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Se c’è un solo blog su Apple da avere nell’aggregatore, questo è Daring Fireball. La gemma di oggi:
Tutti quelli là fuori che ce l’hanno duro per per la storia del finder di Snow Leopard riscritto in Cocoa, hanno bisogno di ripigliarsi. Cocoa è solo una API. Non è una specie di tecnologia magica per cui spargi una tonnellata di parentesi quadre nel tuo codice e improvvisamente ti ritrovi una interfaccia utente migliore.
Dalla prospettiva dell’utente, il finder di Snow Leopard continuerà ad essere più o meno l’esatto stesso pezzo di cacca che abbiamo avuto fin dall’inizio in Mac OS X.
PS: ovviamente, non può mancare Melablog, a complemento.
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Apple rilascia i suoi iPhone e iPod Touch deliberatamente “crippled”. Ad alcuni la cosa piace poco. Ad altri piace una sfida.
Quindi, da una parte del ring abbiamo Apple che continua ad aggiornare i firmware per frustrare gli sbloccatori. Dall’altra parte abbiamo gli sbloccatori che si divertono ad aggiornare i loro “hack” per continuare a frustrare Apple.
Molto divertente vedere come l’uscita del firmware 1.1.2 per iPhone e iTouch sia addirittura preceduta dal “jailbreak” per iPod Touch 1.1.2.
Attendiamo lo sblocco dell’iPhone 1.1.2 per cominciare a tracciare un grafico del tempo medio di sblocco delle varie release del firware.
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Sembra che Apple nasconda nei brani acquistati da iTunes Plus informazioni sull’acquirente…
Ci sono diverse possibili ragioni: avere qualcuno con cui prendersela se questi brani finiscono su una rete P2P (“questo brano è disponibile in mille copie su eMule, ci devi 2,5 milioni di dollari di danni…”), riservarsi per il futuro la possibilità di disabilitare la riproduzione di questi brani su computer/ipod non “associati” all’utente in questione e così via.
Tutto sommato non vedo particolari problemi con l’inserimento di informazioni identificative, salvo il fatto che ne Apple ne Emi hanno accennato a questa forma di tracking. Sarebbe più onesto (e più efficace come deterrente) avvisare gli utenti del fatto che i brani da loro acquistati contengono questo tipo di informazioni.
Via | /.
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Sono molto curioso di conoscere i primi dati di vendita per i brani senza protezione da DRM in vendita da ieri su iTunes Plus. Finalmente iTunes offre il prodotto che avrebbe dovuto essere in vendita fin dal primo giorno: AAC a 256 kbps, con una qualità audio più che soddisfacente (per la maggior parte delle orecchie) e, soprattutto, nessuno di quei lacci e lacciuoli che peggiorano l’esperienza per il cliente senza offrire alcun concreto beneficio/protezione agli artisti e alle case discografiche.
Peccato solo per il prezzo, superiore del 30% ai brani “azzoppati” (1,29 contro 0,99 €).
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Il Consiglio dei Consumatori Norvegese ha ottenuto che la licenza d’uso e i termini di servizio di iTunes fossero dichiarati illegali, in quanto non negoziabili e vessatori.
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Per ogni iPod venduto, iTunes ha venduto una media di 21 canzoni. E il restante 99,7% dello spazio sugli iPod come è stato riempito ?

[Via Boing Boing]
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Curioso, Apple userà davvero processori Intel.
Meno curiosa è la dichiarazione di un vice-presidente Apple riportata da ZDNet:
Non permetteremo mai che Mac OS X giri su qualsiasi computer che non sia un Mac di Apple.
Chissà se la querelle sulle nuove forme di protezioni DRM di Intel ha qualcosa a che fare con questo annuncio di Apple ?
Non mi stupirei affatto: per evitare di alzare troppo i suoi costi, Apple deve usare pezzi il più possibile standard. Per evitare di dover abbassare troppo i prezzi, Apple deve mantenere il controllo sull’hardware. La soluzione ? Il trusted computing, ovvero il “computer fidato“, che dovrebbe permettere a Apple di mettere in concorrenza i suoi fornitori, senza subire la concorrenza di produttori di cloni.
A scanso di equivoci, un computer fidato sarà un computer di cui Apple potrà fidarsi. Gli utenti, invece, dovranno fidarsi solo di Apple. Il computer fidato dovrebbe offrire un ambiente “sicuro”, che garantisca la provenienza DOC dell’hardware a Mac OS X, che si rifiuterà di partire se l’ambiente non risponde ai requisiti di autenticità.
Viceversa, Apple sostiene che i suoi Mac con CPU Intel potranno far girare Windows.
Il giorno dopo l’uscita del primo Mac Intel si scatenerà la gara a chi aggirerà per primo le protezioni “anti-clone”. Mi chiedo solo se sarà sufficiente un crack a Mac OS X, o se servirà un approccio con ROM/BIOS virtuali … Immagino che la curiosità sarà presto soddisfatta.
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iCon Steve Jobs: The Greatest Second Act in the History of Business. E’ il titolo della biografia di Steve Jobs che Apple non vuole farvi leggere. Non ve la vuole far leggere al punto che è disposta a togliere tutti i libri di John Wiley dagli scaffali di tutti gli Apple Store.
Nessun commento pubblico di Apple sulla faccenda. Apple non è nuova ad una eccessiva suscettibilità sui segreti propri e del proprio fondatore. Per arrivare ad una mossa così drastica, il libro deve essere proprio interessante. La descrizione dice che è “basato su centinaia di interviste altamente non autorizzate con le persone più vicine e più care a Steve Jobs”.
[Via Ars Technica, postato anche su Melablog.it]
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Un post su Bugtraq con le prime falle del protocollo di iTunes Music Store individuate grazie ad una analisi del protocollo con PyMusique. Ennesima dimostrazione che “security through obscurity is no security”: prima o poi il meccanismo che usi viene scoperto, e allora sono ca**i.
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L’instancabile Jon Johansen questa volta sfida Apple in maniera piuttosto palese con PyMusique, una interfaccia “libera” a iTunes Music Store, che permette di accedere a iTMS, registrarsi, ascoltare i preview e acquistare musica, con alcune differenze cruciali rispetto ad iTunes: è possibile ri-scaricare la musica già acquistata (in caso di problemi con hard-disk, ecc) ma, soprattutto, PyMusique scarica i file AAC senza protezione FairPlay.
PyMusique sfrutta una debolezza di iTMS che non conoscevo: iTunes il music store trasmette i file audio senza protezioni DRM, che vengono poi aggiunte da iTunes il programma.
Prevedo che la provocazione nel nome del blog di Jon Johansen (So sue me, “e allora denunciami”) verrà accolta, con un assalto a tenaglia da parte di avvocati di Apple brandenti la EUCD e il DMCA (che proibiscono nella EU e negli USA l’aggiramento delle protezioni anticopia) e da parte degli sviluppatori di iTunes che cercheranno di chiudere la falla, costringendo tutti i clienti ad un upgrade.
[Via Boing Boing, cross-posted su Melablog.it]
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E’ disponibile ALAC, un decoder open source per ascoltare il formato lossless di Apple senza iTunes.
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[Questo post è pubblicato anche su Melablog.it]
Su OSDir una intervista a FutureProof, il mantainer di JHymn, una interfaccia in Java per Hymn, il software che consente di “liberare” i propri brani acquistati da iTunes.
Hymn sta per Hear Your Music aNywhere. E’ utile a tutti coloro che avendo acquistato un brano su iTunes desiderano gestirselo come meglio gli pare. O, come spiega meglio FutureProof:
Quello che dico è che sto cercando di ottenere la stessa flessibilità di usare la mia musica che si ottiene comprando un CD e “rippandolo”, e che i miei sforzi non aiutano la pirateria più di quanto l’esistenza dei CD aiuta la pirateria.
Si incontrano problemi quando si usano prodotti di terze parti come EyeHome e Squeezebox, e quando si perdono le autorizzazioni ogni volta che un computer va in crash oppure si rompe.
Tra gli schemi DRM, devo ammettere che quello di Apple è uno dei migliori per gli utenti. Ma è come dire “ahh, queste manette sono proprio comode.”
[Via Boing Boing]
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Visto il lancio di Melablog da parte di Blogo, d’ora in poi i miei post su Apple li troverete su Melablog. Ovviamente, verranno postati anche su Wikilab i post sul tema della distribuzione musicale e sulle nefandezze Apple dal punto di vista legale/marketing/copyright.
Lo staff di Melablog è ottimo e abbondante (Michele, Marco e Ludovico di Qix.it e Daniel). Buona lettura.
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Hugh Mac Leod ha una interessante osservazione sulle differenze tra Apple e Microsoft. Cito in full:
Quindi, prima ho chiesto a Robert Scoble di Microosft quale sia la loro prossima grande idea.
Robert replica dicendo che la risposta è “Vendere quello che abbiamo”.
Robert, quella non è una “grande idea”. Si può definire a malapena una “idea”.
Un paio di mesi fa ho definito liberamente la “Creatività” come “quel posto dove lavoro e divertimento diventano la stessa cosa”.
A Microsoft manca una certa giocosità. Al loro grande rivale, Apple, non manca [certo, Apple ha altri problemi ecc.].
Apple chiama il suo nuovo OS “Tiger”. Microsoft chiama il suo nuovo OS “Microsoft Windows XP Media Center Edition 2005″.
Cielo, neanche so cos’p e già mi sta annoiando.
Apple ha “Newton”. MS ha “Microsoft Windows Tablet PC Edition”.
Eccoli, mi stanno annoiando di nuovo.
Apple ha l’iPod. Microsoft ha l’iRiver H320 Digital Music Player.
Noioso noioso noioso noioso noioso….
Chiaramente, Microsoft ha altri vantaggi rispetto a Microsoft, ma le osservazioni mi sembrano azzeccate.
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Oggi non sarà un altro Apple day come ieri, però una notizia è abbastanza importante: Apple ha annunciato i risultati dello scorso trimestre (terminato il 25/12). Oltre 4,5 milioni di iPod venduti (sestuplicate le vendite in un anno).
Gli AppleOttimisti saranno felici di sapere che in un anno le vendite sono quasi raddoppiate (3,49 miliardi di dollari nel trimestre) e che gli utili sono stati di 295 milioni di dollari in un solo trimestre, e vedranno questi soldi come le risorse con cui Steve Jobs potrà dominare la multimedialità e rilanciare Apple alla grande anche nei computer.
Gli ApplePessimisti interpreteranno i soldi accumulati da Apple come un qualcosa che permetterà di prolungare un pò l’agonia ma non cambia l’inevitabilità della sconfitta da parte dei soliti noti.
I realisti vedranno un segnale incoraggiante, saranno felici del fatto che la continuata salute di Apple sul mercato musicale costringerà Microsoft ed altri a fare maggiori sforzi e migliorare i propri prodotti e servizi.
iTunes è in utile (appena), ma i dirigenti di Apple hanno affermato che sono disposti a tagliare i prezzi ed andare in perdita, se necessario, pur di continuare a crescere: “Vendere musica ci aiuta a vendere iPod, che ci aiuterà a vendere computer”.
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Michele fa alcune acute osservazioni sul più importante non-evento del MacWorld: Apple non darà (ancora) in licenza il sistema FairPlay che sta dietro ad iTunes Music Store.
Devo ammettere che sono allergico all’approccio estremamente proprietario di Steve Jobs e Apple. Non dare nulla in licenza, tenere per se le tecnologie e essere ammiraglio in una pozzanghera piuttosto che capitano in un oceano.
Detto questo, in questo momento i fatti danno ragione ad Apple. Steve Jobs ha dichiarato che considererà la concessione di FairPlay in licenza quando la quota di mercato di iTunes / iPod scenderà sotto il 50%.
Attualmente Apple domina il mercato online della musica (70% la quota di iTMS). Gli spazi per la competizione sul prezzo sono spaventosament ristretti a causa dell’esosità delle royalty rispetto al prezzo finale.
La dominanza del mercato dei lettori MP3 è imbarazzante per gli altri produttori. Se gli altri si avvicinassero, Apple abbasserebbe i prezzi. Per ora la mind-share e il cool-factor dell’iPod è tale da consentire un grosso margine sul prezzo: Apple non riesce a star dietro alla domanda.
Microsoft avrà anche concesso in licenza WMA a chiunque lo voglia. Ma sono sicuro se Apple desse in licenza FairPlay, nelle aziende che avessero firmato accordi esclusivi il boia avrebbe molto da lavorare per sfoltire i ranghi dei manager incompetenti. Tutti farebbero la fila.
Conclusione: Jobs dovrebbe fare errori molto più grossi di quelli commessi negli anni ‘80-’90 per giocarsi la leadership attuale. Adesso sembra più saggio e il suo “reality distortion field” sembra rafforzato (probabilmente le mie considerazioni ne sono affette!). Basti vedere come sono stati accolti i nuovi prodotti. Un grosso successo di Mac Mini relativo a Windows Media Center lo confermerebbe.
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Continua la simpatica abitudine di considerare un cambio €/$ alla pari. Almeno adesso l’IVA è compresa.
Tra i prodotti presentati al Mac World, il Mac Mini costerà 499€ (1,24 GHz, 40 GB) e 599€ (1,42 GHz, 80 GB). Stima di spedizione, 29/1/2005.
L’iPod Shuffle costerà 99€ (512 MB) e 149€ (1 GB), compreso l’odioso compenso per la copia privata. 3,46€ per il piccolo, 6,91 per il grande di donazione alla SIAE. Tempo di spedizione stimato in due settimane.
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Gli annunci del discorso di Steve Jobs al Mac World:
- iPod Shuffle (“Enjoy uncertainty”, goditi l’incertezza), il lettore flash MP3 è grande come un pacchetto di gomme da masticare, senza schermo, leggerissimo. In commercio da subito, a 99$ la versione da 512 MB, 149$ per quella da 1 GB;
- Mac Mini è l’iMac senza monitor nè tastiera nè mouse. Dimensioni 15cmx15cmx6,2cm, peso 1,5 kg, soliti ingressi e uscite (USB 2, Firewire, VGA/DVI, audio, Ethernet, modem),il prezzo è quello di cui si parlava fin dall’inizio, 499$, compreso Mac OS X e iLife per un G4 1,25 GHz, 256 MB RAM, 40 GB HD, Radeon 9200. Niente iHome, quindi, che si dimostrato un fake completo);
- Novità varie su Tiger (prox versione di Mac OS X);
- Novità varie per iLife (software multimediale personale, GarageBand con supporto per 8 tracce audio, iPhoto con supporto video e iMovie con supporto per video ad alta definizione);
- iWork è la rinnovata la suite di produttività personale, che comprende Keynote 2 (presentazioni) e Pages, il nuovo word processor. Costo 79$.
Update: aggiunti link e foto del retro del Mac Mini.
iPod Shuffle:

Mac Mini:

Mac Mini ports:

[Via Slashdot, Gizmodo]