Google è davvero decisa a non far buttare via niente della posta che arriva su GMail: pensavo che, arrivato a 2.000 MB (o a 2.048), il counter dello spazio disponibile si sarebbe fermato. E invece no: dopo alcuni giorni è salito a 2.067 MB, e continua. Su Google Blogoscoped una stima del ritmo di aumento: 3,5 megabyte al giorno, cioè 1,25 GB all’anno.
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Molta attenzione al video di questi tempi, per Google.
Da una parte, è in arrivo Google Personal Video, che permetterà l’upload di video personali e la loro indicizzazione da video.google.com. Pochi dettagli, anche perchè la questione è molto spinosa. Come evitare il copyright infringement ? Come evitare che vengano caricati contenuti vietati tipo pedo-pornografia ? Sono molto curioso di conoscere l’esatto funzionamento.
Un altro aspetto interessante è l’uso di una versione in tempo reale di Google Zeitgeist da parte di Current, il canale televisivo via cavo di Al Gore. L’idea, per dirla con Search Engine Journal, è:
Le notizie non sono quelle che la rete pensa dovreste sapere, ma quello che il mondo sta cercando di sapere.
Interessante e preoccupante al tempo stesso. Spero che usino i trend di crescita anzichè i numeri assoluti, altrimenti gli spettatori di Current si preparino ad infiniti approfondimenti su Madonna, Britney Spears e Paris Hilton …
[Via John Battelle]
Quanto manca per avere maps.google.it ? Oggi il meraviglioso giochino delle mappe di Google si è arricchito con le immagini via satellite, un primo uso del database acquisito con Keyhole.
E’ sufficiente scegliere “Map” o “Satellite” in alto a dx e si passa dalla visione cartografica a quella da satellite.

Nel seguito le due modalità alternative. [Via John Battelle]
Continue reading ‘Google Maps e Keyhole’
Non sembra un pesce d’aprile: Gmail Cresce. Nei prossimi giorni lo spazio disponibile negli account GMail verrà portato a 2 GB, ma il piano sembra quello di continuare a far crescere lo spazio man-mano che i costi di storage decrescono. Per ora il mio è stato portato a 1.125 MB:

E’ anche comparso un menu “rich formatting”, per le persone cui piace arricchire di stili, decorazioni e colori il testo dei propri messaggi:

Update: Lo storage cresce a vista d’occhio, ora 1.256 MB:

Google acquista Urchin, il produttore di uno dei sistemi più usati per l’analisi delle statistiche di accesso ai siti web. Google lo annuncia come l’aggiunta di altro strumento per aggiungere valore alla pubblicità AdSense e massimizzarne l’efficacia [Via John Battelle].
Dopo un lungo silenzio, Mark Pilgrim ricompare e annuncia il rilascio di Butler, un piccolo progetto che darà un mondo di fastidio a Google:
- Toglie la pubblicità e mette a posto i font su buona parte delle pagine di Google;
- Aggiunge link appropriati (”Try your search on …”) alle pagine di ricerca di Google (sia sulla principale che su News, Immagini, ecc.);
- Toglie le restrizioni di salvataggio alle pagine di Google Print.
Ora immagino che altri hacker aggiungeranno funzioni, mentre Google cercherà di tappare i buchi … speriamo non troppo in fretta.
Per installare Butler è necessario avere anche Greasemonkey.
Google ha annunciato la versione finale di Google Desktop Search. Diversi cambiamenti importanti, tra i quali l’aggiunta per la ricerca nei file PDF, nelle mail di Thunderbird e nei dati di Firefox.
Un altro cambiamento rimedia ad uno dei difetti più grossi della versione beta. GDS ora include una interfaccia di programmazione che permette a sviluppatori esterni di creare plugin di ricerca, cioè di aggiungere a GDS il supporto per cercare all’interno di nuovi formati di file. GDS offre anche un interfaccia per aggiungere funzionalità di ricerca alle proprie applicazioni (non solo quelle di GDS, quelle di Google in genere).
Un ultima modifica: la possibilità di usare una casella di ricerca che galleggia al di sopra della scrivania, indipendente dalle finestre del browser.
Come osserva John Battelle:
Google comincia a fare a Windows quello che Windows fece a DOS.
E’ attesa a giorni la risposta di Yahoo!, Microsoft, ecc. Purtroppo, GDS continua ad essere disponibile solo per Windows XP o Windows 2000 SP3+.
Basta solo il nome del blog per obbligarne la lettura: Like A Crusted Shipwreck Salvaged From The Deep (Come un relitto incrostato recuperato dal profondo).
Se non basta il nome, cito un brano che dovrebbe convincere a leggere almeno l’articolo in cui vengono messi in prospettiva i supposti pericoli anti-competitivi (citati da Dave Winer) del sistema di autolinking della nuova toolbar di Google:
“Il punto per autori ed editori è se i lettori sanno che stanno leggendo testo che è stato modificato“. Ed è così ambiguo! E’ vero, perchè la pagina sia modificata dalla Google Toolbar, il bottone “AutoLink” deve essere premuto ogni volta (non lo fa automaticamente), e la prima volta che si preme il bottone, viene fuori una finestra pop-up che spiega tutto. Per quanto mi riguarda, penso che sia di gran lunga insufficiente! Dovrebbe sentirsi un potente claxon, lo schermo dovrebbe lampeggiare, e l’utente dovrebbe ricevere una telefonata da un impiegato di Google che spieghi l’incredibilmente ambigua e possibilmente-accidentale premuta del bottone. Dopo tutto, l’utente potrebbe non accorgersi che aveva alterato il contenuto della pagina, se è incredibilmente smemorato o stupido.
L’autore prosegue in questa vena sulle altre 3 principali critiche, poi risponde di nuovo a Winer.
Un ottima analisi di come funziona Google Maps. Almeno, di come funziona il frontend. Come funzioni il backend e come faccia a reggere il carico rimane un mistero.
Zawodny scrive a proposito di una chiacchierata fatta con Mark Jen, il blogger licenziato da Google, e contrasta questa esperienza con la (relativa) assenza di problemi da lui riscontrata nell’essere sincero sul blog e nel criticare anche aspramente le pratiche del suo datore di lavoro.
Interessante il semischerzoso invito con cui Zawodny chiude il post:
Il mio suggerimento agli impiegati di Google che davvero vogliono essere più aperti di quanto sia loro permesso: mandatemi il vostro curriculum.
Luca di Pandemia mi segnala il licenziamento dell’impiegato responsabile per il blog fantasma di Google.
Bollettino meteorologico flash: attesa per la prossima settimana una tempesta mediatica in una tazza di te sul caso.
Farò la mia parte di sproloquio al proposito.
Secondo i dettagli scoperti da Google Blogoscoped, l’intera azienda è stata informata per e-mail che “il problema era stato risolto”. Niente particolari. Lentamente si è diffusa la notiziache Jen era stato licenziato il 28 gennaio. Non si sa se il suo silenzio successivo è dovuto ad una generosa liquidazione o alle minacce degli avvocati.
Probabilmente Google è giustificata dalle violazione dei termini del suo contratto che Mark Jen ha commesso pubblicando il suo blog. Restano i dubbi sull’opportunità della mossa, sui danni all’immagine che essa causerà, sull’insicurezza di una azienda che vuole controllare i termini del discorso. Restano i sospetti sulla manipolazione degli indici del motore di ricerca (i post incriminati erano presenti nella cache di Yahoo!, non in quella di Google).
Rimane il dubbio che Microsoft tolleri meglio i critici interni rispetto a Google.
Notevolissime le mappe di Google. Spero arrivino presto in Italia. Come al solito interfaccia essenziale e grandissime potenzialità. E’ possibile trascinare la mappa, zoomare, ecc. Un pò curiosa la scelta del doppio click per centrare la mappa.
Molto ben realizzate le funzioni di navigazione (percorso da … a). Cliccando sulle varie tappe del percorso viene fuori un fumetto con il dettaglio della tappa.
La stessa cosa succede quando si cercano negozi o ristoranti: compaionon indicati sulla mappa, cliccando sulla lista compare un fumetto con i dettagli, la possibilità di visualizzare un percorso per andarci, link al sito web, ecc.
Fate una visita sul tour guidato.
Come al solito Google ha fatto un grosso salto in avanti in una categoria. Ora gli altri dovranno rincorrere.
Ora l’Italia, per favore!
[Via Boing Boing]
Aggiornamento per Google Images (che di recente era stato criticato per essere troppo lento nell’includere nuove immagini). Oltre all’espansione del database delle immagini, ora i risultati di Google Images dovrebbero anche essere proposti (quando rilevanti) nelle ricerche sulla pagina principale.
Alcune notizie sui motori di ricerca:
- Y!Q, la ricerca contestuale di Yahoo!, in fase sperimentale. Analizza il contenuto della pagina oggetto della ricerca, decide quali sono i concetti rilevanti nella pagina e offre risultati relativi a tutti i concetti. Disponibile su Yahoo! News, su qualsiasi pagina web grazie ad una Demo Bar o come estensione Firefox, o come tag da inserire nel proprio sito web
- Google aggiunge Local alla home page e definizioni dei termini da Answers.com.
- Articolo di Wired sull’importanza di essere nelle prime pagine dei motori di ricerca … e sulle promesse degli ottimizzatori (SEO). Gli SEO sono utili per chi fa siti ma deleteri per chi fa ricerche. Fortunatamente tutta questa concorrenza dovrebbe spingere Google ad affrontare meglio il problema, ultimamente la qualità dei risultati sta scadendo …
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Google è ora un “registratore approvato di domini“. Visti i margini ridicoli, è probabile che sia una mossa per poter offrire un servizio premium con Blogger (o anche gratis, la grande G è sempre in grado di stupire).
Interessante questa storia sulla comparsa e poi sparizione dei post da un weblog su Blogger apparentemente scritto da un impiegato di Google (99zeros).
E’ tutto da verificare che Mark Jen fosse effettivamente un impiegato di Google. E se lo è, probabilmente ha scritto cose in disaccordo con la company policy e, quando avvisato, ha ritenuto di cancellare i contenuti “inadatti”. E fin qui, non ci sono particolari problemi.
Il mistero salta fuori quando ci si chiede come mai i post incriminati si trovino nella cache di Yahoo! e non nella cache di Google. Visto che Googlebot sembra marginalmente più assiduo di Yahoo! Slurp nell’indicizzare le pagine, mi sorprenderebbe se i dati non fossero mai entrati nel database di Google. E se così è, ma i risultati non compaiono nella cache, Google avrebbe tolto manualmente le pagine dal DB, cosa che afferma di non fare mai.
Sono curioso degli sviluppi …
Update: che arrivano puntali, di nuovo da John Battelle in un update del post originale. Sintetizzando:
- Google conferma che era un dipendente “novello” che ha violato regole di disclosure interne;
- Quando il management glielo ha fatto notare, ha reagito togliendo tutto;
- Dopo averci dormito su, si sono seduti attorno ad un tavolo e si sono accordati sul rimettere i post dopo aver tolto le cose più “sensibili”;
- Google nega con decisione di aver tolto i contenuti dal DB, sostiene semplicemente che il bot non era ancora arrivato ad indicizzare … imbarazzante se vero visto che Yahoo ci era arrivato, grave se falso … Immagino che non sarà facile essere sicuri della verità.