Published .

Le autorità Ungheresi hanno chiuso diversi dei principali siti di distribuzione di torrent in lingua ungherese, sotto pressione da parte degli Stati Uniti, che hanno individuato nell’Ungheria uno dei paesi a maggior “tasso di pirateria”.
Il risultato è visibile nel grafico, con un crollo di un buon terzo del traffico internet transitato presso il Budapest Internet Exchange. Impressive. (via)
Published .
“This file will auto-destruct in 5-4-3 ….”
Il sogno di ogni self-respecting media man di questi tempi: i file musicali kamikaze, che si distrugguno dopo pochi ascolti. E’ questo che dovrebbe garantire la tecnologia DRM usata da EMI per Qtrax, la nuova rete p2p legale.
Quello che mi chiedo è: piuttosto che spendere soldi per sviluppare il DRM kamikaze, non è meglio continuare sulla strada del rendere sempre più forgettable le canzoni ? Dopo pochi minuti non ti ricordi più cosa hai ascoltato e ti passa la voglia di piratarle.
Published .
Un ottima occasione per “votare con i piedi”: Libero giustifica le strozzature al traffico p2p con la necessità di garantire la qualità del servizio per gli altri utenti, poverini, che vedono il loro ” traffico conversazionale” rallentato dall’ingordigia di alcuni utenti “cattivi”.
Una domanda: Skype viene classificato nel ” traffico conversazionale” (buono) o nel traffico p2p (cattivo) ? Se Skype viene usato per trasferire un file passerebbe da VoIP (buono) a p2p (cattivo) ? Sono curioso, perchè se Skype “conversazionale” toglie soldi a Wind (padrone di Libero), Skype p2p deteriora la qualità del servizio per gli altri utenti …
E’ una dura vita, quella degli operatori TLC che vogliono offrire connessioni a larga banda: gli utenti chiedono ai loro ISP solo tre cose (banda larga, always on, fuori dai piedi), ma questo concetto della network neutrality non piace molto agli operatori.
Ovviamente, chiedere a Libero di preoccuparsi di migliorare la connettività è ingenuo. Prima o poi sarà necessario un intervento delle autorità di tutela della concorrenza per evitare discriminazioni sempre più invadenti del traffico generato dagli utenti …
[Via Mantellini]
Published .
E’ disponibile una versione di preview di Opera che include supporto per Bittorrent (sul sito ftp di Opera).
Che gli utenti Firefox non disperino, però: un client Bittorrent realizzato con XUL/XPCOM è in lavorazione (firepuddle, pozzanghera di fuoco), tra i progetti Mozilla che partecipano a Google Summer of Code. Magari ora un plugin Bittorrent per Firefox (o meglio, funzionalità BT built-in) seguirà in fretta.
Published .
Post-Grokster, gran parte dell’attenzione è puntata su Bittorrent.
Ernest Miller analizza i pronunciamenti di Bram Cohen riguardo a Bittorrent, per capire se possano dare adito ad una accusa di incoraggiamento alla violazione dei diritti d’autore. Sembra che non ci siano particolari tracce di incoraggiamento ad usi non leciti da parte di Bram Cohen, e lo riscontra anche Edward Felten, che però è sicuro che questo non fermerà le industrie discografiche e cinematografiche dal provarci: faranno di tutto per convincere i tribunali USA ad interpretare a loro favore la sentenza della Corte Suprema.
L’obiettivo sarà quello di guidare l’interpretazione della legge verso la condanna di tecnologie che hanno importanti usi illeciti, a prescindere dagli usi leciti o dalle intenzioni degli autori.
Ci sarà un grande scartabellare tra mailing list di sviluppo e di supporto di tecnologie p2p.
D’ora in poi, chi sviluppa qualunque software che possa essere usato per lo scambio di file dovrà stare molto attento a quello che dice riguardo potenziali usi illeciti ….
Published .
Grokster ha perso la sua causa davanti alla corte suprema:
Chiunque distribuisca uno strumento con lo scopo di promuoverne l’uso per violare il diritto d’autore … è correo nei risultanti atti di violazione da parte di terze parti che usino lo strumento, a prescindere dagli usi legali dello strumento.
Aggiornamenti, man mano che arrivano commenti.
Update: Ernest Miller con note dalla conferenza stampa pro-Grokster e dalla conferenza MPAA/RIAA.
Published .
Antonio mi segnala che Bram Cohen fa a pezzi Avalanche, il progetto di rete p2p di Microsoft che dovrebbe essere il 20-30% più veloce di Bittorrent.
Secondo Cohen, Avalanche è solo vapourware. Interamente basato su simulazioni, senza testing nel mondo reale. I miglioramenti delle prestazioni sarebbero ottenuti usando tecniche che in Bittorrent sono state scartate perchè malfunzionanti in situazioni reali (il sistema tit-for-tat) oppure perchè non garantiscono miglioramenti a fronte di un grosso incremento del “peso” delle elaborazioni necessarie (il sistema di forward error correction).
Tags: Bittorrent
Published .
Apre al pubblico Prodigem, il servizio di hosting per distribuire o vendere contenuti tramite Bittorrent. Costi molto ragionevoli per il servizio, con un offerta di base gratuita.
Documentazione e commenti sul ProdigemWiki.
Il servizio è molto interessante, ma avrà vita non facile, se e quando decollerà Google Video Upload (per quanto riguarda la vendita di contenuti). La necessità di un servizio come Prodigem è in dubbio anche a causa dello sviluppo di versioni trackerless di Bittorrent e della crescente diffusione di servizi di hosting che comprendono la gestione gratuita di tracker.
Published .
Sul NYTimes ci sono alcuni dati provenienti da uno studio Bigchampagne sui numeri delle reti p2p.
In termini di numero di file, i brani musicali sono di gran lunga vincenti (74% del totale dei file scaricati). Seguono “altri video” (immagino un misto di telefilm, sitcom, anime e video pornografici) con il 9%, poi le immagini (2,3%) e i film (2%).

Considerando che i brani mp3 hanno grandezze sui 5 MB, i film tipicamente sono distribuiti in tre tagli (700 MB, 1400 MB oppure 4,7 GB) mentre i telefilm vanno sui 350 MB, è facile immaginare che il traffico generato dai file video sia quello dominante (un film “vale” almeno 100 canzoni, come dimensioni).
Come è possibile vedere, il numero di file che contengono film sulle reti p2p continua a crescere, nonostante la campagna legale della MPAA: dai grafico si nota una crescita intorno al 30% nei primi mesi del 2005.

[Via Slyck.com]
Published .
Microsoft avrebbe sviluppato una rete peer-to-peer chiamata Avalanche, che vanterebbe una velocità del 20-30% superiore a Bittorrent.
Come per Bittorrent e eMule, i file vengono divisi in spezzoni. La variante di Avalanche è che gli spezzoni inviati sono una combinazione lineare degli spezzoni originali del file. Quando un client ha ricevuto un numero sufficiente di spezzoni, può cominciare a ricostruire pezzi del file originale e ricreare spezzoni non ancora ricevuti. Il vantaggio è dato da una distribuzione più uniforme dei frammenti del file tra lo swarm degli scaricatori, e un minore pericolo di rallentamenti verso il termine del download (magari a causa di qualche spezzone poco diffuso).
Il funzionamento è descritto in un research paper. Nella discussione su Slashdot c’è un po’ di scetticismo riguardo a quali fattori contribuiscano ad una effettiva velocizzazione del download.
Naturalemente, Microsoft pone molta enfasi sul fatto che Avalanche sarà destinato alla distribuzione di materiale legale. Stranamente, non sembra ci saranno meccanismi per impedire la trasmissione di materiali protetti. Sono scettico, ma se è vero, è una ottima notizia: Microsoft “legittimerebbe” software come Bittorrent e darebbe un grosso incoraggiamento a migliorarne le prestazioni.
Anche se Avalanche fosse farcito di limitazioni, il meccanismo sembra descritto abbastanza dettagliatamente da poterlo riprodurre e migliorare le prestazioni delle reti p2p esistenti.
Published .
Un po’ di discussione in rete sull’interessante rapporto OECD sulla musica digitale in rete (pdf, 132 pagine).
Oggi Punto Informatico riporta i punti di vista dell’IFPI e della FIMI al riguardo. Li ho letti ma avrei potuto sintetizzarli anche senza leggerli. Parafrasando: “Il rapporto dice alcune cose giuste dove ci dà ragione, tratta gli argomenti in maniera superficiale o sbagliata dove non ci dà ragione”.
Mi lasciano perplesso gli argomenti usati da Mazza per liquidare la proposta di un prelievo flat sulla connettività per compensare i titolari dei diritti d’autore. Il rapporto OECD sostiene che i sistemi di compensazione alternativa potrebbero essere non necessari (perchè il mercato online comincia a funzionare) o potrebbero violare alcuni trattati internazionali (tipo la convenzione di Berna, fortemente voluti dai detentori di copyright). Così Mazza:
EM: È infatti un sistema anacronistico, tenendo conto che oggi la tecnologia consente micropagamenti e micro royalty ai titolari dei diritti. Con il sistema del flat si sarebbe solo favorito l’artista più famoso o la casa discografica più grossa.
E’ un argomento capzioso per varie ragioni:
- Non si affrontano i (possibili) meriti dei vari sistemi di compensazione alternativa,
- si propone un sistema infinitamente più complicato predicato non su una ma su due tecnologie che devono ancora dimostrare di funzionare nel mondo reale (micropagamenti e DRM)
- Si mette in piedi un uomo di paglia (un ipotetico sistema di compensazione alternativa che favorisce le grandi case discografiche e i grandi artisti) per poi definirlo inaccettabile a causa dei difetti che ci si è inventati.
Se si desidera un sistema di compensazione alternativa che favorisca i piccoli artisti, basterebbe inventarsene uno che pesi nella maniera giusta le rilevazioni statistiche dell’uso e dello scaricamento dei loro brani musicali.
E’ pacifico che una tariffa flat sulla connettività sarebbe ingiusta perchè colpirebbe in maniera indiscriminata chi consuma musica e chi non la consuma. Inoltre, sarebbe inefficiente economicamente. Ma il metro su cui bisogna misurarne i meriti è un altro. Bisogna chiedersi se una tariffa flat creerebbe maggiore danno all’economia rispetto a leggi e sistemi che limitano in maniera drastica l’innovazione nel mondo delle tecnologie di rete e di riproduzione della musica e limitano anche la competizione nella produzione e distribuzione di musica. Perchè sono questi gli effetti delle leggi anti-circonvenzione (DMCA e EUCD) e delle tecnologie DRM rese obbligatorie ed intoccabili per legge su cui si basa il funzionamento del sistema invocato dalle case discografiche (micropagamenti e microroyalty per ogni trasferimento, per ogni uso …).
Se poi siamo tutti d’accordo che i sistemi di compensazione alternativa sono obsoleti e ingiusti, cominciamo a toglierli dai supporti di riproduzione, dalle memorie di massa e audio e videocassette.
Published .
Circola in questi giorni un sondaggio bacato di NPD Group, che sostiene che iTunes ha più utenti negli Stati Uniti rispetto a quasi tutte le reti peer-to-peer (a parte WinMX).
Penso che qualcuno non abbia fatto bene i conti: iTunes vanta 1,7 milioni di utenti nel mese di marzo. Le maggiori reti p2p hanno oltre 6 milioni di utenti collegati contemporaneamente negli US …
eDonkey/eMule, secondo Slyck.com è di gran lunga la rete più popolare al mondo (spesso ha oltre 5 milioni di utenti contemporanei), ma non compare tra le prime 5 di NPD. O ha pochissimi utenti USA, oppure a NPD manca qualcosa (sospetto rinforzato dall’assenza di Bittorrent).
[Altri sfottò dello studio NPD sono disponibili su Techdirt, p2pnet e Zeropaid]
Published .
La vostra compagnia di hosting si comporta in modo prepotente o un po’ irrazionale riguardo alla distribuzione di file audio-video e al p2p ? Una segnalazione a Boing Boing può bastare a cambiare rapidamente la cosa.
Negli scorsi giorni sono state segnalate politiche un po’ troppo restrittive riguardo ai tracker Bittorrent di due grosse compagnie di hosting Americane (1and1 e Dreamhost).
In particolare, 1and1 aveva bloccato un tracker Bittorrent attraverso cui un suo cliente distribuiva filmati che aveva girato lui, citando il fatto che distribuiva materiale protetto da copyright (poco importa che il copyright fosse suo, pare!). Dopo l’interesse di Boing Boing (e le pressioni dei suoi lettori!), 1and1 ha cambiato i termini di servizio riguardo a Bittorrent.
Anche Dreamhost aveva una policy restrittiva riguardo a Bittorrent, che citava tra le altre cose l’eccessivo consumo di banda rispetto alla distribuzione tramite ftp/http, ignorando completamente la realtà dei fatti (BitTorrent riduce a meno di 1/100 il traffico generato distribuendo grossi file ad un gran numero di persone). E anche Dreamhost ha chiarificato la situazione e sembra avere una posizione ragionevole riguardo a Bittorrent.
P.S.
Disclosure di conflitto di interessi: Wikilab è su un server Dreamhost, non ho lamentele sul servizio (e soprattutto sui prezzi!). Ha pure un buon programma di referral: se acquistate qualcosa seguendo il link sopra mi danno pure dei soldi 
Published .
Non so bene cosa pensare di questa storia di Cucciolandia, il server OpenNap interno a FastWeb chiuso dalla Polizia Postale.
Da una parte, sulla stampa si parla di condivisione di gignatesche quantità di file, di danni all’erario per 35.000 € / ora (soliti buffi conti del “mancato guadagno” …). Si parla di attività di pirateria a scopo di lucro, che sarebbero le sole che giustificherebbero una operazione di polizia così massiccia. L’accusa di “associazione a delinquere finalizzata alla violazione del diritto d’autore” toglie comunque il fiato.
Dall’altra parte, in rete alcuni sostengono che Cucciolandia fosse un server attivo solo per la chat, che non permetteva agli utenti la condivisione di file, dopo una prima visita della PolPost un anno e mezzo fa.
Stupisce molto il fatto che Cucciolandia abbia continuato le operazioni dopo essere stato già preso di mira dalla polizia (vedere il thread su p2pforum.it).
Sono molto stupito anche dalla longevità dei server OpenNap su FastWeb: anni dopo la disponibilità di sistemi molto più sofisticati (DC++, eMule, ecc), il solo server di Cucciolandia continuava ad avere oltre 100.000 utenti nell’arco delle 24. Molti, soprattutto considerando che era un server disponibile solo ai clienti Fastweb …
Published .
Rodi: una piccola (300k) applicazione peer-to-peer Open Source, simil-Bittorrent ma completamente decentralizzata e anonimizzante, con funzionalità che permettono la ricerca dei contenuti.
Di gran lunga troppo bello per essere vero. Attendo Rodi alla prova della rete, sono scettico, ma sarò felicissimo se, quando Rodi sarà matura, non si incarterà orribilmente con più di 100.000 utenti. E, se funzionerà, gli utenti saranno molti più di 100.000 …
Ne parlano Open Source di ZDNet e SiliconValley.com.
LaryTet, lo sviluppatore di Rodi, cerca supporto finanziario e tecnologico per sviluppare l’interfaccia utente e fare test di rete.
Published .
Interessantissima aggiunta al motore di ricerca su Bittorrent.com: le recensioni per i torrent (punteggi da 1-5):

Prendendo come esempio il primo risultato della ricerca “sith” (ora è il torrent dell’ep. 3 di Pyratebyran), ci sono già alcune recensioni, ma c’è un pò di confusione su come usarle: alcuni recensiscono il film, alcuni commentano la qualità video del materiale e alcuni commentano la rischiosità di usare Bittorrent.
Data la facilità di commentare, potrebbero venirne fuori dati molto interessanti.
[Via Prodigem]
Published .
Apre ufficialmente search.bittorrent.com, il motore di ricerca “ufficiale” per Bittorrent (in anticipo rispetto alle aspettative). Interfaccia assolutamente minimal e risultati forniti velocemente.
Published .
Nel post di alcuni giorni fa su Bittorrent Trackerless avevo fatto alcune congetture sul probabile sviluppo di funzioni di ricerca per Bittorrent. Le previsioni sono state confermate e smentite: secondo Wired, il lavoro su un sistema di ricerca per materiali su Bittorrent è cominciato, e sarà lo stesso Bram Cohen (assieme ad altri) ad occuparsene.
Come Techdirt, trovo che sia una scelta coraggiosa e pericolosa insieme. L’industria cinematografica vede Bittorrent come il fumo negli occhi, ma sa perfettamente che un attacco legale ad un “semplice” sistema di content-delivery non darebbe alcun risultato. C’è stata molta attività, invece, per far chiudere directory e motori di ricerca (vedere ad esempio il carteggio MPAA-Isohunt).
Immagino che, come Isohunt, Cohen verrà bersagliato da richieste di togliere materiali dal catalogo del motore di ricerca, visto che sarà il bersaglio più in vista. Poco importa che i materiali non saranno in alcun modo ospitati dal motore di ricerca, e poco importa che è semplice cercare gli stessi materiali su Google, con “filetype:torrent”. Mi auguro che, se la MPAA denuncerà Bram Cohen per il motore di ricerca, piuttosto che i responsabili “primi” della diffusione del materiale, vada incontro ad una secca sconfitta, che stabilisca finalmente un precedente al riguardo.
Published .
Qualche giorno fa si è visto l’ultimo episodio dell’attacco alle torrent directories: sono cadute sotto l’attacco della MPAA alcune delle più popolari directories per scaricare programmi televisivi.
Non sorprenderà nessuno, quindi, che pochi mesi dopo l’inizio dell’attacco alle directories, continuino rapidissimi gli sviluppi verso un Bittorrent senza tracker.
All’inizio di maggio, Azureus aveva aggiunto il supporto per tracker distribuiti. Ieri Bram Cohen ha aggiunto funzionalità trackerless alla versione 4.1 beta di Bittorrent.
Bittorrent trackerless funziona utilizzando l’algoritmo Kademlia, già usato per la rete senza server di eMule.
Bittorrent trackerless abbatte ancor di più le barriere alla distribuzione di materiale video (o comunque “voluminoso”), riducendo i problemi relativi alla gestione dei tracker e rendendo ogni cliente un “tracker leggero”: basta pubblicare il torrent su un sito web, e i client fanno il resto. A prescindere dalla pirateria, questo è uno sviluppo molto positivo, che rende un pò meno necessari sforzi come Prodigem o Blog Torrent.
Una volta messa a punto la gestione distribuita dei tracker, non ho dubbi che lo sforzo si sposterà sul lato della ricerca dei materiali disponibili, anche se, probabilmente, non sarà Cohen ad occuparsi di questo.
[Via Slashdot]
Published .
Un nuovo interessantissimo progetto di Downhill Battle: Participatory Culture.
Un set di programmi Open Source che rappresenta un approccio a tenaglia alla televisione via Internet:
- DTV, un desktop video player che integra gestione dei “canali” (abbonamento a feed RSS), download (via BitTorrent), notifica dell’arrivo dei materiali;
- Broadcast Machine (bel nome!), uno strumento per pubblicare video basato su Blog Torrent. Semplice da installare, semplice da usare.
Volete la vostra stazione televisiva via Internet ? E’ semplice:
- Digitalizzate i vostri file video;
- Installate Broadcast Machine;
- Create un “Canale” (basta scegliere un nome, impostate dei parametri);
- Pubblicate i video.
Ovviamente, mancano i due step più difficili:
0. Create del contenuto video interessante;
5. Fate conoscere il vostro “canale” agli interessati.
E’ interessante almeno quanto Google Video Upload, con dei grossi vantaggi: è Open Source, il processo è completamente sotto il vostro controllo e può innestarsi di default nel ricco ecosistema di filtraggio collaborativo della blogosfera.