Denunciati quasi 1.000 “grandi condivisori” di musica in tutta Europa dalla IFPI. Commento della FIMI:
Sono stati colpiti duramente i pusher delle musica illegale.
La funzione di deterrente di queste azioni resta relativa. Nell’ultimo anno (circa) le denunce in Italia sono state 26 (ora) + 37 (marzo e ottobre 2004).
Dalla nostra ricerca (Febbraio 2005), risulta che per 500.000 famiglie (con 800.000 utenti Internet), scaricare video e musica è la motivazione principale per cui hanno preso una connessione a larga banda. Le famiglie per cui il download è una delle prime tre motivazioni di uso di Internet dovrebbero essere circa il doppio.
1.600.000 di utenti assidui di reti peer-to-peer. Meno di una chance su 30.000 di essere denunciati in un anno. Quelli che sono stati denunciati finora (grandi condivisori) hanno pagato un ammenda media di 3.000€, e sono in attesa (per quanti anni ?!?) di procedimento penale, che non si sa se arriverà prima della prescrizione, di un condono, di una amnistia.
Temo proprio che il sistema giudiziario Italiano non sia attrezzato per affrontare una massa di milioni di disobbedienti civili del diritto d’autore. Non dubito che qualcuno ne trarrà la conclusione che questo dimostra che sono necessarie pene più severe. La conclusione che ne traggo io è: è ora di venire a patti con la realtà. Vanno trovate altre soluzioni: schemi di compensazione alternativi, una flat, o modelli di business alternativi.
Non è possibile continuare a dare ai cittadini il segnale che l’illegalità è pane per tutti e (quasi) senza conseguenze.
