che criticano aspramente l’adozione dei brevetti software in europa.

[via Slashdot]

Il minore dei due mali

Dilemma morale per la mattina: la diffusione di RFID sarebbe minacciata dalle richieste di royalties di molte aziende che sostengono di essere in possesso di brevetti software ad essa relativi.

La tecnologia di radio-identificazione, una delle tecnologie con maggiori potenzialità invasive per la privacy, si scontra con uno dei trend con maggiori potenzialità di ostacolare l’innovazione tecnologica.

Penso che alla fine preferisco l’innovazione: un jammer RFID per confondere i lettori delle etichette dovrebbe essere disponibile a basso costo prima che le etichette RFID si diffondano universalmente.

Nuovi brevetti Microsoft

Microsoft sembra pensare che il proprio arsenale di brevetti software non è abbastanza ampio. “Fortunatamente” settimana scorsa ha ricevuto alcuni brevetti negli Stati Uniti, tra i quali “integrare televisione broadcast all’interno di pagine web” e “usare il tasto tab per selezionare gli hyperlink in una pagina web”.

7 miliardi di dollari producono queste ed altre meravigliose invenzioni. Poco importa se qualcun altro le aveva inventate prima … Ad esempio, la domanda di brevetto per la navigazione dei link con tasto tab risale al 1997. Una rapida ricerca, permette di trovare le release notes della versione 2.0.12 di Lynx (il browser solo testo) in un gruppo Usenet. La data ? 1993. Immagino si possa andare anche più indietro …

La domanda è: quanto pagano chi esamina queste richieste di brevetti ? La risposta temo che sia: troppo.

Chi si chiede come mai molti ritengano inopportuno introdurre i brevetti software anche in Europa guardi ad episodi come questi per avere risposte.

Brevetto sugli aggiornamenti automatici

Meraviglie dei brevetti software: Microsoft e Apple sono state denunciate da una azienda che ha brevettato nel 2000 un sistema di aggiornamento automatico del software. Chissà quanti avevano implementato sistemi del genere prima di allora…