Archive for the 'Social software' Category

fondi e concorrenza open source per del.icio.us

Joshua Schachter ha mollato il suo lavoro e si dedicherà a tempo pieno a del.icio.us, grazie anche a finanziamenti esterni.

Chi fosse preoccupato per la presenza di finanziatori esterni in del.icio.us è fortunato: ora esiste del.irio.us, un concorrente completamente Open Source. Qui trovate un mission statement, mentre qui potete scaricare il codice di del.irio.us.

Buona parte del valore di del.icio.us sta nel database tag/url, e sarà una lunga corsa in salita per del.irio.us riuscire a fargli concorrenza, ma certo male non fa.

Mozillawiki

Per tenersi aggiornati sui progetti Mozilla, MozillaWiki, il wiki usato dagli sviluppatori per pianificare e documentare il loro lavoro.

Wikipedia batte NYtimes.com che batte NYTimes

Massimo Mantellini commenta su Punto Informatico il fatto che i lettori di NYTimes.com hanno superato come numero i lettori del New York Times “fisico”.

Devo dire che questa notizia è interessante, ma è un ordine di grandezza meno interessante rispetto al fatto che la Wikipedia ha superato il numero di lettori di NYTimes.com:
Wikipedia vs NYTimes.com

E quindi, mentre, per dirla con Mantellini, “l’informazione professionale in rete deve ancora capire bene come sarà da grande”, l’informazione “amatoriale” dà allegramente le mazzate all’informazione professionale.

E’ quello che succede ad aspettare 10 anni prima di prendere sul serio un nuovo media: tra volontari non pagati (wikipedia/wikinews) e blogger (vedere qui, ad esempio, il confronto tra un blog e le maggiori pubblicazioni settoriali del mondo dell’auto), le nicchie si stanno riempendo in fretta.

Yahoo 360 e Flickr

Yahoo! acquista Flickr. La risposta a tutti coloro che si chiedevano “come pensa Yahoo! di far affermare Yahoo! 360° in mezzo a mille altri servizi di social software?”.

Come scrive Jeremy Zawodny, molte parti di Yahoo! verranno Flickrizzate in futuro. A cominciare da Yahoo! 360°, immagino.

Yahoo! è stata la prima delle grandi aziende Internet a convertirsi al “verbo” RSS, con My Yahoo. Ora sarà forse la prima a convertirsi al verbo dei tags e delle folksonomies.

Sono curioso di vedere chi sarà il primo a seguire Yahoo! su questa strada ed acquistare Technorati e del.icio.us.

Certo, riguardo al futuro di Flickr e alla sua integrazione in Yahoo! sarei più ottimista se l’acquisizione di Oddpost da parte di Yahoo! non avesse dato così pochi risultati, in questi (parecchi) mesi.

Code V.2 Wiki

Larry Lessig ha aperto il wiki della versione 2 di Code & Other Laws of Cyberspace. E’ possibile leggere la prima edizione di Code e contribuire alla seconda edizione.

Basta registrarsi. E’ anche una buona occasione per provare le funzionalità del Wiki di Jotspot.

Tech Buzz Game

Yahoo! e O’Reilly lanciano il Tech Buzz Game. Cercate di prevedere quali buzzwords diventeranno più popolari, Acquistando “azioni” delle tecnologie/parole chiave che pensate avranno ricerche in crescita e vendendo azioni nelle parole chiave che avranno ricerche in calo.

8 milioni di weblog

David Sifry pubblica il suo periodico update sullo Stato della Blogosfera. L’ultimo update era apparso all’inizio di Novembre. Da allora, i weblog seguiti da Technorati sono saliti da 4,1 a 7,8 milioni.
Technorati - Grafico weblog

Il numero di nuovi weblog al giorno è cresciuto da 12.000 a 38.000 (lancio di MSN Spaces, crescita di Blogger, TyePad), anche se Sifry lamenta la difficoltà di depurare i dati dalla grande quantità di Spam Blogs generati automaticamente per sfruttare il peso (spropositato ?) che i motori di ricerca danno alla struttura fittamente interconnessa dei blog.
Technorati - Grafico nuovi weblog

E’ interessante come da ormai due anni il numero di weblog si raddoppi ogni cinque mesi. Non penso che una crescita di questo tipo sia sostenibile ancora a lungo, e attendo il post di domani di Sifry per vedere come la crescita del numero di weblog abbia influenzato il ritmo di posting medio dei weblog.

WordPress 1.5

E’ arrivato WordPress 1.5. Novità troppo numerose per elencarle. Appena trovo qualche minuto, faccio l’upgrade.

Jeremy Zawodny su Google e blog

Zawodny scrive a proposito di una chiacchierata fatta con Mark Jen, il blogger licenziato da Google, e contrasta questa esperienza con la (relativa) assenza di problemi da lui riscontrata nell’essere sincero sul blog e nel criticare anche aspramente le pratiche del suo datore di lavoro.

Interessante il semischerzoso invito con cui Zawodny chiude il post:

Il mio suggerimento agli impiegati di Google che davvero vogliono essere più aperti di quanto sia loro permesso: mandatemi il vostro curriculum.

Sparito il blogger fantasma di Google

Luca di Pandemia mi segnala il licenziamento dell’impiegato responsabile per il blog fantasma di Google.

Bollettino meteorologico flash: attesa per la prossima settimana una tempesta mediatica in una tazza di te sul caso.

Farò la mia parte di sproloquio al proposito.

Secondo i dettagli scoperti da Google Blogoscoped, l’intera azienda è stata informata per e-mail che “il problema era stato risolto”. Niente particolari. Lentamente si è diffusa la notiziache Jen era stato licenziato il 28 gennaio. Non si sa se il suo silenzio successivo è dovuto ad una generosa liquidazione o alle minacce degli avvocati.

Probabilmente Google è giustificata dalle violazione dei termini del suo contratto che Mark Jen ha commesso pubblicando il suo blog. Restano i dubbi sull’opportunità della mossa, sui danni all’immagine che essa causerà, sull’insicurezza di una azienda che vuole controllare i termini del discorso. Restano i sospetti sulla manipolazione degli indici del motore di ricerca (i post incriminati erano presenti nella cache di Yahoo!, non in quella di Google).

Rimane il dubbio che Microsoft tolleri meglio i critici interni rispetto a Google.

Bloglines e Ask.com

Fortunamente per gli utenti Bloglines, al momento Ask Jeeves non ha intenzione di “migliorare” il servizio, ma di lasciare che Mark Fletcher continui a fare l’ottimo lavoro che ha fatto fino ad adesso. (acquisition faq)

John Battelle dà il suo appoggio alla congettura che Bloglines è stato acquistato da Ask.com più per il suo gigantesco database di blog post e la sua conoscenza delle abitudini di lettura di centinaia di migliaia di persone, che per la possibilità di monetizzarle tramite pubblicità (il che non vuol dire che prima o poi una qualche forma di pubblicità non arriverà su Bloglines).

Ask Jeeves compra Bloglines

Luca mi segnala la notizia dell’acquisto di Bloglines da parte di Ask Jeeves.

Bloglines è di gran lunga il primo player nel mercato degli aggregatori, ma ancora non aveva cominciato a monetizzare il proprio servizio, che oltre ad essere ottimo, finora era gratuito e senza pubblicità.

Ask Jeeves acquista un ottimo aggregatore web, che volendo avrebbe potuto realizzare da sè.

La cosa preziosa che porta in dote Bloglines è un gigantesco database di feed entries riguardo a miloni di feed e un gigantesco database di abbonamenti degli utenti di Bloglines.

Ora il difficile, ciò che probabilmente ha portato Mark Fletcher a vendere piuttosto che a continuare sulla sua strada: monetizzare il contenuto altrui senza inimicarsi i produttori di contenuto (i blogger), a fronte dell’inevitabile assalto dei futuri aggregatori di Google, Yahoo e Microsoft.

Aggregatori poco educati

Ogni tanto spunta fuori un aggregatore particolarmente goloso. Adesso è il turno di Sauce Reader, che scarica i feed dei commenti ai tutti gli articoli che trova nel feed. Scarica centinaia di volte i feed anzichè una ventina. E’ tutto carico sul database. Per favore, usate un altro aggregatore.

Apple e melablog.it

Visto il lancio di Melablog da parte di Blogo, d’ora in poi i miei post su Apple li troverete su Melablog. Ovviamente, verranno postati anche su Wikilab i post sul tema della distribuzione musicale e sulle nefandezze Apple dal punto di vista legale/marketing/copyright.

Lo staff di Melablog è ottimo e abbondante (Michele, Marco e Ludovico di Qix.it e Daniel). Buona lettura.

link rel=nofollow

Molta discussione in rete su una piccola questione tecnica.

Google ha annunciato che aggiungendo ad un link l’attributo rel="nofollow", il link in questione non sarà considerato nel calcolo del pagerank. L’idea è che rel="nofollow" venga utilizzato nei contesti tipo commenti nei weblog, dove gli spammer cercano di sfruttare il pagerank del blog per meglio posizionare i propri siti web nei motori di ricerca.

Ad essere sincero, non mi piace molto l’idea. Alcuni motivi:

  • Basta che pochi non lo usino, perchè gli spammer continuino a provarci, tenendo alti costi di hosting e delle contromisure. Sta succedendo adesso con il referrer spam. Si è già visto che non basta ridurre l’incentivo per eliminare lo spam sia via posta che via blog;
  • Se usato in maniera indiscriminata, punisce i link “interessanti” nei commenti. Se sono già in grado di distinguere tra spam e commenti legittimi, lo spam va eliminato, non “castrato”;
  • Se deve essere usato, come suggerisce Scoble, per poter linkare ad aziende/persone che non ci piacciono senza aumentarne il pagerank, costa fatica. Preferirei che Google e gli altri motori di ricerca accomodassero la “pigrizia” dei blogger, e fossero in grado di distinguere quando dico “adoro x” rispetto a “x fa schifo”, e comportarsi di conseguenza.

LiveJournal + Six Apart = super robot

Il fondatore di LiveJournal risponde in maniera del tutto soddisfacente a chiunque potesse nutrire dubbi sull’acquisto di Livejournal da parte di Six Apart:

Perchè Six Apart compra LiveJournal ? Per molte ragioni:
* Le nostre aziende sono più simili che diverse;
* Entrambi usiamo Perl.
* Insieme formiamo super robot che è più forte della somma delle sue parti.
* I super robot possono combattere contro le super aziende.
* Noi rispettiamo loro, loro rispettano noi.
* Abbiamo un numero di funzioni che loro non hanno.
* Noi siamo esperti nel creare siti di comunità “concentrate su se stesse”, mentre i loro prodotti [di Movable Type] tendono a essere “concentrati sull’esterno”. Vogliono un pò del nostro egocentrismo.
* Perchè siamo fantastici.

Le operazioni societarie che portano alla formazione di super robot non si discutono.

Six Apart comprerà LiveJournal

Om Malik, come sempre, ha lo scoop: Six Apart dovrebbe comprare LiveJournal.

Six Apart è il produttore di Movable Type (il più popolare software professionale per weblog) e gestore di TypePad (maggiore piattaforma a pagamento per weblog), LiveJournal è la maggiore piattaforma per weblog gratuiti (oltre 6 milioni di utenti).

L’acquisto sarà concluso più tardi questo mese per un mix di contanti e azioni.

Da una parte, questa fusione è una risposta tardiva all’acquisto di Blogger da parte di Google, e all’intervento di Microsoft nel blog hosting con MSN Spaces. Come osserva Photomatt, difficile capire bene cosa acquista Six Apart, a parte una grande massa di utenti: 6,5 milioni di utenti, di cui 2,5 milioni attivi e meno di 100.000 pagano qualcosa per gli account premium. La piattaforma di LiveJournal è già Open Source, ed è scritta in Perl, così come Movable Type, che è sotto attacco da una pletora di alternative Open Source (prima tra le quali WordPress).

La spiegazione dell’acquisto è forse da cercare nei 10 milioni di dollari investiti dai venture capitalists in Six Apart: devono essere fatti fruttare, ma come ? Six Apart non ha competenze nel monetizzare utenti di servizi gratuiti tramite pubblicità, non ha i vantaggi in questo campo che hanno Google (AdSense) e Yahoo! (Overture). Forse una mossa di Six Apart per essere un target più appetibile ? A questo punto, chi meglio di Yahoo! per acquistare Six Apart e avere così una sua piattaforma per blog ?

Update: è confermato ufficialmente.

Technorati watchlists

Dave Sifry annuncia Keyword Watchlist, una nuova funzione di Technorati per avere sempre sotto controllo quali blog parlino dei termini di interesse. Simile ai feed per le ricerche di Feedster. Ad esempio, ho creato una watchlist di test (modifiche legge urbani, nella vana speranza di sentirne parlare ancora), la differenza tra Feedster e Technorati è che nella lista di Feedster compare anche Punto Informatico (anche se si cerca di limitare la ricerca ai soli blog).

Per creare una watchlist è sufficiente registrarsi e cliccare su “make this a watchlist” dopo aver fatto una ricerca su Technorati. Niente di particolarmente nuovo, ma la concorrenza tra motori di ricerca è sempre gradita.

Update: Dave Sifry illustra le differenze tra le watchlist di Technorati e le ricerche di Feedster e PubSub. In sostanza, Sifry sostiene che i risultati di Technorati sono aggiornati più in fretta, sono più completi perchè Technorati indicizza i post direttamente, non solo i feed (per i feed non full-text) e rispondomo meglio a query complesse. Sifry dice anche che Technorati ha una maggiore “memoria storica” (tutti i post da due anni fa ad adesso), mentre PubSub indicizza solo “il presente”. Agli utenti la sentenza.

Tech blog o giornale ? No contest

Ogni tanto ci si chiede se i blog fanno giornalismo. Forse sarebbe meglio chiedersi se i giornali fanno ancora giornalismo.

Qix.it, 30/12/2004, Rivoluzione in arrivo da Apple?:

Sembra che Apple lancerà al prossimo MacWorld di gennaio un computer con un prezzo al pubblico di circa 500$. Il nuovo I-Mac sarebbe basato su un processore G4 da 1,25 GhZ, hard disk tra i 40 e gli 80 GB, 256 MB di RAM, USB 2.0, Fire Wire, Ethernet, Modem e Wi-Fi. Il nuovo Mac, assoluta novità, verrà consegnato senza monitor e, nei piani di Apple, dovrebbe attaccare il segmento educational. Auguri di felice anno nuovo allo zio Bill.

Repubblica.it, 4/1/2005, Un Apple da 500 dollari computer per tutte le tasche:

Secondo indiscrezioni, potrebbe essere presentato già il 12 gennaio al Macworld exhibition di San Francisco ecc. ecc.

Sono cinque giorni di differenza. Qix arriva due giorni dopo rispetto al rumour di Think Secret. Repubblica e ADN Kronos arrivano una settimana dopo …

The State of Blogs

Il Pew Internet & American Life Project ha rilasciato alcuni giorni fa un rapporto sullo “Stato dei Blog” negli Stati Uniti (rapporto completo in pdf).

Dati principali alla fine del 2004:

  • 8 milioni di Americani avevano creato un blog (7% degli utenti Internet);
  • 14 milioni di Americani avevano scritto almeno un commento su un blog (12% degli utenti Internet)
  • Sempre a fine 2004, i lettori di blog erano 32 milioni negli USA (27% degli utenti Internet, in crescita del 58%);
  • Il 5% degli utenti Internet negli Stati Uniti usa un aggregatore RSS per leggere blog e altre news (6 milioni);

Il grafico della crescita di lettori e autori di weblog è illuminante (più che raddoppiati in 18 mesi):

Infine, un altro dato interessante: il 27% degli utenti Internet leggono blog, 38% sanno cosa è un weblog, il 62% non sa cos’è un weblog. Lettori, e soprattutto autori, di blog sono i classici early-adopters, “veterani” Internet con un un elevato tasso di eduazione.

Sono curioso di conoscere i dati relativi all’Italia …