Archive for the 'Social software' Category

Guida legale per blogger della EFF

La Electronic Frontier Foundation ha pubblicato una Legal Guide for Bloggers, indirizzata a tutti i blogger preoccupati per i modi in cui può essere protetto l’anonimato delle fonti di notizie, e per il il rischio di essere denunciati per diffamazione, per la violazione del copyright e per l’uso improprio dei marchi registrati.

EFF Legal Guide for Bloggers

Un progetto molto interessante. Purtroppo le differenza tra le leggi italiane e quelle USA e tra la cultura della libertà di parola Italiana (poca) e quella USA (molta, anche se in diminuizione), rendono quasi inutile la guida EFF in Italia. Forse è un progetto che merita di essere imitato.

[Via Boing Boing]

Politica dell’adozione del Software Libero

Un interessante progetto: Politics of Open Source Adoption è un wiki sulla storia “politica” dell’adozione del software libero / open source. L’obiettivo è analizzare gli argomenti e i dibattiti politici che circondano l’adozione di software FOSS, mappando i vincoli sociali e politici che la rendono complicata.

E’ disponibile una “versione 1.0″ in PDF come base di partenza.

Per incoraggiare la partecipazione, ci sono due premi di 250$ per i migliori contributi. Nelle parole dei promotori, Read, contribute, win.
[Via Groklaw]

Les Blogs: Blog Aziendali

Halley
Tutti a mangiare, quindi c’è un pò di segnale e una presa libera. Il Senato Francese è un pò manchevole in termini di connettività wireless e prese elettriche.

Secondo panel del giorno, con Halley Suitt che modera. Argomento è il “corporate blogging”. Link utili sul suo blog.

Chiunque segua da un pò i blog sul tema, sarà familiare con molto di quello che viene detto: l’importanza di una “true voice”, l’importanza dei blog nel rapporto con il pubblico e così via.

Una cosa mi ha fatto riflettere un pò. Darren Barefoot ha detto: non coinvolgere la divisione PR nei blog aziendali. In seguito ha ritrattato parte del diktat.

Alcune note. I blogger Corporate diventeranno parte della divisione PR. Che lo vogliano o no, subiranno le stesse pressioni che che hanno causato la bassa (issima) statura che viene attribuita dai blogger a chi si occupa di PR. Si troveranno a cercare di mettere le cose sotto la migliore luce (spin). I corporate blogger bravi saranno quelli che riusciranno a dare il miglior spin, o a dare spin senza essere scoperti.

Immagino che i toni trionfalistici sul “trionfo della verità” grazie ai blog siano stati sentiti in mille altre occasioni, dall’invenzione della stampa in poi.

Certo, i blogger corporate dovranno riuscire ad ingannare o a convincere un maggior numero di persone, non più solo i media. Ci sarà più gente disposta a chiamarli bugiardi, gente che magari non avrà una voce molto forte, ma che avrà un pubblico gigantesco a due link di distanza. Basta attirare l’attenzione di un paio di “alfa-blogger”.

Quindi, sarà più facile scoprire le bugie delle aziende, ma ciò non vuol dire che le aziende smetteranno di provare a mentire. E i blogger aziendali non diventeranno strumenti della verità solo perchè sono blogger.

Les Blogs Joi Ito

Joi Ito: un remix di Internet memes: Creative Class, una classe trans-nazionale e trans-generazionale che sta cambiando la rete, la Long Tail e la cultura del remix / Creative Commons.

Highlight: un bel remix della pubblicità Pepsi con i ragazzi RIAA.

Ha mostrato anche il remix video “Read my lips” con Bush e Blair (potete scaricarlo da ATMO). Carino, ma Lessig è molto più efficace, su Creative Commons.
Joi Ito at Les Blogs

En Attendant Les Blogs

Sta finalmente cominciando la conferenza. Un pò di lentezza nel far passare tutti i partecipanti attraverso le misure di sicurezza del Senato Francese.

Una rapresentante del Club Senat sta introducendo e vantando the French Prowess dans la Blogosphere: il Francese sarebbe la seconda lingua parlata nella blogosfera.

Indy di Ian Clarke

Indy è il nuovo progetto di Ian Clarke (autore di FreeNet), un programma per ascoltare e scoprire musica.

Il funzionamento è semplice (in teoria): si scarica Indy, si comincia ad ascoltare musica e si dà un punteggio alla musica che si ascolta. Più si ascolta musica e si danno punteggi, più Indy dovrebbe essere in grado di fare raccomandazioni azzeccate, soprattutto se un numero sufficiente di persone usa il sistema di filtraggio collaborativo.

Purtroppo, solo Windows, per ora. Comincio a provarlo.

[Via Boing Boing]

Wists, bookmark grafici condivisi

Wists.com, social bookmarking grafico. Ovviamente, c’è un Wistsblog. L’interfaccia è certamente più “appealing” di del.icio.us, ma sarà una battaglia in salita, per raggiungere la massa critica e cominciare ad avere effetti di “emergenza” [Via Om Malik].

I giornali sostengono i blogger accusati da Apple

Nonostante la retorica di concorrenza, alcuni dei maggiori quotidiani americani si sono schierati a fianco dei blogger che Apple ha portato in tribunale per sapere i nomi delle fonti di indiscrezioni sui suoi futuri prodotti.

Technorati related tags

Dopo del.icio.us e Flickr, anche Technorati mette a disposizione un elenco di “related tags”:

Technorati related tags

Ogni tanto si trovano cose interessanti, anche se è utile quasi solo per argomenti “freschi” e molto discussi.

Cambio di Look II

Nuovo giorno, nuovo look. Alcuni bachi ancora da mettere a posto. Per qualche ragione, su Firefox vedo un flickr dei titoli dei post durante il caricamento, cosa che non vedo su IE. Domani troubleshooting.

Encarta emula la Wikipedia

Il destino delle enciclopedie tradizionali (anche online o su CD) è segnato.

L’ennesimo segno: Encarta permetterà ai propri utenti di proporre cambiamenti agli articoli dell’enciclopedia. Solo un palliativo, per l’enciclopedia di Microsoft: i cambiamenti proposti dovranno passare al vaglio degli editor (pagati) di Encarta, i cui ranghi sono stati arricchiti per l’occasione. In questa frase le due debolezze rispetto alla Wikipedia:

  1. Il vaglio preventivo dei cambiamenti. Viene meno la gratificazione di vedere incluso immediatamente il proprio contributo;
  2. Gli editor pagati di Encarta costano un bel po’ di più rispetto ai volontari di Wikipedia;

RImane una soddisfazione per la comunità Wikipedia: l’imitazione è la più sincera forma di adulazione.

P.S. Curioso come questo annuncio segua a ruota la finalizzazione del contributo di Yahoo! al funzionamento della Wikipedia

Update: Un commento su ./, mi ispira una ottima illustrazione della differenza tra Wikipedia ed Encarta.

Prima, quello che Encarta ha da dire sulla Wikipedia:
Screenshot Encarta su Wikipedia
Oggi nulla. Chissà, magari in futuro cambierà. E non è possibile rimediare scrivendo un articolo …

Poi, l’articolo della Wikipedia su Encarta:
Screenshot Wikipedia su Encarta

Update 2: Il fondatore della Wikipedia commenta in maniera perfetta:

Hmm, ora la gente ha una scelta. Possono donare il loro tempo e la loro energia a uno sforzo noprofit per rendere il mondo un posto migliore donando una enciclopedia sotto una licenza libera. Oppure, possono lavorare gratis per arricchire Microsoft.
Mi chiedo che scelta faranno le persone più impegnate e di maggior talento. :-).

Internet Anxiety Disorder

Om Malik parla di Internet Anxiety Disorder. Riconosco i sintomi: troppi tab aperti nel browser, troppi post marcati to-read nell’aggregatore, troppi link salvati su del.icio.us su cui tornare, troppi post in bozza, troppe finestre di Skype aperte.

E ogni refresh dell’aggregatore, ogni “ping” dal client di posta o dall’instant messenger, ogni link in un post, sono richiami insistenti, sirene irresistibili: nuova informazione, forse è ancora più urgente di quello che stai leggendo/scrivendo adesso.

Om Malik conlude così:

La larga banda è una gran cosa, ma ha i suoi effetti collaterali. Penso che la continua rincorsa e la vita a sei megabit/secondo saranno uno dei grandi malanni psicologici del 21esimo secolo: il disturbo da ansietà Internet. Ne state vedendo i sintomi ? Io si.

Ogni generazione vede ostacoli (quasi) insormontabili sul suo cammino. E devo essere sincero: cercare di bere da quell’idrante di informazioni che è Internet è difficile. Ma è una sfida sicuramente più facile da affrontare rispetto a passare indenne attraverso una (o un paio) di guerre mondiali. Oppure chiedersi cos’è quel rumore nella foresta, mentre si cerca disperatamente il cibo per il giorno dopo … L’essere umano è flessibile, ma ci sarà chi riuscirà ad adattarsi meglio al nuovo stile di vita, e chi avrà maggiori difficoltà.

Adesso, però, ho 10 tag aperti nel browser da leggere, devo scrivere almeno un altro post e rispondere a qualche mail, tutto prima che si scarichi la batteria del portatile (alimentatore dimenticato in ufficio!).

Yahoo! supporterà Wikipedia

Yahoo! fornirà una “quantità significativa di server” in uno dei suoi data-center in Asia per aiutare la Wikipedia.

Giornalismo annotato

Oggi tutti parlano di Annotated New York Times: perchè leggere il NYTimes, quando potete leggere quello che i blogger dicono riguardo al NYTimes ?

Servizio prezioso, soprattutto per chi lavora al NYTimes. Link diretti a chi fa riferimento ai vari articoli, con il numero di citazioni a fianco di ogni articolo:

Annotated NYTimes
.

Un interessante servizio. Spero che presto diventi inutile, quando tutti i siti dei quotidiani metteranno un bel link con il numero di citazioni degli articoli. Bastano Technorati e qualche linea di codice …

Blog pubblicitari

Hugh MacLeod di Gapingvoid ha assegnato il premio “più che sfigato della settimana” al blog pubblicitario Gourmet Station Blog.

Nel commentare il premio e la risposta del presidente dell’azienda, MacLeod fa alcune considerazioni che vale la pena di riportare per intero:

Ma c’è un punto più importante.

Il punto più importante è che molte persone e molte aziende stanno affidando ad agenzie pubblicitarie il compito di creare i propri blog. Se avete dato ad una agenzia pubblicitaria il compito di creare un blog per boi, sarei MOLTO attento, e sarei COMPLETAMENTE spietato con loro.

Subito dopo spiega perchè questo è necessario:

Il fatto è che le agenzie pubblicitarie odiano i blog. Li disprezzano completamente, anche se vi dicono diversamente. Li odiano perchè, se fatti bene, costano poco e sono facili da fare. In tutta sincerità, il loro lavoro è vendervi servizi che non sono nè economici, nè facili da fare.

Odiano i blog anche perchè in essi viene premiata l’autenticità e punita l’insincerità, mentre il modello di business delle agenzie pubblicitarie è ESATTAMENTE l’opposto.

I blog hanno un conflitto d’interessi fondamentale con il modo di condurre economicamente ed eticamente le agenzie pubblicitarie tradizionali, e non esiste proposta di servizi infiocchettata di Cluetrain (italiano) che cambierà questo fatto.

La ragione per cui ci sarà una grande offerta di servizi blog-pubblicitari, e che porterà gran parte di questi a fallire l’obiettivo, è spiegata perfettamente da Seth Godin: i professionisti del marketing cercano scorciatoie, ma non esistono scorciatoie.

Secondo Godin, infatti, ci sono tre passi indispensabili:

  1. Offrire qualcosa che la gente voglia davvero leggere;
  2. Promettere alla gente solo quello che effettivamente si è disposti a dar loro;
  3. Creare contenuti talmente notevoli da invogliare la gente a condividerli, e farlo per un periodo sufficientemente lungo.

Lezioni non facili da digerire, per il mondo del marketing e della comunicazione aziendale.

[Cross-posted su Blogo.it in forma leggermente estesa]

Update sulla pubblicità nascosta di Wordpress.org

Matt Mullenweg risponde ai critici sulla questione della pubblicità nascosta su Wordpress.org. Andy Baio su Waxy.org ritorna sulla questione, compreso un intervento della persona che aveva comprato la pubblicità su WP.org.

Alcune contraddizioni nelle risposte, soprattutto riguardo a chi è responsabile per l’hiding via CSS. Fortunatamente, la pubblicità è sparita, Google ha rimesso nell’indice WP.org, ridandogli pagerank 8, quindi chi linka WP.org non sarà danneggiato. Spero che ora gli sviluppatori di WP riescano a trovare mezzi meno controversi per finanziarne lo sviluppo.

La pubblicità nascosta di Wordpress

Ho scelto WordPress perchè era l’unica piattaforma “semplice” per pubblicare weblog con diffusione di massa.

Alla montante insoddisfazione che viene a chiunque provi a guardare dentro il codice (chiedete a Ludovico!), si aggiunge ora un passo-falso preoccupante da parte di Wordpress.org.

Su Wordpress.org sono comparse in febbraio 168.000 pagine disegnate per guadagnare con Adwords di Google su termini molto costosi (come quelli che hanno a che fare con il diabete, le cause sull’amianto e i debiti personali): quello che viene chiamato “search engine spam”.

Andy Baio di Waxy.org approfondisce la questione della pubblicità nascosta di WP.

I link sulla homepage di Wordpress.org sono nascosti ai visitatori grazie al posizionamento negativo CSS (fuori dalla finestra visibile), ma sono visibili ai motori di ricerca, un comportamento (cloaking) che Google condanna esplicitamente.

Trovo che questo sia un uso molto discutibile da parte di Wordpress.org dell’elevato pagerank (8) che deriva dal link che è presente di default su tutte le pagine di tutti i blog Wordpress. Per protesta ho tolto il link nella barra laterale e messo rel=”nofollow” su quello in fondo alla pagina.
Quello che mi colpisce negativamente è la scarsa trasparenza: la pubblicità è nascosta, il tema è saltato fuori in un forum su wordpress.org, ma è stato inizialmente soppresso da un moderatore. Non è così che dovrebbero comportarsi i responsabili di un progetto Open Source, in cui la fiducia della comunità nel lavoro degli sviluppatori è fondamentale.

Cookies indigeribili

Passato l’upgrade senza troppi problemi, ora rimane da correggere il foglio di stile e capire come mai i post nella categoria “digressioni” vengono mostrati come post normali nelle pagine degli archivi.

E poi il solito problema di WP: se un utente è logged-in e c’è un cookie attivo per il dominio chiamato name, settato da qualche altro programma, WP va in confusione sui post da mostrare (sia nelle pagine di lettura, sia nella console). Spero che nessun altro oltre a me abbia incontrato il problema. Il fatto che questo baco sopravviva da 1.2 a 1.5 mi scoraggia ancora di più sulla qualità del codice di WP.

Upgrade

Apparentemente l’upgrade a WP 1.5 è riuscito. Scrivetemi se qualcosa non va. Domani localizzazione.

Lavori in corso: upgrade a 1.5

Ok, è venuto il momento di fare un upgrade a WP 1.5. Molto spiacente se nelle prossime ore qualcosa non funzionerà.