Archive for the 'Broadcatching' Category

Blog Torrent 0.8

La prima release pubblica di Blog Torrent (0.8) è disponibile.

Blog Torrent è un progetto di Downhill Battle per permettere di usare i blog anche per distribuire file multimediali di grandi dimensioni, semplificando al massimo la parte “server” di BitTorrent in maniera semplice. Blog Torrent cerca di semplificare al massimo la creazione e la gestione del tracker (il punto centrale di scambio informazioni tra i client) e l’interfaccia utente per chi ancora non ha installato un client BitTorrent.

Ogni tracker gestito da BlogTorrent ha un feed RSS con enclosure, in maniera che il materiale disponibile possa essere scaricato anche in automatico, con programmi come iPodderX o Azureus + RSS Import (vedere la guida di Engadget a questo proposito).

Sul sito di Blog Torrent ci sono una introduzione al funzionamento e un demo che permette di sperimentare il funzionamento del sistema.

Blog Torrent è Open Source. La parte server è scritta in PHP.

Update: Manifesto dell’autore di Blog Torrent:

Blog Torrent è il primo fondamentale passo del nostro progetto di costruire software che crei una cultura della partecipazione. Il video (specialmente la televisione) è una parte gigantesca della nostra cultura. Ma è ancora un mezzo di comunicazione top-down — mentre gli strumenti per creare video e animazione di alta qualità sono diventati molto economici, pochissime persone guardano quantità significative di video che non sia quello che passa in televisione.
Pensiamo che il video fatto in casa possa competere con la televisione professionale, specialmente ora che i reality show hanno abbassato le aspettative dei telespettatori sui valori di produzione necessari per creare televisione coinvolgente.

Guida al Broadcatching di Engadget

Engadget pubblica una dettagliata guida al broadcatching con screenshots: come usare BitTorrent e RSS per scaricare automaticamente film e telefilm (usando Azureus e il suo plugin RSS Import).

Guida al Podcasting

Su Engadget c’è una dettagliatissima guida al Podcasting. Mac e PC lato ricezione, solo Mac (per ora) sul lato trasmissione.

Una battaglia in discesa

Downhill Battle Labs è una associazione dedicata alla creazione di “software strategico per l’attivismo musicale”.

L’associazione sta sviluppando molti strumenti software per il supporto ad attività di distribuzione di musica online (sia a scopo di lucro che no-profit).

Probabilmente il più interessante dei progetti è Battle Torrent, che ha come fine rendere il più semplice possibile la condivisione di file tramite BitTorrent. Infatti, con BitTorrent è semplice scaricare i file desiderati, soprattutto con client come Azureus, mentre è molto più complicato condividere un nuovo file: bisogna creare un torrent (che contiene informazioni sul file e su dove si trovi il tracker) e un tracker (che è il punto centrale di contatto tra i client).

Battle Torrent ha l’obbiettivo di rendere la condivisione di grandi file semplice come inviare una mail o fare un post su un blog, automatizzando la creazione del torrent, del tracker e l’inizio del processo di seeding (ovvero l’avvio di un client che fa la prima condivisione del file).

Downhill Battle Labs sta cercando sviluppatori per Battle Torrent. Se il progetto riuscisse, faciliterebbe molto il broadcatching, compiendo un altro importante passo verso la “democratizzazione dei media”.

Really Sexy Syndication ^ 3

Talmente azzeccato il titolo di questo post di Alex Halavais ripreso da Cesare Lamanna, che lo devo riprendere anch’io: Really Sexy Syndication.

Per tutti coloro che pensano che un nuovo mezzo di comunicazione non è completo se non viene usato in maniera massiccia per convogliare pornografia: non in maniera diretta, ma stanno lavorando per voi.

Il broadcatching si sta diffondendo. Sono ormai disponibili feed RSS categorizzate per genere (episodi TV, musica, ecc) da alcuni dei migliori siti che seguono le reti peer-to-peer (SuprNova, Torrents.co.uk, ecc) Queste feed RSS contengono link diretti (enclosures), che possono essere inviate direttamente a programmi come Azureus o Nucleus, per lo scaricamento automatico in base ai criteri selezionati dall’utente.

Finora niente porno, ma penso non ci sarà da aspettare molto perché siano disponibili Really Sexy Syndication Feeds per tutti i gusti, e perchè gli utenti possano sbizzarrirsi nell’impostazione dei criteri …

Canali o programmi

Via The Importance Of, sembra che il numero medio di canali televisivi disponibili per le famiglie americane è sceso per la prima volta da quando Nielsen effettua la rilevazione:

Numero medio di canali disponibili
1985     18.8
1990     33.2
1995     41.1
2000     74.6
2001     89.2
2002    102.1
2003    100.4

Sarà interessante vedere se la discesa del numero dei canali disponibili, insieme al fatto che il numero medio dei canali effettivamente seguiti dagli utenti è rimasto costante intorno a 15 (circa uno su 7) rappresenta un trend e non un fenomeno isolato.

Comunque, la grossa differenza tra il numero di canali disponibili e quello di canali seguiti dovrebbe far riflettere sulla obsolescenza del concetto di canale. Come fa notare Ernest Miller, la gente guarda i programmi, non i canali. Quando il numero di canali sale sopra una certa soglia, il costo mentale della ricerca diventa insostenibile.

Resta la speranza che un giorno i programmi siano disponibili in maniera meno vincolante rispetto ad ora (broadcatching) , e che i “canali” saranno solo collezioni di link a materiale che ha qualcosa in comune: episodi della stessa serie, programmi che piacciono ad una comunità di utenti, notizie su particolari argomenti, ecc. ecc.

Musica: il futuro attraverso la nebbia

Le discussioni sul futuro della musica in genere trattano della “guerra” tra pirati e industria discografica. Ma il fenomeno della pirateria è solo il più vistoso di molti fenomeni che partono dal basso e che possono rivoltare come un calzino i modi di fare, vendere e pubblicizzare la musica.

Come in tutti i fenomeni relativi alla convergenza dei media digitali, sono in atto due trend:

  1. Decentralizzazione, cioè il processo che sposta il potere contrattuale dal centro della “rete” alle estremità (nel caso della musica, si sposta dalle case discografiche agli artisti e ai consumatori);
  2. Commoditization, cioè il processo che rende un prodotto una “commodity”, e rende difficile ottenere per essa ritorni elevati

Nel caso della musica di solito si pensa al brano musicale come ad un prodotto, ed è difficile pensare ad un brano musicale come ad una commodity. Ma forse questo è il modo sbagliato di pensare all’industria della musica. E forse sta finalmente tornando ad essere sbagliato pensare alla produzione della musica come ad una industria.

Proviamo a ribaltare il modo di pensare: gli artisti “creano” la musica, le case discografiche offrono loro un servizio di supporto nella produzione, di marketing e di distribuzione. E per il disturbo si prendono una gigantesca fetta della torta. Questi servizi possono tranquillamente essere de-centralizzati, e alcuni possono anche essere “commoditizzati”.

Cominciamo con la distribuzione. Per quanto riguarda quella su Internet, è sicuramente diventata una commodity: è difficile fare concorrenza alle reti peer-to-peer, che scaricano quasi interamente sugli utenti i costi di distribuzione. Non è più necessario possedere grosse fabbriche per lo stampaggio di CD, magazzini per lo stoccaggio, camion per il trasporto e avere accordi commerciali con negozi in tutto il mondo.

La produzione di musica richiede maggiori competenze rispetto alla distribuzione. E anche mezzi maggiori. Ma anche qui, i costi sono scesi di un paio di ordini di grandezza rispetto a 10-15 anni fa (poche migliaia di euro contro centinaia di migliaia di euro). Rimane il problema dell’accesso a producers, ingegneri del suono ed altre figure di elevata professionalità. Ma nulla costringe persone con queste competenze a lavorare per le industrie discografiche anzichè indipendentemente. Qui non c’è nessuna commoditization. C’è semplicemente un crollo alle barriere d’ingresso. E si sa cosa questo fenomeno può implicare per quanto riguarda i margini di profitto di una industria.

Resta il processo di marketing. Decentralizzazione ? Commoditization ? Parole aliene, parlando di marketing. Tuttavia, è possibile che in futuro il marketing avrà minore importanza soprattutto se si affermeranno sistemi di filtraggio collaborativi (primo fra tutti quello di Amazon: chi ha comprato questo album ha comprato anche …). Ma anche sistemi più decentralizzati, dal broadcatching alle playlist collaborative di Webjay, un servizio web per la costruzione di playlist online, il cui creatore Lucas Gonze, ha reso disponibile il database delle playlist, a fini di ricerca sul filtraggio collaborativo.

Un altro esempio è BigChampagne, un azienda di ricerche di mercato che raccoglie dati sui brani più scambiati sulle reti peer-to-peer e compila classifiche che vengono poi utilizzate dall’industria discografica per stabilire come distribuire al meglio le risorse pubblicitarie e quanto spingere sui passaggi radio. Una classifica molto interessante è quella dei brani più scambiati tra quelli che hanno pochi passaggi in radio (BubblingUp report), che mostra i brani che vengono più scambiati grazie al passaparola tra gli utenti delle reti p2p.

Piccoli barlumi di questo futuro si cominciano ad intravedere su siti come eTree.org o LegalTorrents. Entrambi rendono disponibili brani musicali legalmente scaricabili. eTree è un archivio di registrazioni di concerti compressi in formato Shorten (senza perdite di qualità). Entrambi gestiscono lo scaricamento tramite BitTorrent e pubblicano l’elenco dei file in formato RSS, gli elementi necessari per il BroadCatching. Usando client come Azureus, con il suo plugin RSS, gli utenti gestire in automatico lo scaricamento dei file che interessano, impostando le proprie preferenze (parole chiave, canali RSS, ecc.) . Visto l’interesse attuale per il Broadcatching, è probabile che molti aggregatori e lettori RSS della futura generazione permetteranno una stretta integrazione con BitTorrent, permettendo all’ecosistema di filtraggio collaborativo di fare un notevole passo avanti.

Broadcatching

Broadcatching è il nome che è stato dato all’incrocio tra alcune delle tecnologie più interessanti e in maggior crescita del momento:

  • Content syndication (RSS)
  • BitTorrent
  • Digital Video Recorders

RSS (Really Simple Syndication) è una tecnologia che permette di rivoluzionare la maniera in cui si trovano e leggono le notizie: non è più necessario fare il giro delle sette chiese partendo dai propri bookmark per scoprire chi ha pubblicato qualcosa di nuovo. E’ sufficiente dire al proprio lettore RSS di controllare i “feed RSS” resi disponibili da tutti i weblog e da sempre più siti di News. La lettura di weblog tramite un aggregatore come Bloglines o SharpReader permette di ridurre significativamente il tempo dedicato, o di leggere un numero di weblog significativamente maggiore.

BitTorrent è un programma che permette la creazione di reti peer-to-peer ad-hoc per la distribuzione di file di grosse dimensioni. BitTorrent non fornisce funzioni di ricerca, non permette di visualizzare i file scaricati. Svolge solamente in maniera egregia la funzione di scaricare velocemente e di permettere a chi distribuisce il file di consumare relativamente poca banda di trasmissione.

Facendo leva su una combinazione di RSS e BitTorrent, entrambe già popolari e in rapida crescita, è possibile mettere in funzione un network di distribuzione di programmi video a costo bassissimo.

Le funzioni di ricerca e di classificazione del materiale e della sua potenziale popolarità possono essere svolte attraverso un nutrito stuolo di motori di ricerca già sviluppati per il mondo dei blog (Technorati, Blogdex, Feedster, ecc.).

Con alcune piccole modifiche agli aggregatori e ai programmi compatibili con BitTorrent, è anche possibile “abbonarsi” a canali RSS tematici di interesse, e lasciare che i file vengano scaricati automaticamente quando sono disponibili.

La combinazione di queste due tecnologie e dei media player connessi in rete (wireless o cablata), come il Gateway Connected DVD Player, permette di costruire stazioni TV personali, oppure distribuire corto e lungo-metraggi con costi quasi zero, sia per la pubblicità che per la distribuzione, oppure di rendere la pirateria peer-to-peer ancora più semplice e quasi automatica …

Tutti sviluppi interessanti, per una tecnologia creata in poche settimane da alcuni hobbyisti, e che appare molto più interessante di qualsiasi forma di Video On Demand o di film in streaming.