Archive for the 'Musica digitale' Category

Danger Mouse sul futuro della musica digitale

DJ Danger Mouse è diventato famoso di recente per il suo Grey Album, un remix del White Album dei Beatles con il Black Album di Jay-Z, che gli ha procurato un pò di problemi legali.

Un paio di sue quotes di dalla discussione sulla musica digitale a Web 2.0.

Sulla legalità di usare la musica altrui per creare qualcosa di nuovo:

Il mashing è cos’ facile. Ci vogliono anni per imparare a suonare la chitarra e scrivere le tue canzoni. Ci vogliono un paio di settimane di esercizio con un giradischi per far ballare e sorridere la gente. Ci vuole un paio d’ore per sfornare qualcosa di buono con il software giusto. Quindi con una barriera all’ingresso così bassa, tutti si buttano e cominciano immediatamente ad essere creativi Non capisco perchè sia illegale.

Qualcuno dalla audience ha chiesto come mai nessuno stia provando a risolvere i problemi difficili della musica, dove è possibile fare o perdere molto denaro, e dove chi sta dietro agli artisti mette a rischio la tecnologia e la democrazia, e chi sia responsabile in ultima istanza di questa situazione. La risposta:

Gli artisti sono responsabile, perchè per qualche motivo pensiamo che dovremmo essere milionari perchè facciamo sorridere la gente. Ma non mi preoccupo troppo, perchè presto finirà. Non ci sarà un mercato per far sorridere la gente, perchè ci saranno ragazzini che lo faranno gratis.

Ogni tanto, un raggio di sole squarcia le nuvole.

[via Jeffrey Veen]

P.S. E’ possibile trovare il Grey Album su Banned Music, un progetto di Downhill Battle Labs per distribuire musica che le case discografiche cercano di “censurare” per vie legali.

Sarah MachLachlan

Sarah MacLachlan è una grande cantante. Questo video dimostra che è anche una grande donna:

Questo video è costato $150,000.
Cosa c’è di sbagliato in questo video ?
Ecco, è costato solo $15.
$150.000 dollari potrebbero fare la differenza per più di 1.000.000 di persone.

R.E.M. Around the Sun

E’ possibile ascoltare Around the Sun, il nuovo album dei R.E.M., su Myspace.com.

Ballmer e iPod

Secondo Steve Ballmer di Microsoft, il formato più comune della musica sugli iPod è “rubata”.

L’analisi che sembra trasparire dall’intervista di Ballmer è che il successo di Apple nella musica digitale è dovuto al fatto che sulla piattaforma Apple è più facile rubare che su quella Microsoft.

Volpe, uva.

[via Boing Boing]

La difesa di mp3

Appassionata difesa del formato mp3 da parte dell’Istituto Fraunhofer, creatore del formato.

Il direttore della ricerca dell’istituto individua giustamente nelle tecnologie DRM il nemico del mercato della musica digitale pensa molto strano che i produttori non abbiano risposto all’appello dell’Istituto Fraunhofer per la creazione di uno standard unico, come se non desiderassero la nascita di uno standard.

Non è affatto strano. La riuscita commerciale di un formato dipende molto dall’adozione da parte dei fornitori di contenuti. Si è quindi scatenata la corsa da parte di Apple, Microsoft, Real ed altri a creare per i discografici la chimera DRM. Poco importa se poi le tecnologie funzionano o meno (e finora non funzionano), per un pò le royalties arriveranno.

E’ istruttivo al proposito leggere la curiosa storia di SunnComm, la società che è diventata leader di mercato creando una tecnologia DRM risibilmente facile da aggirare e che aveva poi cercato di denunciare il ricercatore che aveva scoperto la debolezza del sistema.

Sicuramente sono pochi i fornitori di tecnologie DRM che hanno una storia così colorita o tecnologie così deboli, ma il fatto che SunnComm possa considerarsi leader del mercato della protezione dei CD dovrebbe insegnare a prendere con le molle qualsiasi promessa riguardo alla sicurezza delle tecnologie DRM, come osserva Edward Felten.

Espansione di iTunes

Nel mese di ottobre iTunes , il music store di Apple, si espanderà fino a coprire la maggior parte dell’Europa Occidentale (ora è attivo solo in Gran Bretagna, Francia e Germania). Arriverà anche in Italia ?

Registratori digitali portatili

I lettori digitali portatili come l’iPod sono sempre più potenti costano sempre meno. Ma per ora non hanno grandi funzionalità di registrazione (forse per paura di usi “pirata”).

Le cose cominciano a cambiare. L’Eridol R-1 è un registratore audio professionale portatile. Caratteristiche positive:

  • Piccolo (13×10x3 cm, 200g);
  • Ingressi (microfono stereo interno, mic in e line in da 3,5mm, USB);
  • Uscite (line out, SPDIF, USB)
  • Registra in MP3 o Wav con range di qualità da 64 kbps fino a WAV da 24 bit non compresso;
  • Registra su scheda Compact Flash con capacità fino a 2 GB
  • Costo (circa 400€);

Le caratteristiche negative sono la vita delle batterie (2 1/2 ore) e la capacità massima di registrazione (vedere tabella, max 125 minuti con qualità massima e scheda da 2GB, che salgono a 831 minuti per MP3 a 320 kbps).

Il costo di produrre e registrare musica digitale (anche live) continua a scendere, il costo per distribuirla è già quasi nullo. Una volta che il broadcatching e i sistemi di filtraggio collaborativo (tipo Webjay) avranno preso piede, per i musicisti diventerà anche più facile farsi conoscere e guadagnarsi da vivere. E questo sarà un problema molto più grande della pirateria per le case discografiche.

[via Gizmodo]

Virgin Digital

Anche Virgin comincia a vendere musica online.

Al contrario di Apple, il modello è quello dell’abbonamento. Per 7,99$ si può scaricare ed ascoltare tutta la musica che si vuole (selezione di 1.000.000+ di brani). La musica si può ascoltare solo fino a quando si continua a pagare l’abbonamento.

Presto verrà offerto un servizio premium che permetterà di trasferire la musica su lettori portatili.

[via Digital Music Weblog]

Pass-along

Pass-along è il negozio di musica online di eBay.

Il prezzo dei brani è il solito: 0,99$

Restrizioni DRM simili a quelle di iTunes: un brano si può trasferire fino a 10 volte su CD, la musica si può ascoltare su 5 diversi computer e trasferire un numero di volte illimitato su tre diversi lettori portatili.

La novità sono le raccomandazioni: si possono inviare spezzoni di brani ai propri amici. Se i brani vengono poi acquistati, si ricevono punti che si possono utilizzare per acquistare altri brani. Si possono anche creare “negozi personali” e ricevere il 10% del prezzo dei brani venduti (sempre in buoni pass-along da redimere acquistando altra musica).

Sony: finalmente MP3 ?

Sony finalmente (forse!) comincerà a supportare il formato MP3 sui propri lettori di musica digitale.

Attualmente per ascoltare file MP3 sui lettori Sony bisogna prima convertire il file nel formato Atrac proprietario di Sony.

Probabilmente il fatto che Sony non compare neanche tra le prime cinque aziende che producono lettori MP3 è un fattore nella decisione, che purtroppo per ora riguarda solo i lettori basati su memorie flash (non quelli basati su hard disk), ed è solo un annuncio in linea di principio (nessun prodotto concreto, ancora). Sony sta anche studiando come aggiungere il supporto MP3 anche ai lettori esistenti.

L’articolo di News.com fa il classico paragone tra i tempi del Walkman e la situazione attuale di Sony come attore marginale nel mercato dei lettori musicali, dimenticandosi i pesanti fardelli che impediscono a Sony Electronics di essere quella di un tempo.

[via Gizmodo]

I guadagni della musica digitale

Secondo un articolo dell’Independent le case discografiche riescono a prendersi una percentuale del prezzo finale quasi doppia per i brani venduti online rispetto a quelli venduti su CD.

Per un brano venduto da iTunes negli USA per 0,99$, Apple si tiene circa 4 centesimi, la casa discografica si prende 62 centesimi (o anche più), mentre l’editore del brano si prende circa 8 centesimi.

Il fatto di essersi riusciti ad appropriare quasi per intero del calo dei costi di distribuzione è una dimostrazione di forza contrattuale non indifferente.

Ovviamente, questo non è sufficiente per l’industria discografica: si sentono lamentele sulla “morte degli album” (dopo anni di lamentele sulla “morte dei single”), si vedono tentativi di introdurre una price discrimination (solo verso l’alto?) per i brani più popolari o in alternativa di ri-introdurre il bundling (se no come si vendono i filler, quelle canzoni che nessuno vuole ma che riempiono gli album ?).

Chi vende musica online vede i suoi margini ridotti all’osso. A parte Apple, che ha forti sinergie tra iTunes e iPod, le prospettive per gli altri store musicali online sono molto grige. E le prospettive per una genuina concorrenza sui prezzi per la musica online sono ancora più fosche.

MSN music store RSS

Il music store di Microosft offre feed RSS con le canzoni, gli artisti e gli album più popolari (top 100). La feed delle canzoni offre anche enclosures con spezzoni dei brani (via Scripting News).

Il music store di Microsoft

Debutta il music store online di Microsoft. In versione beta.

Ars Technica dà qualche notizia sul servizio. Come è giusto che sia per un “late competitor”, offre qualcosa di più rispetto ad iTunes di Apple.

I brani sono codificati in Windows Media Audio, Ad esempio, la qualità dei brani è un pò superiore (160 kilobit/secondo con bitrate variabile contro 128 kbps per Apple). Speriamo che sia un segno di maggiore attenzione alla qualità, e che la concorrenza agisca almeno su questo. Il costo di un album intero è di 9,90$ contro 9,99$ (ma si sa che il problema del prezzo è dovuto più alle royalties che non all’avidità di MSFT o Apple).

Il vassallaggio musicale (DRM) è meno restrittivo di versioni precedenti di Windows Media, e prevede che chi acquista un brano musicale lo possa copiare su cinque computer diversi, mentre una playlist può essere masterizzata fino a 7 volte (poi è necessario cambiarla, oppure copiare il CD masterizzato …).

Infine, la compatibilità con iPod: Microsoft si scusa che i file non siano direttamente trasferibili, informa che la colpa è di Apple, suggerisce di contattarli per protestare e dà le istruzioni per masterizzare su CD ed importare in iTunes.

Warners aiuta un blog a mettere mp3 online

Incredibile ma vero, Warners Music ha aiutato un blog a mettere online un brano MP3 di un loro artista (The Secret Machines). Una lenta scoperta dei benefici promozionali della distribuzione in rete ?

Una battaglia in discesa

Downhill Battle Labs è una associazione dedicata alla creazione di “software strategico per l’attivismo musicale”.

L’associazione sta sviluppando molti strumenti software per il supporto ad attività di distribuzione di musica online (sia a scopo di lucro che no-profit).

Probabilmente il più interessante dei progetti è Battle Torrent, che ha come fine rendere il più semplice possibile la condivisione di file tramite BitTorrent. Infatti, con BitTorrent è semplice scaricare i file desiderati, soprattutto con client come Azureus, mentre è molto più complicato condividere un nuovo file: bisogna creare un torrent (che contiene informazioni sul file e su dove si trovi il tracker) e un tracker (che è il punto centrale di contatto tra i client).

Battle Torrent ha l’obbiettivo di rendere la condivisione di grandi file semplice come inviare una mail o fare un post su un blog, automatizzando la creazione del torrent, del tracker e l’inizio del processo di seeding (ovvero l’avvio di un client che fa la prima condivisione del file).

Downhill Battle Labs sta cercando sviluppatori per Battle Torrent. Se il progetto riuscisse, faciliterebbe molto il broadcatching, compiendo un altro importante passo verso la “democratizzazione dei media”.

Il furetto rosso e un milione di canzoni gratuite

Dopo uno sfogo sulla miopia della lotta antipirateria, niente di meglio che leggere la notizia della creazione di una lista Wiki di siti che distribuiscono musica gratuita legale o musica di etichette indipendenti non appartenti al cartello dei discografici.

The Red Ferret Journal (Il giornale del furetto rosso) ha creato un Wiki per mantenere aggiornata la lista di siti che offrono questo genere di musica. Al momento si parla di un milione di canzoni complessivamente. Non saranno tutti capolavori, ma è un buon inizio!

Update: l’autore mi ha dato il permesso di fare una versione Italiana della pagina. Per ora ho fatto una copia su wiki e ho appena cominciato a lavorarci. Chi voglia aiutare è il benvenuto.

Tintinnare di sciabole tra real e Apple

Come ci si poteva immaginare, Apple minaccia Real di adottare misure sia legali che tecnologiche per impedire che gli utenti degli iPod possano ascoltare musica non acquistata da iTunes. La competizione dà fastidio a tutti.

iTunes su telefonino

Apple produrrà una versione dimagrita di iTunes che verrà installata su alcuni telefonini Motorola.

Real aggira le protezioni Apple

Real Networks dovrebbe annunciare nei prossimi giorni che è riuscita ad aggirare il sistema di protezione FairPlay di Apple.

Real ha aggirato il sistema DRM di Apple in modo che chi acquista musica dal negozio online Real Rhapsody la possa ascoltare sul proprio iPod (cosa non possibile attualmente).

Una denuncia di Apple contro Real per aver aggirato le protezioni sarebbe una prova che il suo sistema DRM ha funzioni anti-competitive, e che serve a proteggere gli interessi di Apple, più che quelli degli artisti.

Infatti, nessuno oltre ad Apple ha interesse al fatto che l’unico sistema DRM funzionante sull’iPod sia FairPlay. Non chi acquista iPod, non gli artisti, non le case discografiche.

Peter Gabriel sul futuro della musica

Una interessante Intervista a Peter Gabriel sul futuro della musica (via Slashdot).

Un paio di spezzoni:

Quello di cui ho paura, personalmente, è che ogni volta che c’è un avanzamento tecnologico, l’industria pensa: “Ah, ecco un altra possibilità di artigliare per noi un altra fettona di torta che prima andava all’artista”.

La relazione tra artisti e case discografiche dovrebbe essere una partnership. Non dovrebbe essere: “Ti possediamo, quindi facciamo quello che vogliamo con il tuo lavoro”. Quei giorni dovrebbero essere passati, e se gli artisti non sono abbastanza svegli da alzare il sedere e cambiare la situazione ora, allora meritiamo quello che ci capita.