Archive for the 'Media' Category

Giornalismo annotato

Oggi tutti parlano di Annotated New York Times: perchè leggere il NYTimes, quando potete leggere quello che i blogger dicono riguardo al NYTimes ?

Servizio prezioso, soprattutto per chi lavora al NYTimes. Link diretti a chi fa riferimento ai vari articoli, con il numero di citazioni a fianco di ogni articolo:

Annotated NYTimes
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Un interessante servizio. Spero che presto diventi inutile, quando tutti i siti dei quotidiani metteranno un bel link con il numero di citazioni degli articoli. Bastano Technorati e qualche linea di codice …

Google Personal Video e Current

Molta attenzione al video di questi tempi, per Google.

Da una parte, è in arrivo Google Personal Video, che permetterà l’upload di video personali e la loro indicizzazione da video.google.com. Pochi dettagli, anche perchè la questione è molto spinosa. Come evitare il copyright infringement ? Come evitare che vengano caricati contenuti vietati tipo pedo-pornografia ? Sono molto curioso di conoscere l’esatto funzionamento.

Un altro aspetto interessante è l’uso di una versione in tempo reale di Google Zeitgeist da parte di Current, il canale televisivo via cavo di Al Gore. L’idea, per dirla con Search Engine Journal, è:

Le notizie non sono quelle che la rete pensa dovreste sapere, ma quello che il mondo sta cercando di sapere.

Interessante e preoccupante al tempo stesso. Spero che usino i trend di crescita anzichè i numeri assoluti, altrimenti gli spettatori di Current si preparino ad infiniti approfondimenti su Madonna, Britney Spears e Paris Hilton …

[Via John Battelle]

Blog pubblicitari

Hugh MacLeod di Gapingvoid ha assegnato il premio “più che sfigato della settimana” al blog pubblicitario Gourmet Station Blog.

Nel commentare il premio e la risposta del presidente dell’azienda, MacLeod fa alcune considerazioni che vale la pena di riportare per intero:

Ma c’è un punto più importante.

Il punto più importante è che molte persone e molte aziende stanno affidando ad agenzie pubblicitarie il compito di creare i propri blog. Se avete dato ad una agenzia pubblicitaria il compito di creare un blog per boi, sarei MOLTO attento, e sarei COMPLETAMENTE spietato con loro.

Subito dopo spiega perchè questo è necessario:

Il fatto è che le agenzie pubblicitarie odiano i blog. Li disprezzano completamente, anche se vi dicono diversamente. Li odiano perchè, se fatti bene, costano poco e sono facili da fare. In tutta sincerità, il loro lavoro è vendervi servizi che non sono nè economici, nè facili da fare.

Odiano i blog anche perchè in essi viene premiata l’autenticità e punita l’insincerità, mentre il modello di business delle agenzie pubblicitarie è ESATTAMENTE l’opposto.

I blog hanno un conflitto d’interessi fondamentale con il modo di condurre economicamente ed eticamente le agenzie pubblicitarie tradizionali, e non esiste proposta di servizi infiocchettata di Cluetrain (italiano) che cambierà questo fatto.

La ragione per cui ci sarà una grande offerta di servizi blog-pubblicitari, e che porterà gran parte di questi a fallire l’obiettivo, è spiegata perfettamente da Seth Godin: i professionisti del marketing cercano scorciatoie, ma non esistono scorciatoie.

Secondo Godin, infatti, ci sono tre passi indispensabili:

  1. Offrire qualcosa che la gente voglia davvero leggere;
  2. Promettere alla gente solo quello che effettivamente si è disposti a dar loro;
  3. Creare contenuti talmente notevoli da invogliare la gente a condividerli, e farlo per un periodo sufficientemente lungo.

Lezioni non facili da digerire, per il mondo del marketing e della comunicazione aziendale.

[Cross-posted su Blogo.it in forma leggermente estesa]

Copyright Follies, Cap. XXI

Mi permetto di inaugurare una seconda infinita serie di capitoli, visto che quella sulle modifiche alla legge Urbani temo sia ormai chiusa insoddisfacentemente.

Il nome sarà “Copyright Follies”, parto arbitrariamente dal Cap. XXI, visto che penso che negli archivi ci sia abbastanza materiale per i precedenti venti.

Via Mantellini, apprendo che la Commissione Europea si è ormai guadagnata il titolo di bastione Europeo dell’estremismo negli Intellectual Property Rights. Porterà infatti l’Italia davanti alla Corte di Giustizia Europea. Il motivo ? Perchè la legge Italiana ancora non prevede che ogni volta che una biblioteca pubblica presta un libro venga corrisposto un compenso agli autori del libro stesso, in spregio alla legislazione Europea.

Lasciatemi dire come la penso: la Biblioteca compra un libro, l’autore riceve le sue royalties, chiusa lì. Quello che viene fatto del libro in seguito non dovrebbero essere affari dell’autore. Che venga letto, che rimanga ad accumulare polvere, che venga prestato, che venga rivenduto, l’autore ha già ricevuto le sue royalties.

Dal comunicato della Commissione Europea:

Se un libro può essere preso in prestito da una biblioteca pubblica, ci sarà meno richiesta di acquisto. Ciò può ridurre il guadagno dei detentori dei diritti e di conseguenza, indirettamente, il loro incentivo a creare.

Dal comunicato di Wikilab alla Commissione Europea:

Se ogni volta che bisogna accedere ad un libro, ad una rivista scientifica, ad un articolo di giornale, ad una poesia, ad un paragrafo, bisognerà pagare una royalty all’autore, ci sarà meno richiesta di conoscenza, di conseguenza crescerà l’ignoranza universale, e indirettamente verrà ridotta la capacità di creare dei futuri autori.

In un momento in cui il sapere umano potrebbe trarre enorme vantaggio dalla libera e istantanea diffusione dei testi e delle idee, trionfa nelle burocrazie uno spirito avido e oscurantista che aspira ad imporre un dazio per ogni scambio di idee, per ogni atto di lettura e per ogni passaggio di mano di un libro.

Wikipedia batte NYtimes.com che batte NYTimes

Massimo Mantellini commenta su Punto Informatico il fatto che i lettori di NYTimes.com hanno superato come numero i lettori del New York Times “fisico”.

Devo dire che questa notizia è interessante, ma è un ordine di grandezza meno interessante rispetto al fatto che la Wikipedia ha superato il numero di lettori di NYTimes.com:
Wikipedia vs NYTimes.com

E quindi, mentre, per dirla con Mantellini, “l’informazione professionale in rete deve ancora capire bene come sarà da grande”, l’informazione “amatoriale” dà allegramente le mazzate all’informazione professionale.

E’ quello che succede ad aspettare 10 anni prima di prendere sul serio un nuovo media: tra volontari non pagati (wikipedia/wikinews) e blogger (vedere qui, ad esempio, il confronto tra un blog e le maggiori pubblicazioni settoriali del mondo dell’auto), le nicchie si stanno riempendo in fretta.

Extraordinary Machine di Fiona Apple

Parecchi mesi fa avevo parlato dello strano caso di Extraordinary Machine, il terzo album di Fiona Apple, pronto ormai da due anni, che non ha mai avuto il via libera per la commercializzazione da Sony, perchè “manca un singolo” a cui legare il marketing dell’album

Ora il caso ritorna alla ribalta. Ne parla il San Francisco Gate, in Who will free Fiona Apple, in maniera feroce. Alcuni parti meritano di essere citate “in full”:

Ma qui è dove diventa strano “Extraordinary Machine” è un album che Apple ha finito più di due anni fa, ma che è stato rapidamente archiviato dai tristi droni aziendali di Sony perchè non “sentivano un single” e perchè non suonava esattamente uguale a Norah Jones e perchè, è ovvio, sono droni aziendali. Dettano i gusti culturali basandosi su criteri limitati e spesso profondamente ignoranti, incentrati sul marketing, sul denaro e sulla paura del nuovo e del diverso. Questo è quello che fanno.

Fino a che circolavano solo un paio di tracce in rete (Extraordinary Machine e Better Version of Me), sarebbe stato facile per Sony rimediare all’errore, accorgersi del profondo interesse dei fan e rilasciare l’album. Adesso è diventato un pò tardi per correggere l’errore: un DJ di Seattle è riuscito a mettere le mani sull’album intero, l’ha trasmesso per radio e miracolosamente non ha ricevuto diffide. I fan hanno fatto il loro lavoro: hanno registrato, codificato e messo in rete l’album. I curiosi possono trovare tutti i brani di Extraordinary Machine su Geekdreams. Ovviamente è disponibile anche un torrent di Extraordinary Machine.

[Via Boing Boing]

Jon Johansen sfida Apple con PyMusique

PyMusiqueL’instancabile Jon Johansen questa volta sfida Apple in maniera piuttosto palese con PyMusique, una interfaccia “libera” a iTunes Music Store, che permette di accedere a iTMS, registrarsi, ascoltare i preview e acquistare musica, con alcune differenze cruciali rispetto ad iTunes: è possibile ri-scaricare la musica già acquistata (in caso di problemi con hard-disk, ecc) ma, soprattutto, PyMusique scarica i file AAC senza protezione FairPlay.

PyMusique sfrutta una debolezza di iTMS che non conoscevo: iTunes il music store trasmette i file audio senza protezioni DRM, che vengono poi aggiunte da iTunes il programma.

Prevedo che la provocazione nel nome del blog di Jon Johansen (So sue me, “e allora denunciami”) verrà accolta, con un assalto a tenaglia da parte di avvocati di Apple brandenti la EUCD e il DMCA (che proibiscono nella EU e negli USA l’aggiramento delle protezioni anticopia) e da parte degli sviluppatori di iTunes che cercheranno di chiudere la falla, costringendo tutti i clienti ad un upgrade.

[Via Boing Boing, cross-posted su Melablog.it]

Microsoft AdCenter

Microsoft ha svelato AdCenter, il suo clone di Google AdWords.

Come conta di vendere pubblicità agli inserzionisti, Microsoft ? Offrendo “in-depth audience intelligence”, conoscenza approfondita della audience.

Se la domanda è “come fa MSFT a conoscere in profondità la audience ?”, la risposta è semplice: Microsoft ha tracciato le abitudini online degli utenti dei propri servizi web (MSN, Hotmail, Passport, ecc) grazie ai cookies e ad un identificatore unico globale (GUID).

In passato, i piani MSFT di usare i dati raccolti tramite l’uso del GUID non sonon mai stati portati a compimento per paura che “chi combatte per la privacy avrebbe accusato la tecnologia di usi pericolosi e invasivi di informazioni personali”. Penso che le paure fossero fondate, ma penso anche che questa volta MSFT abbia ritenuto che il piatto della pubblicità online sia troppo ricco e che Google e Yahoo! abbiano accumulato troppo vantaggio, per lasciarsi fermare da considerazioni di immagine o di rispetto della privacy degli utenti.

Decoder Open Source per il formato lossless di Apple

E’ disponibile ALAC, un decoder open source per ascoltare il formato lossless di Apple senza iTunes.

Alzare

Cesare mi ha battuto sul tempo: l’industria discografica pare intenzionata ad alzare i prezzi all’ingrosso per la vendita online di musica.

Tenere a freno l’avidità per lasciare sviluppare un mercato nascente ? Non sia mai! Prendere il 65% del prezzo di vendita (0,65€ su 0,99€) ? Troppo poco.

Ovviamente, Steve Jobs è singolarmente poco felice di questa mossa.

Michael Robertsone e il music store senza DRM

Michael Robertson ci riprova. Il fondatore di MP3.com, ora a capo di Linspire, vuole creare uno store online di musica senza DRM, chiamato MP3tunes. Lodevole intento.

Vedo molto grigio il prospetto di convincere le case discografiche a concedere in licenza i brani senza protezioni … e gli store online vivono e muoiono dell’ampiezza del catalogo.

[Via Boing Boing]

Elvis di nuovo al numero 1

Curioso il fatto che Elvis sia tornato al numero 1 delle classifiche in Gran Bretagna. La ragione ?

La casa discografica sta piano-piano ripubblicando in “edizione limitata” facendo un blitz pubblicitario per venderne il più possibile, prima della scadenza dei 50 anni di protezione del copyright sulle incisioni.

Auguri a chi compra “edizioni limitate” di brani che presto saranno nel pubblico dominio.

[Via The Importance Of]

Hit Song Science

Vi ricordate come mai le case discografiche trattengono una grossa fetta dei profitti provenienti dalla vendita di musica ?

Quel denaro sarebbe giustificato dai costi di produzione degli album, dai costi di talent scouting, dai rischi finanziari che esse sosterrebbero per lanciare nuovi artisti e nuovi album.

Di fronte al calo dei costi causato dalla digitalizzazione di produzione e distribuzione, resta il dubbio che la crescita della quota dei ricavi che le case discografiche trattengono sia giustificata da altri fattori. Ma il numero di nuovi album cala. Sarà aumentato il rischio ? O avrà qualcosa a che fare con un oligopolio sempre più ristretto ?

La risposta: per minimizzare il rischio, molte case discografiche decidono se e quanto investire in un brano usando un programma chiamato Hit Song Science della spagnola Polyphonic Human Media Interface, che determina le probabilità di successo di un brano confrontandone le caratteristiche musicali (melodia, armonia, ritmo, ecc.) con 3,5 milioni di canzoni degli ultimi 30 presenti nel database, in base al successo che hanno avuto.

Il costo per far giudicare un CD a Hit Song Science ? Solo 4.000€.

Al lettore l’arduo compito di determinare quanto spazio rimanga per la fantasia e l’innovazione in questo approccio. Lo slogan potrebbe essere:

Vi guidiamo verso il futuro della musica con gli occhi incollati allo specchietto retrovisore.

[Via Plasticbag]

Fairplay, correttezza e forza

Michele fa alcune acute osservazioni sul più importante non-evento del MacWorld: Apple non darà (ancora) in licenza il sistema FairPlay che sta dietro ad iTunes Music Store.

Devo ammettere che sono allergico all’approccio estremamente proprietario di Steve Jobs e Apple. Non dare nulla in licenza, tenere per se le tecnologie e essere ammiraglio in una pozzanghera piuttosto che capitano in un oceano.

Detto questo, in questo momento i fatti danno ragione ad Apple. Steve Jobs ha dichiarato che considererà la concessione di FairPlay in licenza quando la quota di mercato di iTunes / iPod scenderà sotto il 50%.

Attualmente Apple domina il mercato online della musica (70% la quota di iTMS). Gli spazi per la competizione sul prezzo sono spaventosament ristretti a causa dell’esosità delle royalty rispetto al prezzo finale.

La dominanza del mercato dei lettori MP3 è imbarazzante per gli altri produttori. Se gli altri si avvicinassero, Apple abbasserebbe i prezzi. Per ora la mind-share e il cool-factor dell’iPod è tale da consentire un grosso margine sul prezzo: Apple non riesce a star dietro alla domanda.

Microsoft avrà anche concesso in licenza WMA a chiunque lo voglia. Ma sono sicuro se Apple desse in licenza FairPlay, nelle aziende che avessero firmato accordi esclusivi il boia avrebbe molto da lavorare per sfoltire i ranghi dei manager incompetenti. Tutti farebbero la fila.

Conclusione: Jobs dovrebbe fare errori molto più grossi di quelli commessi negli anni ‘80-’90 per giocarsi la leadership attuale. Adesso sembra più saggio e il suo “reality distortion field” sembra rafforzato (probabilmente le mie considerazioni ne sono affette!). Basti vedere come sono stati accolti i nuovi prodotti. Un grosso successo di Mac Mini relativo a Windows Media Center lo confermerebbe.

Più download che singoli in UK

Via Qix.it, vedo che viene dato un certo risalto alla notizia che nell’ultima del 2004 le vendite di musica online in Uk hanno superato le vendite di singoli.

Troppo cupo pessimismo per la pirateria. Troppo ingiustificato ottimismo per il successo dei download legali.

Non sono impressionato. Dai dati BPI si scopre che le vendite online (5,7 milioni in un anno) decollano così lentamente che ci mettono un anno a raggiungere le vendite di un formato in via di decomposizione. Il calo delle vendite dei singoli (da 30,8 a 26,5 milioni) è stato appena compensato dalla crescita delle vendite online. Nel contesto di un mercato musicale in crescita.

La ragione di un decollo così lento è abbastanza semplice: la Gran Bretagna si distingue per essere il paese in cui i prezzi della musica online sono di gran lunga i più alti. Prezzi iTunes: 0,99$ negli USA(pari a 0,75€), 0,99€ nell’area Euro, 0,79£ in UK (pari a 1,13€).

Tech blog o giornale ? No contest

Ogni tanto ci si chiede se i blog fanno giornalismo. Forse sarebbe meglio chiedersi se i giornali fanno ancora giornalismo.

Qix.it, 30/12/2004, Rivoluzione in arrivo da Apple?:

Sembra che Apple lancerà al prossimo MacWorld di gennaio un computer con un prezzo al pubblico di circa 500$. Il nuovo I-Mac sarebbe basato su un processore G4 da 1,25 GhZ, hard disk tra i 40 e gli 80 GB, 256 MB di RAM, USB 2.0, Fire Wire, Ethernet, Modem e Wi-Fi. Il nuovo Mac, assoluta novità, verrà consegnato senza monitor e, nei piani di Apple, dovrebbe attaccare il segmento educational. Auguri di felice anno nuovo allo zio Bill.

Repubblica.it, 4/1/2005, Un Apple da 500 dollari computer per tutte le tasche:

Secondo indiscrezioni, potrebbe essere presentato già il 12 gennaio al Macworld exhibition di San Francisco ecc. ecc.

Sono cinque giorni di differenza. Qix arriva due giorni dopo rispetto al rumour di Think Secret. Repubblica e ADN Kronos arrivano una settimana dopo …

eBook un capitolo al giorno, via RSS

Russell Beattie ha implementato un meccanismo per leggere in forma seriale gli ebook di pubblico dominio presenti su mobdex.

E’ sufficiente avere un aggregatore RSS per “abbonarsi” al libro da leggere e ricevere le pagine al ritmo che si desidera. Si sceglie un libro (ad esempio The Time Machine di H.G. Wells, id=575), si inserisce il feed relativo: http://www.mobdex.com/rss?book=575&id=identificatore.

Il parametro book è il numero che identifica il libro su mobdex, il parametro id è quello che identifica l’utente (per tenere traccia dei capitoli da inviare). E’ possibile accorciare l’intervallo di invio delle pagine, che per default è di 24 ore, aggiungendo un parametro interval (&interval=180 per un intervallo di 180 minuti, regolabile a piacere).

Interessante il concetto, in particolare potrebbe essere utile per leggere su smartphone/palmari, durante i tempi morti.

Contextual advertising per Bloglines

Nel 2005 Bloglines prevede di introdurre forme contextual advertising nel proprio aggregatore web-based.

Alcune considerazioni:

  • una percentuale che varia tra metà ed un quarto delle persone che leggono i weblog in syndication lo fanno tramite Bloglines
  • Bloglines legge continuamente i feed di centinaia di migliaia di weblog e ha un un colossale database di post
  • Grazie a questo database ed ai link in esso contenuti, Bloglines ha moltissime informazioni sulla struttura della “blogosfera”
  • Grazie ai dati incrociati sugli abbonamenti delle persone che usano il suo servizio, Bloglines ha moltissime informazioni sui gusti dei propri utenti.

Come dice Richard MacManus, Bloglines può essere considerato il Google di RSS.

Firefox - meno pubblicità

Nulla di sorprendente nella notizia che chi usa Firefox segue molto meno le pubblicità online rispetto a chi usa Internet Explorer: l’utente IE clicca su una pubblicità lo 0,5% delle volte, l’utente Firefox solo lo 0,11%. Utenti più smaliziati, software migliore, 1/4 della pubblicità.

Google e gif animate

I clienti di Google non sono le persone che fanno ricerche: sono le aziende che comprano la pubblicità. E il cliente ha sempre ragione.

Quindi, in via sperimentale, Google AdSense permetterà agli inserzionisti di mettere immagini animate nelle pubblicità.

Come osserva John Battelle, questo non ha nulla a che fare con il punto di forza di Google (rilevanza della pubblicità rispetto ai contenuti della pagina), riguarda semplicemente il conquistare l’attenzione del lettore.

Le immagini animate dovrebbero essere limitate alla pubblicità gestita da Google per altri siti, e non comparire nelle pagine del motore di ricerca. Per ora. Ma lo scivoloso sentiero verso il basso è cominciato.