After the weekend

Notizie interessanti lette nel weekend:

Corriere Birichino sui segreti militari

Ieri , la questione dei “segreti militari” svelati da Google ha fatto rapidamente il giro della rete, in Italia.

Oggi, con grande tempestività se ne occupa il Corriere. Mutuando in gran parte i link presenti nell’articolo di approfondimento di Luca De Nardo, ma guardandosi bene dal citare Alessandro Ronchi, Luca Conti o De Nardo stesso.

No attribution = No follow. D’ora in poi tutti i link al Corriere su Wikilab saranno del tipo rel=”nofollow”, per evitare non dare pagerank a chi si comporta in maniera poco trasparente. Non c’è niente di cui vergognarsi nel citare le fonti, molto nel non farlo.

Update: Il Corriere ha aggiornato l’articolo, citando la fonte. Ottimi tempi di reazione, si cita una dimenticanza in buona fede. Spero che si diffonda in tutta la stampa Italiana, l’abitudine dell’attribution. Forse è vero quello che dice Ludo: l’attitudine ad Internet della “istituzione” Corriere sembra positiva.

Wikitorials uccisi da Goatse

Brevissima vita per il tentativo del LA Times di creare una pagina wiki degli editoriali.

La pagina wiki che permetteva di lavorare collaborativamente agli editoriali è stata aperta al pubblico la mattina di venerdì scorso, per essere improvvisamente chiusa la mattina di domenica. Il fattore scatenante per la chiusura è stata un ondata di wiki-vandalismo con l’inserzione di immagini oscene nei wikitorials. In particolare, l’immagine che ha fatto perdere il gusto per i wikitorials ai gestori (insieme all’appettito, probabilmente è stata la famigerata Goatse.cx [link a wikipedia, non l'originale].

Ernest Miller fa notare che la copertura di stampa si è concentrata interamente sul vandalismo (prevenibile adottando meccanismi tipo Wikipedia), piuttosto che sulla riuscita o meno dell’esperimento.

Ho l’impressione che l’editoriale è una forma poco adatta ad essere wikified. Un editoriale è interessante se esprime in maniera convincente un punto di vista “di parte”. Serve a proporre una certa interpretazione dei fatti. La Wikipedia funziona “socialmente” sugli argomenti sui quali ci sono opinioni largamente condivise.

Per portare un esempio dall’attualità Italiana, posso immaginare la rapidità con cui un editoriale sui temi della fecondazione artificiale verrebbe a svilupparsi in due o più versioni in netto conflitto tra di loro, se fosse aperto alle modifiche da parte del pubblico.

La mia opinione: se un giornale o un opinionista vogliono feedback sugli editoriali, che li aprano ai commenti e ai trackback …

Slashdot e WSJ

Fino a poco tempo fa, il Wall Street Journal era molto restrittivo con i propri contenuti. Era praticamente tutto era a pagamento. Ora, qualche vocina deve aver bisbigliato le parole giuste negli orecchi giusti. Tra quelle parole doveva esserci “muro del pagamento”, motori di ricerca, blog e RSS.

Adesso il WSJ pubblica diversi articoli free al giorno, con permalink e relativo feed RSS. E non si ferma lì: ci deve essere qualcuno che è incaricato di segnalare gli articoli ai blog e siti di notizie più importanti. L’esempio che ho visto oggi è l’articolo su una prova comparativa di refill per inkjet su Slashdot, che rimanda ad un articolo del wsj segnalato da “Carl Bialik from the WSJ”.

Complimenti al WSJ: è una delle poche pubblicazioni mainstream la cui divisione Internet è in utile. Con questa operazione dimostra di aver capito qual’è il più grosso problema delle pubblicazioni a pagamento: l’incapacità di attrarre link esterni e la decrescente rilevanza nei motori di ricerca.

Giornalismo annotato

Oggi tutti parlano di Annotated New York Times: perchè leggere il NYTimes, quando potete leggere quello che i blogger dicono riguardo al NYTimes ?

Servizio prezioso, soprattutto per chi lavora al NYTimes. Link diretti a chi fa riferimento ai vari articoli, con il numero di citazioni a fianco di ogni articolo:

Annotated NYTimes
.

Un interessante servizio. Spero che presto diventi inutile, quando tutti i siti dei quotidiani metteranno un bel link con il numero di citazioni degli articoli. Bastano Technorati e qualche linea di codice …

Copyright Follies, Cap. XXI

Mi permetto di inaugurare una seconda infinita serie di capitoli, visto che quella sulle modifiche alla legge Urbani temo sia ormai chiusa insoddisfacentemente.

Il nome sarà “Copyright Follies”, parto arbitrariamente dal Cap. XXI, visto che penso che negli archivi ci sia abbastanza materiale per i precedenti venti.

Via Mantellini, apprendo che la Commissione Europea si è ormai guadagnata il titolo di bastione Europeo dell’estremismo negli Intellectual Property Rights. Porterà infatti l’Italia davanti alla Corte di Giustizia Europea. Il motivo ? Perchè la legge Italiana ancora non prevede che ogni volta che una biblioteca pubblica presta un libro venga corrisposto un compenso agli autori del libro stesso, in spregio alla legislazione Europea.

Lasciatemi dire come la penso: la Biblioteca compra un libro, l’autore riceve le sue royalties, chiusa lì. Quello che viene fatto del libro in seguito non dovrebbero essere affari dell’autore. Che venga letto, che rimanga ad accumulare polvere, che venga prestato, che venga rivenduto, l’autore ha già ricevuto le sue royalties.

Dal comunicato della Commissione Europea:

Se un libro può essere preso in prestito da una biblioteca pubblica, ci sarà meno richiesta di acquisto. Ciò può ridurre il guadagno dei detentori dei diritti e di conseguenza, indirettamente, il loro incentivo a creare.

Dal comunicato di Wikilab alla Commissione Europea:

Se ogni volta che bisogna accedere ad un libro, ad una rivista scientifica, ad un articolo di giornale, ad una poesia, ad un paragrafo, bisognerà pagare una royalty all’autore, ci sarà meno richiesta di conoscenza, di conseguenza crescerà l’ignoranza universale, e indirettamente verrà ridotta la capacità di creare dei futuri autori.

In un momento in cui il sapere umano potrebbe trarre enorme vantaggio dalla libera e istantanea diffusione dei testi e delle idee, trionfa nelle burocrazie uno spirito avido e oscurantista che aspira ad imporre un dazio per ogni scambio di idee, per ogni atto di lettura e per ogni passaggio di mano di un libro.

Wikipedia batte NYtimes.com che batte NYTimes

Massimo Mantellini commenta su Punto Informatico il fatto che i lettori di NYTimes.com hanno superato come numero i lettori del New York Times “fisico”.

Devo dire che questa notizia è interessante, ma è un ordine di grandezza meno interessante rispetto al fatto che la Wikipedia ha superato il numero di lettori di NYTimes.com:
Wikipedia vs NYTimes.com

E quindi, mentre, per dirla con Mantellini, “l’informazione professionale in rete deve ancora capire bene come sarà da grande”, l’informazione “amatoriale” dà allegramente le mazzate all’informazione professionale.

E’ quello che succede ad aspettare 10 anni prima di prendere sul serio un nuovo media: tra volontari non pagati (wikipedia/wikinews) e blogger (vedere qui, ad esempio, il confronto tra un blog e le maggiori pubblicazioni settoriali del mondo dell’auto), le nicchie si stanno riempendo in fretta.

Tech blog o giornale ? No contest

Ogni tanto ci si chiede se i blog fanno giornalismo. Forse sarebbe meglio chiedersi se i giornali fanno ancora giornalismo.

Qix.it, 30/12/2004, Rivoluzione in arrivo da Apple?:

Sembra che Apple lancerà al prossimo MacWorld di gennaio un computer con un prezzo al pubblico di circa 500$. Il nuovo I-Mac sarebbe basato su un processore G4 da 1,25 GhZ, hard disk tra i 40 e gli 80 GB, 256 MB di RAM, USB 2.0, Fire Wire, Ethernet, Modem e Wi-Fi. Il nuovo Mac, assoluta novità, verrà consegnato senza monitor e, nei piani di Apple, dovrebbe attaccare il segmento educational. Auguri di felice anno nuovo allo zio Bill.

Repubblica.it, 4/1/2005, Un Apple da 500 dollari computer per tutte le tasche:

Secondo indiscrezioni, potrebbe essere presentato già il 12 gennaio al Macworld exhibition di San Francisco ecc. ecc.

Sono cinque giorni di differenza. Qix arriva due giorni dopo rispetto al rumour di Think Secret. Repubblica e ADN Kronos arrivano una settimana dopo …

News.com e blog

Leggo su Qix.it che il gruppo CNet ha creato quattro blog in partnership con Corante (patria di Get Real, Many-to-Many e altri blog).

I tre blog tematici aperti nei giorni scorsi sono:

I blog di ZDNet offrono molti link esterni, permalink e commenti, ma sarà interessante vedere l’evoluzione in parallelo di diverse filosofie di blog sul tema della telefonia via Internet, dal punto di vista di velocità di reazione e dell’essere capaci, se necessario, di parlare male anche degli inserzionisti:

  • Da una parte ci sono i blog personali “classici” e indipendenti, ad esempio VoIP Watch di Andy Abramson e GigaOM di Om Malik, che al momento sono secondo me i leader per tempestività e approfondimento dei temi;
  • Dall’altra parte c’è thevoipweblog, l’offerta di Weblogs Inc., il minicolosso dei weblog commerciali;
  • Infine IP-Telephony, l’offerta blog di un colosso dell’editoria Internet tradizionale come CNet.

Testo, immagini, link e pagerank

Due notizie mi fanno pensare stamattina alle strategie editoriali in rete del Gruppo RCS.

Prima: Pandemia segnala un bell’editoriale di denuncia della non-promozione della cultura in Italia sul sito BUR. Questa ha un link, anche se editoriale.php non mi sa di permalink: probabilmente tra una settimana o un mese editoriale.php avrà un altro contenuto. Se si trattasse di un sito normale, non sarebbe un problema: l’editoriale fa della brevità della denuncia un punto di forza, si potrebbe citare in toto. Invece no! In una casa editoriale si vivono e si respirano testi, ma sul sito ci sono solo immagini: l’editoriale è testo contenuto in una immagine. Anche la homepage di BUR contiene solo testo dentro immagini. Niente copia e incolla. Niente indicizzazione da parte dei motori di ricerca.

Seconda: Il Corriere pubblica in prima pagina la notiza quasi incredibile che forse da Gennaio non si pagherà più il notaio per vendere auto e moto. E, se soppravvivrà al Parlamento, ci potrebbe essere anche l’abolizione delle tariffe minime degli ordini professionali. Sembrano i primi timidi passi per recuperare la competitività perduta. Il Corriere, come BUR, sembra ben deciso a non usare tutte le armi disponibili per combattere la perdita di rilevanza in rete: non trovo sul sito del Corriere un solo link da poter usare a sostegno di questo post. Un pò di pagerank perduto per il Corriere.

Forse l’incestuosa proliferazione dei link nei weblog ne ingigantisce a dismisura la rilevanza nei motori di ricerca. Ma le attività Internet dei media tradizionali vengono sminuite dalla chiusura che dimostrano ai link (uscenti ed entranti!) e all’indicizzazione.

Wikiproxy

Wikiproxy: prende la pagina richiesta di BBC News e la migliora un pò: aggiunge, dove opportuno, link a pagine della Wikipedia per rimediare in parte all’avversione della BBC ai link verso l’esterno, e interroga Technorati per aggiungere una lista di post di weblog che parlano dell’articolo (se ne esistono).

E’ probabile che il servizio di Wikiproxy sia una massiccia violazione del diritto d’autore della BBC, e che avrà vita breve, ma è un esperimento interessante.

[via Plasticbag]