William Gibson sui segreti

William Gibson sul mantenere i segreti al giorno d’oggi:

Mantenere un segrete sta diventando di una difficolta senza precedenti per tutti, nessuno escluso. nell’epoca del blog, della spifferata, dell’estrazione delle prova e della scoperta dei collegamenti, le verità o salteranno fuori o verranno fatte saltar fuori, presto o tardi. Questa è una cosa che vorrei portare all’attenzione di tutti i diplomatici, politici e uomini di azienda: il futuro, prima o poi, vi scoprirà. Il futuro, brandendo inimmaginabili strumenti di trasparenza, farà ciò che vuole di voi. Alla fine, sarete conosciuti per aver fatto ciò che veramente facevate.

Se uomo PR parla con lingua biforcuta fa male a se stesso e al suo cliente.

Via | Kottke

Come non vendere cocaina via Internet

Consigli pratici: se volete vendere cocaina via Internet, è assolutamente sconsigliabile fare come il tizio che ha messo un annuncio pubblicitario che comprendeva il suo numero telefonico: la polizia lo ha contattato, ha fissato un appuntamento, ha comprato un po’ di cocaina e infine lo ha arrestato. Non si sa chi abbia accettato di pubblicare l’annuncio pubblicitario in questione [Via Techdirt]

Blog pubblicitari

Hugh MacLeod di Gapingvoid ha assegnato il premio “più che sfigato della settimana” al blog pubblicitario Gourmet Station Blog.

Nel commentare il premio e la risposta del presidente dell’azienda, MacLeod fa alcune considerazioni che vale la pena di riportare per intero:

Ma c’è un punto più importante.

Il punto più importante è che molte persone e molte aziende stanno affidando ad agenzie pubblicitarie il compito di creare i propri blog. Se avete dato ad una agenzia pubblicitaria il compito di creare un blog per boi, sarei MOLTO attento, e sarei COMPLETAMENTE spietato con loro.

Subito dopo spiega perchè questo è necessario:

Il fatto è che le agenzie pubblicitarie odiano i blog. Li disprezzano completamente, anche se vi dicono diversamente. Li odiano perchè, se fatti bene, costano poco e sono facili da fare. In tutta sincerità, il loro lavoro è vendervi servizi che non sono nè economici, nè facili da fare.

Odiano i blog anche perchè in essi viene premiata l’autenticità e punita l’insincerità, mentre il modello di business delle agenzie pubblicitarie è ESATTAMENTE l’opposto.

I blog hanno un conflitto d’interessi fondamentale con il modo di condurre economicamente ed eticamente le agenzie pubblicitarie tradizionali, e non esiste proposta di servizi infiocchettata di Cluetrain (italiano) che cambierà questo fatto.

La ragione per cui ci sarà una grande offerta di servizi blog-pubblicitari, e che porterà gran parte di questi a fallire l’obiettivo, è spiegata perfettamente da Seth Godin: i professionisti del marketing cercano scorciatoie, ma non esistono scorciatoie.

Secondo Godin, infatti, ci sono tre passi indispensabili:

  1. Offrire qualcosa che la gente voglia davvero leggere;
  2. Promettere alla gente solo quello che effettivamente si è disposti a dar loro;
  3. Creare contenuti talmente notevoli da invogliare la gente a condividerli, e farlo per un periodo sufficientemente lungo.

Lezioni non facili da digerire, per il mondo del marketing e della comunicazione aziendale.

[Cross-posted su Blogo.it in forma leggermente estesa]

Microsoft AdCenter

Microsoft ha svelato AdCenter, il suo clone di Google AdWords.

Come conta di vendere pubblicità agli inserzionisti, Microsoft ? Offrendo “in-depth audience intelligence”, conoscenza approfondita della audience.

Se la domanda è “come fa MSFT a conoscere in profondità la audience ?”, la risposta è semplice: Microsoft ha tracciato le abitudini online degli utenti dei propri servizi web (MSN, Hotmail, Passport, ecc) grazie ai cookies e ad un identificatore unico globale (GUID).

In passato, i piani MSFT di usare i dati raccolti tramite l’uso del GUID non sonon mai stati portati a compimento per paura che “chi combatte per la privacy avrebbe accusato la tecnologia di usi pericolosi e invasivi di informazioni personali”. Penso che le paure fossero fondate, ma penso anche che questa volta MSFT abbia ritenuto che il piatto della pubblicità online sia troppo ricco e che Google e Yahoo! abbiano accumulato troppo vantaggio, per lasciarsi fermare da considerazioni di immagine o di rispetto della privacy degli utenti.

Contextual advertising per Bloglines

Nel 2005 Bloglines prevede di introdurre forme contextual advertising nel proprio aggregatore web-based.

Alcune considerazioni:

  • una percentuale che varia tra metà ed un quarto delle persone che leggono i weblog in syndication lo fanno tramite Bloglines
  • Bloglines legge continuamente i feed di centinaia di migliaia di weblog e ha un un colossale database di post
  • Grazie a questo database ed ai link in esso contenuti, Bloglines ha moltissime informazioni sulla struttura della “blogosfera”
  • Grazie ai dati incrociati sugli abbonamenti delle persone che usano il suo servizio, Bloglines ha moltissime informazioni sui gusti dei propri utenti.

Come dice Richard MacManus, Bloglines può essere considerato il Google di RSS.

Google e gif animate

I clienti di Google non sono le persone che fanno ricerche: sono le aziende che comprano la pubblicità. E il cliente ha sempre ragione.

Quindi, in via sperimentale, Google AdSense permetterà agli inserzionisti di mettere immagini animate nelle pubblicità.

Come osserva John Battelle, questo non ha nulla a che fare con il punto di forza di Google (rilevanza della pubblicità rispetto ai contenuti della pagina), riguarda semplicemente il conquistare l’attenzione del lettore.

Le immagini animate dovrebbero essere limitate alla pubblicità gestita da Google per altri siti, e non comparire nelle pagine del motore di ricerca. Per ora. Ma lo scivoloso sentiero verso il basso è cominciato.

PR e paura dei weblog

Dan Gillmor pubblica il testo di una proposta ricevuta di recente:

(azienda di PR) una azienda che offre servizi di market intelligence e di analisi dei media. (azienda di PR) lavora con aziende appartenenti a Fortune 1000 [le 1.000 più grosse società americane n.d.t.], che usano i nostri servizi per Gestire e Controllare gli Influenzatori Digitali (come i blog, forum, gruppi di discussione, siti web per lamentele, ecc) come uno strumento di intelligence e di valutazione del livello di minaccia. (amministratore delegato) potrebbe parlarvi delle “Azioni che Aziende del Fortune 1000 stanno intraprendendo contro blogger” e “Cosa le aziende stanno facendo per proteggere la propria reputazione da blogger e influenzatori digitali”

Non vedo come un azienda che pensa di avere un problema di immagine a causa di blogger e gruppi di discussione possa migliorare le cose “intraprendendo azioni” contro di essi.

Se c’è un problema di immagine a causa di blog, gruppi di discussione e siti di lamentele, forse sarebbe meglio per le aziende ascoltare le lamentele e mettere a posto i problemi che stanno peggiorandone la reputazione, prima di “intraprendere azioni” contro gli “influenzatori digitali”.

Penso che in futuro le aziende farebbero meglio ad usare figure tipo “blog ambassador” e “blog listener” anzichè un “blog intimidator” …