Archive for the 'Weblogs' Category

I giornali sostengono i blogger accusati da Apple

Nonostante la retorica di concorrenza, alcuni dei maggiori quotidiani americani si sono schierati a fianco dei blogger che Apple ha portato in tribunale per sapere i nomi delle fonti di indiscrezioni sui suoi futuri prodotti.

Cambio di Look II

Nuovo giorno, nuovo look. Alcuni bachi ancora da mettere a posto. Per qualche ragione, su Firefox vedo un flickr dei titoli dei post durante il caricamento, cosa che non vedo su IE. Domani troubleshooting.

Internet Anxiety Disorder

Om Malik parla di Internet Anxiety Disorder. Riconosco i sintomi: troppi tab aperti nel browser, troppi post marcati to-read nell’aggregatore, troppi link salvati su del.icio.us su cui tornare, troppi post in bozza, troppe finestre di Skype aperte.

E ogni refresh dell’aggregatore, ogni “ping” dal client di posta o dall’instant messenger, ogni link in un post, sono richiami insistenti, sirene irresistibili: nuova informazione, forse è ancora più urgente di quello che stai leggendo/scrivendo adesso.

Om Malik conlude così:

La larga banda è una gran cosa, ma ha i suoi effetti collaterali. Penso che la continua rincorsa e la vita a sei megabit/secondo saranno uno dei grandi malanni psicologici del 21esimo secolo: il disturbo da ansietà Internet. Ne state vedendo i sintomi ? Io si.

Ogni generazione vede ostacoli (quasi) insormontabili sul suo cammino. E devo essere sincero: cercare di bere da quell’idrante di informazioni che è Internet è difficile. Ma è una sfida sicuramente più facile da affrontare rispetto a passare indenne attraverso una (o un paio) di guerre mondiali. Oppure chiedersi cos’è quel rumore nella foresta, mentre si cerca disperatamente il cibo per il giorno dopo … L’essere umano è flessibile, ma ci sarà chi riuscirà ad adattarsi meglio al nuovo stile di vita, e chi avrà maggiori difficoltà.

Adesso, però, ho 10 tag aperti nel browser da leggere, devo scrivere almeno un altro post e rispondere a qualche mail, tutto prima che si scarichi la batteria del portatile (alimentatore dimenticato in ufficio!).

Giornalismo annotato

Oggi tutti parlano di Annotated New York Times: perchè leggere il NYTimes, quando potete leggere quello che i blogger dicono riguardo al NYTimes ?

Servizio prezioso, soprattutto per chi lavora al NYTimes. Link diretti a chi fa riferimento ai vari articoli, con il numero di citazioni a fianco di ogni articolo:

Annotated NYTimes
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Un interessante servizio. Spero che presto diventi inutile, quando tutti i siti dei quotidiani metteranno un bel link con il numero di citazioni degli articoli. Bastano Technorati e qualche linea di codice …

Blog pubblicitari

Hugh MacLeod di Gapingvoid ha assegnato il premio “più che sfigato della settimana” al blog pubblicitario Gourmet Station Blog.

Nel commentare il premio e la risposta del presidente dell’azienda, MacLeod fa alcune considerazioni che vale la pena di riportare per intero:

Ma c’è un punto più importante.

Il punto più importante è che molte persone e molte aziende stanno affidando ad agenzie pubblicitarie il compito di creare i propri blog. Se avete dato ad una agenzia pubblicitaria il compito di creare un blog per boi, sarei MOLTO attento, e sarei COMPLETAMENTE spietato con loro.

Subito dopo spiega perchè questo è necessario:

Il fatto è che le agenzie pubblicitarie odiano i blog. Li disprezzano completamente, anche se vi dicono diversamente. Li odiano perchè, se fatti bene, costano poco e sono facili da fare. In tutta sincerità, il loro lavoro è vendervi servizi che non sono nè economici, nè facili da fare.

Odiano i blog anche perchè in essi viene premiata l’autenticità e punita l’insincerità, mentre il modello di business delle agenzie pubblicitarie è ESATTAMENTE l’opposto.

I blog hanno un conflitto d’interessi fondamentale con il modo di condurre economicamente ed eticamente le agenzie pubblicitarie tradizionali, e non esiste proposta di servizi infiocchettata di Cluetrain (italiano) che cambierà questo fatto.

La ragione per cui ci sarà una grande offerta di servizi blog-pubblicitari, e che porterà gran parte di questi a fallire l’obiettivo, è spiegata perfettamente da Seth Godin: i professionisti del marketing cercano scorciatoie, ma non esistono scorciatoie.

Secondo Godin, infatti, ci sono tre passi indispensabili:

  1. Offrire qualcosa che la gente voglia davvero leggere;
  2. Promettere alla gente solo quello che effettivamente si è disposti a dar loro;
  3. Creare contenuti talmente notevoli da invogliare la gente a condividerli, e farlo per un periodo sufficientemente lungo.

Lezioni non facili da digerire, per il mondo del marketing e della comunicazione aziendale.

[Cross-posted su Blogo.it in forma leggermente estesa]

Update sulla pubblicità nascosta di Wordpress.org

Matt Mullenweg risponde ai critici sulla questione della pubblicità nascosta su Wordpress.org. Andy Baio su Waxy.org ritorna sulla questione, compreso un intervento della persona che aveva comprato la pubblicità su WP.org.

Alcune contraddizioni nelle risposte, soprattutto riguardo a chi è responsabile per l’hiding via CSS. Fortunatamente, la pubblicità è sparita, Google ha rimesso nell’indice WP.org, ridandogli pagerank 8, quindi chi linka WP.org non sarà danneggiato. Spero che ora gli sviluppatori di WP riescano a trovare mezzi meno controversi per finanziarne lo sviluppo.

La pubblicità nascosta di Wordpress

Ho scelto WordPress perchè era l’unica piattaforma “semplice” per pubblicare weblog con diffusione di massa.

Alla montante insoddisfazione che viene a chiunque provi a guardare dentro il codice (chiedete a Ludovico!), si aggiunge ora un passo-falso preoccupante da parte di Wordpress.org.

Su Wordpress.org sono comparse in febbraio 168.000 pagine disegnate per guadagnare con Adwords di Google su termini molto costosi (come quelli che hanno a che fare con il diabete, le cause sull’amianto e i debiti personali): quello che viene chiamato “search engine spam”.

Andy Baio di Waxy.org approfondisce la questione della pubblicità nascosta di WP.

I link sulla homepage di Wordpress.org sono nascosti ai visitatori grazie al posizionamento negativo CSS (fuori dalla finestra visibile), ma sono visibili ai motori di ricerca, un comportamento (cloaking) che Google condanna esplicitamente.

Trovo che questo sia un uso molto discutibile da parte di Wordpress.org dell’elevato pagerank (8) che deriva dal link che è presente di default su tutte le pagine di tutti i blog Wordpress. Per protesta ho tolto il link nella barra laterale e messo rel=”nofollow” su quello in fondo alla pagina.
Quello che mi colpisce negativamente è la scarsa trasparenza: la pubblicità è nascosta, il tema è saltato fuori in un forum su wordpress.org, ma è stato inizialmente soppresso da un moderatore. Non è così che dovrebbero comportarsi i responsabili di un progetto Open Source, in cui la fiducia della comunità nel lavoro degli sviluppatori è fondamentale.

Cookies indigeribili

Passato l’upgrade senza troppi problemi, ora rimane da correggere il foglio di stile e capire come mai i post nella categoria “digressioni” vengono mostrati come post normali nelle pagine degli archivi.

E poi il solito problema di WP: se un utente è logged-in e c’è un cookie attivo per il dominio chiamato name, settato da qualche altro programma, WP va in confusione sui post da mostrare (sia nelle pagine di lettura, sia nella console). Spero che nessun altro oltre a me abbia incontrato il problema. Il fatto che questo baco sopravviva da 1.2 a 1.5 mi scoraggia ancora di più sulla qualità del codice di WP.

Upgrade

Apparentemente l’upgrade a WP 1.5 è riuscito. Scrivetemi se qualcosa non va. Domani localizzazione.

Lavori in corso: upgrade a 1.5

Ok, è venuto il momento di fare un upgrade a WP 1.5. Molto spiacente se nelle prossime ore qualcosa non funzionerà.

8 milioni di weblog

David Sifry pubblica il suo periodico update sullo Stato della Blogosfera. L’ultimo update era apparso all’inizio di Novembre. Da allora, i weblog seguiti da Technorati sono saliti da 4,1 a 7,8 milioni.
Technorati - Grafico weblog

Il numero di nuovi weblog al giorno è cresciuto da 12.000 a 38.000 (lancio di MSN Spaces, crescita di Blogger, TyePad), anche se Sifry lamenta la difficoltà di depurare i dati dalla grande quantità di Spam Blogs generati automaticamente per sfruttare il peso (spropositato ?) che i motori di ricerca danno alla struttura fittamente interconnessa dei blog.
Technorati - Grafico nuovi weblog

E’ interessante come da ormai due anni il numero di weblog si raddoppi ogni cinque mesi. Non penso che una crescita di questo tipo sia sostenibile ancora a lungo, e attendo il post di domani di Sifry per vedere come la crescita del numero di weblog abbia influenzato il ritmo di posting medio dei weblog.

WordPress 1.5

E’ arrivato WordPress 1.5. Novità troppo numerose per elencarle. Appena trovo qualche minuto, faccio l’upgrade.

Jeremy Zawodny su Google e blog

Zawodny scrive a proposito di una chiacchierata fatta con Mark Jen, il blogger licenziato da Google, e contrasta questa esperienza con la (relativa) assenza di problemi da lui riscontrata nell’essere sincero sul blog e nel criticare anche aspramente le pratiche del suo datore di lavoro.

Interessante il semischerzoso invito con cui Zawodny chiude il post:

Il mio suggerimento agli impiegati di Google che davvero vogliono essere più aperti di quanto sia loro permesso: mandatemi il vostro curriculum.

Sparito il blogger fantasma di Google

Luca di Pandemia mi segnala il licenziamento dell’impiegato responsabile per il blog fantasma di Google.

Bollettino meteorologico flash: attesa per la prossima settimana una tempesta mediatica in una tazza di te sul caso.

Farò la mia parte di sproloquio al proposito.

Secondo i dettagli scoperti da Google Blogoscoped, l’intera azienda è stata informata per e-mail che “il problema era stato risolto”. Niente particolari. Lentamente si è diffusa la notiziache Jen era stato licenziato il 28 gennaio. Non si sa se il suo silenzio successivo è dovuto ad una generosa liquidazione o alle minacce degli avvocati.

Probabilmente Google è giustificata dalle violazione dei termini del suo contratto che Mark Jen ha commesso pubblicando il suo blog. Restano i dubbi sull’opportunità della mossa, sui danni all’immagine che essa causerà, sull’insicurezza di una azienda che vuole controllare i termini del discorso. Restano i sospetti sulla manipolazione degli indici del motore di ricerca (i post incriminati erano presenti nella cache di Yahoo!, non in quella di Google).

Rimane il dubbio che Microsoft tolleri meglio i critici interni rispetto a Google.

Apple e melablog.it

Visto il lancio di Melablog da parte di Blogo, d’ora in poi i miei post su Apple li troverete su Melablog. Ovviamente, verranno postati anche su Wikilab i post sul tema della distribuzione musicale e sulle nefandezze Apple dal punto di vista legale/marketing/copyright.

Lo staff di Melablog è ottimo e abbondante (Michele, Marco e Ludovico di Qix.it e Daniel). Buona lettura.

link rel=nofollow

Molta discussione in rete su una piccola questione tecnica.

Google ha annunciato che aggiungendo ad un link l’attributo rel="nofollow", il link in questione non sarà considerato nel calcolo del pagerank. L’idea è che rel="nofollow" venga utilizzato nei contesti tipo commenti nei weblog, dove gli spammer cercano di sfruttare il pagerank del blog per meglio posizionare i propri siti web nei motori di ricerca.

Ad essere sincero, non mi piace molto l’idea. Alcuni motivi:

  • Basta che pochi non lo usino, perchè gli spammer continuino a provarci, tenendo alti costi di hosting e delle contromisure. Sta succedendo adesso con il referrer spam. Si è già visto che non basta ridurre l’incentivo per eliminare lo spam sia via posta che via blog;
  • Se usato in maniera indiscriminata, punisce i link “interessanti” nei commenti. Se sono già in grado di distinguere tra spam e commenti legittimi, lo spam va eliminato, non “castrato”;
  • Se deve essere usato, come suggerisce Scoble, per poter linkare ad aziende/persone che non ci piacciono senza aumentarne il pagerank, costa fatica. Preferirei che Google e gli altri motori di ricerca accomodassero la “pigrizia” dei blogger, e fossero in grado di distinguere quando dico “adoro x” rispetto a “x fa schifo”, e comportarsi di conseguenza.

LiveJournal + Six Apart = super robot

Il fondatore di LiveJournal risponde in maniera del tutto soddisfacente a chiunque potesse nutrire dubbi sull’acquisto di Livejournal da parte di Six Apart:

Perchè Six Apart compra LiveJournal ? Per molte ragioni:
* Le nostre aziende sono più simili che diverse;
* Entrambi usiamo Perl.
* Insieme formiamo super robot che è più forte della somma delle sue parti.
* I super robot possono combattere contro le super aziende.
* Noi rispettiamo loro, loro rispettano noi.
* Abbiamo un numero di funzioni che loro non hanno.
* Noi siamo esperti nel creare siti di comunità “concentrate su se stesse”, mentre i loro prodotti [di Movable Type] tendono a essere “concentrati sull’esterno”. Vogliono un pò del nostro egocentrismo.
* Perchè siamo fantastici.

Le operazioni societarie che portano alla formazione di super robot non si discutono.

Six Apart comprerà LiveJournal

Om Malik, come sempre, ha lo scoop: Six Apart dovrebbe comprare LiveJournal.

Six Apart è il produttore di Movable Type (il più popolare software professionale per weblog) e gestore di TypePad (maggiore piattaforma a pagamento per weblog), LiveJournal è la maggiore piattaforma per weblog gratuiti (oltre 6 milioni di utenti).

L’acquisto sarà concluso più tardi questo mese per un mix di contanti e azioni.

Da una parte, questa fusione è una risposta tardiva all’acquisto di Blogger da parte di Google, e all’intervento di Microsoft nel blog hosting con MSN Spaces. Come osserva Photomatt, difficile capire bene cosa acquista Six Apart, a parte una grande massa di utenti: 6,5 milioni di utenti, di cui 2,5 milioni attivi e meno di 100.000 pagano qualcosa per gli account premium. La piattaforma di LiveJournal è già Open Source, ed è scritta in Perl, così come Movable Type, che è sotto attacco da una pletora di alternative Open Source (prima tra le quali WordPress).

La spiegazione dell’acquisto è forse da cercare nei 10 milioni di dollari investiti dai venture capitalists in Six Apart: devono essere fatti fruttare, ma come ? Six Apart non ha competenze nel monetizzare utenti di servizi gratuiti tramite pubblicità, non ha i vantaggi in questo campo che hanno Google (AdSense) e Yahoo! (Overture). Forse una mossa di Six Apart per essere un target più appetibile ? A questo punto, chi meglio di Yahoo! per acquistare Six Apart e avere così una sua piattaforma per blog ?

Update: è confermato ufficialmente.

Technorati watchlists

Dave Sifry annuncia Keyword Watchlist, una nuova funzione di Technorati per avere sempre sotto controllo quali blog parlino dei termini di interesse. Simile ai feed per le ricerche di Feedster. Ad esempio, ho creato una watchlist di test (modifiche legge urbani, nella vana speranza di sentirne parlare ancora), la differenza tra Feedster e Technorati è che nella lista di Feedster compare anche Punto Informatico (anche se si cerca di limitare la ricerca ai soli blog).

Per creare una watchlist è sufficiente registrarsi e cliccare su “make this a watchlist” dopo aver fatto una ricerca su Technorati. Niente di particolarmente nuovo, ma la concorrenza tra motori di ricerca è sempre gradita.

Update: Dave Sifry illustra le differenze tra le watchlist di Technorati e le ricerche di Feedster e PubSub. In sostanza, Sifry sostiene che i risultati di Technorati sono aggiornati più in fretta, sono più completi perchè Technorati indicizza i post direttamente, non solo i feed (per i feed non full-text) e rispondomo meglio a query complesse. Sifry dice anche che Technorati ha una maggiore “memoria storica” (tutti i post da due anni fa ad adesso), mentre PubSub indicizza solo “il presente”. Agli utenti la sentenza.

Tech blog o giornale ? No contest

Ogni tanto ci si chiede se i blog fanno giornalismo. Forse sarebbe meglio chiedersi se i giornali fanno ancora giornalismo.

Qix.it, 30/12/2004, Rivoluzione in arrivo da Apple?:

Sembra che Apple lancerà al prossimo MacWorld di gennaio un computer con un prezzo al pubblico di circa 500$. Il nuovo I-Mac sarebbe basato su un processore G4 da 1,25 GhZ, hard disk tra i 40 e gli 80 GB, 256 MB di RAM, USB 2.0, Fire Wire, Ethernet, Modem e Wi-Fi. Il nuovo Mac, assoluta novità, verrà consegnato senza monitor e, nei piani di Apple, dovrebbe attaccare il segmento educational. Auguri di felice anno nuovo allo zio Bill.

Repubblica.it, 4/1/2005, Un Apple da 500 dollari computer per tutte le tasche:

Secondo indiscrezioni, potrebbe essere presentato già il 12 gennaio al Macworld exhibition di San Francisco ecc. ecc.

Sono cinque giorni di differenza. Qix arriva due giorni dopo rispetto al rumour di Think Secret. Repubblica e ADN Kronos arrivano una settimana dopo …