Open Source DRM da Sun

Un ossimoro come Open Source DRM poteva arrivare solo da una azienda come Sun, attenta ad ogni aspetto della possibile monetarizzazione del software Open Source.

Come al solito, ci pensa Cory Doctorow a far notare la completa mancanza di senso del progetto Open Media Commons: non è in alcuna maniera possibile realizzare un sistema che impone una serie di restrizioni agli utenti, se gli utenti stessi possono modificare a piacimento il sistema.

Comunque, auguri a Sun per questo progetto, e mi auguro che venga adottato in maniera capillare dal maggior numero di fornitori di contenuto possibile. Certo non otterranno risultati peggiori rispetto ai sistemi forniti dai molti venditori di “olio di serpente” …

Microsoft richiede un brevetto per gli emoticon

Mmmh. Microsoft ha richiesto un brevetto sugli emoticon. Esempio :-(

Meglio, Microsoft ha chiesto un brevetto su:

Un metodo che comprende: selezione di pixel da usare come emoticon; assegnazione di una sequenza di caratteri ai pixel; trasmissione di una sequenza di caratteri ad una destinazione per permettere la ricostruzione dei pixel alla destinazione.

Qualcuno, per favore, mi spieghi, cosa c’è di innovativo in questa richiesta. Questa richiesta dimostra quanto siano fondate le paure riguardo ai brevetti software: una richiesta frivola per un “metodo” in uso universale su Internet da anni (se non da decine di anni). Che, se concessa, permetterebbe ad una azienda già condannata per pratiche monopolistiche, di usare minacce legali nei confronti di tutte le aziende che usano o permettono l’uso della stessa tecnologia.

Conosco un solo emoticon adatto a commentare questo brevetto: :-P

Lo stesso che l’ufficio brevetti dovrebbe usare nella sua corrispondenza quando rifiuta richieste di questo genere. Assieme ad una pesante parcella per “brevetto frivolo”.

Bittorrent dentro Opera e presto dentro Firefox ?

E’ disponibile una versione di preview di Opera che include supporto per Bittorrent (sul sito ftp di Opera).

Che gli utenti Firefox non disperino, però: un client Bittorrent realizzato con XUL/XPCOM è in lavorazione (firepuddle, pozzanghera di fuoco), tra i progetti Mozilla che partecipano a Google Summer of Code. Magari ora un plugin Bittorrent per Firefox (o meglio, funzionalità BT built-in) seguirà in fretta.

Crackata la protezione dei DVD-Audio

E’ comparso un crack per il sistema CPPM di protezione dei contenuti dei DVD-Audio.

CPPM doveva essere un sistema in grado di resistere agli attacchi meglio di CSS. Di fatto, è arrivato prima il crack che non l’affermazione commerciale per i DVD-Audio. Il rischio è che, a questo punto, i produttori di contenuti rinuncino del tutto a DVD-Audio come formato, a favore di Super Audio CD o altri formati.

[Via Slashdot]

Jon Johansen “apre” il Google Video Player in 24 ore

Curioso: la versione di VLC usata in Google Video è modificata per leggere file solo dai server di Google.. Jon Johansen ha individuato la modifica e offre una patch per eliminare questa restrizione, che a prima vista è inutile, ma probabilmente è “giustificata” dal fatto che Google paga le royalties per alcuni codec MP4, e una limitazione dell’ambito di utilizzo del player forse consente a Google di pagare qualcosa di meno.

Poco importa: il sorgente è aperto e le modifiche necessarie sono pubbliche.

[Via Boing Boing]

Presto aperta la stagione di caccia a BitTorrent

Post-Grokster, gran parte dell’attenzione è puntata su Bittorrent.

Ernest Miller analizza i pronunciamenti di Bram Cohen riguardo a Bittorrent, per capire se possano dare adito ad una accusa di incoraggiamento alla violazione dei diritti d’autore. Sembra che non ci siano particolari tracce di incoraggiamento ad usi non leciti da parte di Bram Cohen, e lo riscontra anche Edward Felten, che però è sicuro che questo non fermerà le industrie discografiche e cinematografiche dal provarci: faranno di tutto per convincere i tribunali USA ad interpretare a loro favore la sentenza della Corte Suprema.

L’obiettivo sarà quello di guidare l’interpretazione della legge verso la condanna di tecnologie che hanno importanti usi illeciti, a prescindere dagli usi leciti o dalle intenzioni degli autori.

Ci sarà un grande scartabellare tra mailing list di sviluppo e di supporto di tecnologie p2p.

D’ora in poi, chi sviluppa qualunque software che possa essere usato per lo scambio di file dovrà stare molto attento a quello che dice riguardo potenziali usi illeciti ….

Grokster perde

Grokster ha perso la sua causa davanti alla corte suprema:

Chiunque distribuisca uno strumento con lo scopo di promuoverne l’uso per violare il diritto d’autore … è correo nei risultanti atti di violazione da parte di terze parti che usino lo strumento, a prescindere dagli usi legali dello strumento.

Aggiornamenti, man mano che arrivano commenti.

Update: Ernest Miller con note dalla conferenza stampa pro-Grokster e dalla conferenza MPAA/RIAA.

Google Video e VLC

Oggi Google dovrebbe finalmente aprire la sezione dei video caricati tramite Google Video Upload, con una interessante funzione di playback in-browser dei video, realizzata usando il media player Open Source VLC.

La notizia interessante su più fronti, primo di tutti quello delle prospettive dirompenti di lungo periodo sull’esistenza stessa della televisione nella sua forma attuale.

Nel frattempo, Google Video sarà un enabler di nuovi business basati sul video per tutti coloro che hanno progetti ambiziosi e ai quali sono finora mancati l’accesso ad una infrastruttura distributiva o i fondi per crearne una nuova.

La notizia è eccezionalmente buona per l’involvement di Google nello sviluppo di VLC, che potrà finalmente diventare una alternativa credibile a Windows Media Player per il grande pubblico (si, lo so che VLC è già una eccellente alternativa, per il ristretto pubblico di noi zeloti del software libero).

Interessante la notizia che tutto il materiale video caricato nella categoria “free” su Google Video Upload è stato controllato da occhi “umani” per verificare l’assenza di materiale “adulto” o coperto da copyright di terzi.

Bram Cohen e Avalanche

Antonio mi segnala che Bram Cohen fa a pezzi Avalanche, il progetto di rete p2p di Microsoft che dovrebbe essere il 20-30% più veloce di Bittorrent.

Secondo Cohen, Avalanche è solo vapourware. Interamente basato su simulazioni, senza testing nel mondo reale. I miglioramenti delle prestazioni sarebbero ottenuti usando tecniche che in Bittorrent sono state scartate perchè malfunzionanti in situazioni reali (il sistema tit-for-tat) oppure perchè non garantiscono miglioramenti a fronte di un grosso incremento del “peso” delle elaborazioni necessarie (il sistema di forward error correction).

Tags: Bittorrent

Mobilitazione anti-broadcast flag

Chi cerca di proteggere una rendita di posizione, non riposa mai. Ne sono prova i reiterati tentativi di imporre la Broadcast Flag negli Stati Uniti.

Dopo la bocciatura da parte di un tribunale, l’ultimo tentativo è stato l’inserimento di soppiatto di un emendamento ad un disegno di legge finanziario.

La vigilanza della EFF, insieme alle segnalazioni di Slashdot, Boing Boing e Instapundit, hanno causato un diluvio di mail, fax e telefonate ai senatori che dovevano esaminare il disegno di legge.

Risultato: emendamento rimandato.

Chissà, magari riusciremo anche in Italia ad organizzare gruppi di pressione sufficientemente efficaci. Magari in tempo per la prossima volta che verranno presentati orrori tipo la Legge Urbani.

Prodigem – Bittorrent hosting

Apre al pubblico Prodigem, il servizio di hosting per distribuire o vendere contenuti tramite Bittorrent. Costi molto ragionevoli per il servizio, con un offerta di base gratuita.

Documentazione e commenti sul ProdigemWiki.

Il servizio è molto interessante, ma avrà vita non facile, se e quando decollerà Google Video Upload (per quanto riguarda la vendita di contenuti). La necessità di un servizio come Prodigem è in dubbio anche a causa dello sviluppo di versioni trackerless di Bittorrent e della crescente diffusione di servizi di hosting che comprendono la gestione gratuita di tracker.

Google Maps e le basi militari

Probabilmente ci saranno teste che rotoleranno e militari molto incazzati nei prossimi giorni: Google Maps Italia mostra foto via satellite dettagliate di buona parte delle installazioni militari più sensibili in Italia: Decimomannu, Aviano, etc. Con tanto di aerei militari visibili sulle piste.

Manca la base dei sottomarini nucleari a S.to Stefano, ma sembra perchè non ci sono foto dettagliate dell’Arcipelago della Maddalena. C’è la base della Marina a Taranto. Basta cercare un po’ e si trovano.

Sono abbastanza incuriosito da quello che succederà: è una chiara violazione del codice sul segreto militare. Sia Italiano che USA. Per quanto obsoleto.

Update - Link per i curiosi: L’articolo originale di Alessandro Ronchi e gli approfondimenti di i-Dome,

[Via Motori di Ricerca].

Continua la crescita della pirateria online

Sul NYTimes ci sono alcuni dati provenienti da uno studio Bigchampagne sui numeri delle reti p2p.

In termini di numero di file, i brani musicali sono di gran lunga vincenti (74% del totale dei file scaricati). Seguono “altri video” (immagino un misto di telefilm, sitcom, anime e video pornografici) con il 9%, poi le immagini (2,3%) e i film (2%).
Grafico %files scaricati
Considerando che i brani mp3 hanno grandezze sui 5 MB, i film tipicamente sono distribuiti in tre tagli (700 MB, 1400 MB oppure 4,7 GB) mentre i telefilm vanno sui 350 MB, è facile immaginare che il traffico generato dai file video sia quello dominante (un film “vale” almeno 100 canzoni, come dimensioni).

Come è possibile vedere, il numero di file che contengono film sulle reti p2p continua a crescere, nonostante la campagna legale della MPAA: dai grafico si nota una crescita intorno al 30% nei primi mesi del 2005.
Grafico #film disponibili

[Via Slyck.com]

Avalanche, la rete p2p di Microsoft

Microsoft avrebbe sviluppato una rete peer-to-peer chiamata Avalanche, che vanterebbe una velocità del 20-30% superiore a Bittorrent.

Come per Bittorrent e eMule, i file vengono divisi in spezzoni. La variante di Avalanche è che gli spezzoni inviati sono una combinazione lineare degli spezzoni originali del file. Quando un client ha ricevuto un numero sufficiente di spezzoni, può cominciare a ricostruire pezzi del file originale e ricreare spezzoni non ancora ricevuti. Il vantaggio è dato da una distribuzione più uniforme dei frammenti del file tra lo swarm degli scaricatori, e un minore pericolo di rallentamenti verso il termine del download (magari a causa di qualche spezzone poco diffuso).

Il funzionamento è descritto in un research paper. Nella discussione su Slashdot c’è un po’ di scetticismo riguardo a quali fattori contribuiscano ad una effettiva velocizzazione del download.

Naturalemente, Microsoft pone molta enfasi sul fatto che Avalanche sarà destinato alla distribuzione di materiale legale. Stranamente, non sembra ci saranno meccanismi per impedire la trasmissione di materiali protetti. Sono scettico, ma se è vero, è una ottima notizia: Microsoft “legittimerebbe” software come Bittorrent e darebbe un grosso incoraggiamento a migliorarne le prestazioni.

Anche se Avalanche fosse farcito di limitazioni, il meccanismo sembra descritto abbastanza dettagliatamente da poterlo riprodurre e migliorare le prestazioni delle reti p2p esistenti.

Denunce di Macrovision

Finirà mai la lotta contro la realtà dei produttori di protezioni anticopia ?

Macrovision annuncia con grande battere di tamburi un paio di denunce contro aziende che producono “image enhancers”, che permettono di aggirare le protezioni contro la copia analogica dei DVD.

Riporto il ragionamento fintamente ingenuo al riguardo di Mark Cuban:

L’amministratore delegato di Macrovision dice che “Sima e Interburn violano i brevetti di Macrovision offrendo prodotti che permettono agli utenti di fare copie non autorizzate di contenuti protetti da diritto d’autore, rimuovendo il nostro sistema di protezione dalla copia”.
Forse sto leggendo questa cosa nella maniera sbagliata, ma mi sembra che il CEO di Macrovision, una compagnia che vende sistemi di protezione anticopia, stia annunciando in giro che …. “Il nostro software non funziona. Fa schifo. Non riusciamo neanche a fermare un gruppetto di aziendine dallo scrivere software che fa a pezzi le nostre protezioni, protezioni che vendiamo a caro prezzi a chi produce DVD.”
Ma, se questo è il caso, come mai gli editotori di DVD pagano Macrovision ? Le protezioni non servono ad impedire la copia dei DVD e la produzione di DVD contraffatti.

La ragione è molto semplice, e la spiega Ernest Miller. Insieme, i produttori di DVD e Macrovision hanno ottenuto una legge che rendeva obbligatoria la presenza delle protezioni Macrovision all’interno di videoregistratori, DVD recorders e schede di acquisizione per PC. Adesso, l’industria cinematografica è costretta a far finta di niente, a far finta che il sistema Macrovision funzioni. Se per caso volesse smettere di pagare Macrovision per un sistema di protezione che non protegge da nulla, Hollywood dovrebbe affrontare l’imbarazzo di ammettere che i sistemi DRM non funzionano e che le leggi che le rendono obbligatorie servono solo a danneggiare i consumatori. La stessa ragione per cui si continuano a pagare le royalties il sistema CSS di protezione reso inutile ormai da anni.

Nel fantastico mondo del DRM, Macrovision può permettersi di affermare che il sistema “Macrovision ACP riduce drammaticamente la condivisione digitale di questi contenuti, compresa la condivisione tra PC, DVR e reti peer-to-peer”. Sono curioso di sapere quali opere protette da Macrovision ADP siano assenti dalle reti p2p. Immagino che ce ne siano, per il semplice motivo che sono protette anche opere che non interessano a nessuno …