Archive for the 'Tech' Category

Milano partecipa ?

Milano non è che sia una città nota per essere “partecipativa”. Frenetica, magari. Egoista, certamente.

Epperò, il nome Milano Partecipa mi piace. Così come mi piace il manifesto per un Internet pubblico a Milano.

Please-please-please: Wi-fi a tappetto su tutta la città. E qualcuno raggranelli la decenza di sbatter via gli idioti ostacoli ad un programma del genere frapposti dai vari decreti Pisanu.

Faccio fatica ad accettare leggi che danno per scontato che l’anonimato nelle comunicazioni sia un rischio sempre e comunque per la società civile, soprattutto quando arrivano da un parlamento farcito da persone con conti cifrati in Svizzera e fiduciarie in Lichtenstein.

Chissà perchè sono sempre l’anonimato e la privacy altrui ad essere una minaccia …

Regole + Regolatori != inefficienza economica

Alcuni giorni fa, nel cercare di spiegare il mio “credo politico” ho scritto:

chi crede nella libertà in economia, spesso non crede nelle misure necessarie a tener viva questa libertà. Una economia di mercato per me non è uguale al “capitalismo di rapina” in cui si finisce in mancanza di forti leggi e autorità che tutelino la concorrenza. Di nuovo, è uno dei motivi per cui non mi piace la destra italiana.

Suggerisco, a chi non è d’accordo con quanto scritto, la lettura dello studio Jones Day / SPC Network, che evidenzia come, nel settore delle telecomunicazioni, i paesi Europei con regole di tutela della competizione più efficaci e regolatori indipendenti con forti poteri di intervento godano di maggiori investimenti nei servizi, di una maggiore varietà e qualità dei servizi stessi che hanno anche prezzi più bassi per gli utenti finali.

La risposta a chi dice che se si legano troppo le mani agli operatori di un settore essi non investiranno più si trova comparando paesi come la Gran Bretagna (regole e regolatori efficaci), dove si investono 184$ pro-capite nei servizi e nelle reti TLC, con Germania e Grecia (regolatore e legislatore clementi con gli ex-monopolisti), dove gli investimenti pro-capite scendono a 68$. Poco più di un terzo.

I paesi che hanno regole efficaci e regolatori indipendenti con forti poteri di interventi possono aspettarsi servizi migliori e meno costosi, con il relativo impatto sulla crescita economica e culturale.

E noi ? Noi abbiamo la legge Gasparri e il TAR.

[Via /.]

Who’s afraid of the big bad G

Wired fa una rassegna di chi ha paura di Google. Interessante la dichiarazione del direttore vendite di Google (”Stiamo cercando di trovare modi per non essere visti come un gorilla”) e la battutina dell’autore del pezzo (”Viste le sue ambizioni smisurate, questa è una ricerca che neanche a Google potrebbe riuscire”).

E’ interessante vedere come Google si stia trasformando rapidamente nel “lupo cattivo”, nonostante non ci sia ancora (quasi) nulla che indichi una tendenza ad abusare delle sue posizioni dominanti.

Interessanti anche le considerazioni di Ludo su come Google possa dimostrarsi un potentissimo motore per scoprire violazioni di copyright, e come, incrociando i dati del “eternal cookie” con i dati che potrebbe raccogliere da Google Analytics, Google possa saperne ancora di più sulle abitudini degli utenti Internet. E in questo caso, ancora più di abusi da parte di Google, mi preoccupa ancora di più la potenzialità che gli apparati statali hanno di abusare di questi dati: basta un mandato dal giudice, e via tutte le mail su gmail, le ricerche effettuate, il click-trail …

Senza dimenticare la possibilità di abuso da parte dei privati: già mi immagino le cause di divorzio in cui gli avvocati chiedono al giudice il mandato per ottenere da Google i dati sulle ricerche e visite XXX effettuate dal marito, accusato di infedeltà virtuale …

P.S. Per chi rimanesse perplesso dal titolo: consiglio l’ascolto dell’mp3 che trovate su questa pagina.

MSFT perde 126 $ per ogni XBox 360 venduta ?

Whoa. Che male! Secondo BusinessWeek, Microsoft perderebbe circa 126$ per ogni XBox 360 venduta. Chissà, magari un giorno le entrate da licensing permetteranno di fermare questa colossale emorragia di denaro. O, magari, un giorno gli azionisti MSFT si chiederanno se non era meglio ricevere un bel dividendo da (126$ * numero XBox 360 vendute) …. [Via /.]

Il G-Kombinat perde colpi

Cosa succede alla Grande G, in questi giorni ? Le sue un tempo mitiche beta non sembrano più dei prodotti finiti, ma delle buone vecchie Alpha malfunzionanti (e.g. problemi con Analytics e Site Flavored). Oggi GMail perde colpi, consegnando ora una mail di due minuti fa, ora una mail di due ore fa.

Problemi di crescita ? Passo più lungo della gamba ? Googlers disperati che lottano contro la singularity ?

Techno-rapture or mundane breakage ?

Blog che vai, pubblico che trovi

Sto sperimentando MeasureMap su Autoblog.it e Downloadblog.it. E’ molto piacevole sia graficamente che da usare, e permette di approfondire bene molti aspetti. E’ molto immediata la grafica delle percentuali di browser usati dagli utenti, che fa balzare agli occhi la differenza tra il pubblico dei due blog.

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Skype 1.3.0.57 e 10 minuti di SkypeOut in regalo

Versione 1.3.0.57 di Skype per Windows. Qualche bugfix.

Luca Conti mi segnala che oggi si possono avere 10 minuti di SkypeOut in regalo. Basta entrare nella pagina del proprio Account e richiederli. Mi sembrava di ricordare 10€, ma pazienza …

Bittorrent dentro Opera e presto dentro Firefox ?

E’ disponibile una versione di preview di Opera che include supporto per Bittorrent (sul sito ftp di Opera).

Che gli utenti Firefox non disperino, però: un client Bittorrent realizzato con XUL/XPCOM è in lavorazione (firepuddle, pozzanghera di fuoco), tra i progetti Mozilla che partecipano a Google Summer of Code. Magari ora un plugin Bittorrent per Firefox (o meglio, funzionalità BT built-in) seguirà in fretta.

Gizmo, l’anti-Skype di Michael Robertson

Micheal Robertson non si ferma mai. Il fondatore di MP3.com e Lindows (ora Linspire) ha deciso che è il momento di bersagliare Skype. E quindi, Gizmo Project, un programma VoIP gratuito basato sugli standard aperti SIP. Contrariamente a molti telefoni software SIP, Gizmo ha prestato una certa attenzione all’interfaccia utente.

Tra le funzionalità di Gizmo, voice mail gratuita, possibilità di registrare le telefonate, una mappa su cui visualizzare la posizione del chiamante e la possibilità di ascoltare musica insieme durante una telefonata.

Un po’ di concorrenza seria farà solo bene, sia a Skype che agli utenti. C’è sempre il rischio del lock-in. Spero che Gizmo aiuti a ridurre l’opacità di Skype.

[Via Om Malik]

Google Maps Api

Google apre l’interfaccia di programmazione per includere immagini da Google Maps nelle proprie pagine web, aggiungendo i propri overlay (tipo marker, linee curve che seguono i percorsi, ecc). Sono curioso di vedere quali servizi salteranno fuori.

Yahoo! e Google, la ricerca diventa personale

Google Personalized Search: ordina i risultati in base alle ricerche fatte in passato. La FAQ racconta come funziona.

Per non essere da meno, Yahoo! apre la beta di My Web 2.0. Ricerche “sociali”, con la possibilità di salvare le pagine, aggiungere tags (”etichettarle”), condividerle con i propri contatti entro due gradi di separazione. cerca di spiegare come mai è uno strumento interessante. Il caldo mi impedisce di dilungarmi sull’importanza della “ricerca sociale”. Fortunatamente, Many-to-Many fa un ottimo lavoro (come al solito). Da leggere anche i commenti di Andy Baio.

A Google non piace Greasemonkey

Il più grave difetto di GMail è, a mio parere, la mancanza del tasto “delete”.

Visto che Google si rifiuta di aggiungerlo, alcuni hanno realizzato un tasto delete per GMail usando Greasemonkey. Attenzione, però: chi lo usa rischia di trovarsi chiuso fuori dal suo account GMail per un tempo variabile da 1 minuto a 24 ore, a causa di un “uso insolito dell’account“.

Ora, capisco che Google voglia conservare un certo controllo sulla “user experience di GMail” ma non capisco perchè debba essere così fastidioso cancellare definitivamente la propria posta. Tasto delete, shortcut “d”. Per favore.

[Via John Battelle]

Jon Johansen “apre” il Google Video Player in 24 ore

Curioso: la versione di VLC usata in Google Video è modificata per leggere file solo dai server di Google.. Jon Johansen ha individuato la modifica e offre una patch per eliminare questa restrizione, che a prima vista è inutile, ma probabilmente è “giustificata” dal fatto che Google paga le royalties per alcuni codec MP4, e una limitazione dell’ambito di utilizzo del player forse consente a Google di pagare qualcosa di meno.

Poco importa: il sorgente è aperto e le modifiche necessarie sono pubbliche.

[Via Boing Boing]

Google Video e VLC

Oggi Google dovrebbe finalmente aprire la sezione dei video caricati tramite Google Video Upload, con una interessante funzione di playback in-browser dei video, realizzata usando il media player Open Source VLC.

La notizia interessante su più fronti, primo di tutti quello delle prospettive dirompenti di lungo periodo sull’esistenza stessa della televisione nella sua forma attuale.

Nel frattempo, Google Video sarà un enabler di nuovi business basati sul video per tutti coloro che hanno progetti ambiziosi e ai quali sono finora mancati l’accesso ad una infrastruttura distributiva o i fondi per crearne una nuova.

La notizia è eccezionalmente buona per l’involvement di Google nello sviluppo di VLC, che potrà finalmente diventare una alternativa credibile a Windows Media Player per il grande pubblico (si, lo so che VLC è già una eccellente alternativa, per il ristretto pubblico di noi zeloti del software libero).

Interessante la notizia che tutto il materiale video caricato nella categoria “free” su Google Video Upload è stato controllato da occhi “umani” per verificare l’assenza di materiale “adulto” o coperto da copyright di terzi.

Corriere Birichino sui segreti militari

Ieri , la questione dei “segreti militari” svelati da Google ha fatto rapidamente il giro della rete, in Italia.

Oggi, con grande tempestività se ne occupa il Corriere. Mutuando in gran parte i link presenti nell’articolo di approfondimento di Luca De Nardo, ma guardandosi bene dal citare Alessandro Ronchi, Luca Conti o De Nardo stesso.

No attribution = No follow. D’ora in poi tutti i link al Corriere su Wikilab saranno del tipo rel=”nofollow”, per evitare non dare pagerank a chi si comporta in maniera poco trasparente. Non c’è niente di cui vergognarsi nel citare le fonti, molto nel non farlo.

Update: Il Corriere ha aggiornato l’articolo, citando la fonte. Ottimi tempi di reazione, si cita una dimenticanza in buona fede. Spero che si diffonda in tutta la stampa Italiana, l’abitudine dell’attribution. Forse è vero quello che dice Ludo: l’attitudine ad Internet della “istituzione” Corriere sembra positiva.

Google Maps e le basi militari

Probabilmente ci saranno teste che rotoleranno e militari molto incazzati nei prossimi giorni: Google Maps Italia mostra foto via satellite dettagliate di buona parte delle installazioni militari più sensibili in Italia: Decimomannu, Aviano, etc. Con tanto di aerei militari visibili sulle piste.

Manca la base dei sottomarini nucleari a S.to Stefano, ma sembra perchè non ci sono foto dettagliate dell’Arcipelago della Maddalena. C’è la base della Marina a Taranto. Basta cercare un po’ e si trovano.

Sono abbastanza incuriosito da quello che succederà: è una chiara violazione del codice sul segreto militare. Sia Italiano che USA. Per quanto obsoleto.

Update - Link per i curiosi: L’articolo originale di Alessandro Ronchi e gli approfondimenti di i-Dome,

[Via Motori di Ricerca].

Google Maps sbarca in Italia - Quasi

Grazie alla segnalazione di Luca di Motori di Ricerca, vedo che finalmente le foto da satellite di Google Maps coprono anche l’Italia (e.g. Duomo di Milano).

Ci sarà sicuramente una spiegazione, per il fatto che la cartografia mostra solo i corsi d’acqua. Non le strade. Non i nomi dei luoghi. Non le aree verdi. Solo fiumi e laghi. Nell’immagine, l’affascinante bacino idrografico del Po.

height=’295′ alt=’Google Maps - Pianura padana’ />

ADSL a basso prezzo: Italia e Francia

Continua ad evolversi con grande rapidità il mercato delle ADSL in Francia. Ora si è infranta la barriera dei 20€ per l’offerta base.

Quindi abbiamo una offerta da 640/256 kbps a 19,95€ e una 4 Mbps a 29,95€.

Segnali molto incoraggianti: gli Italiani che usano Internet spendono in media 15€ al mese. Quando l’ADSL flat arriverà a quella cifra, l’adozione di massa della larga banda dovrebbe diventare molto più veloce.

Purtroppo, rimaniamo piuttosto indietro, rispetto a mercati in cui la competizione è più feroce. In Francia le offerte di LibertySurf (acquistata di recente da Telecom) l’offerta base è da 14,95€ (fino a 8 Mbps), quella “veloce” è da 29,95€ (fino a 20 Mbps). Vedere listino.

Il prezzo dell’ADSL dipende da quanto il regolatore incoraggia la competizione. Telecom, giustamente, lavora per i propri azionisti. Ergo, cerca di ottenere il massimo guadagno dalla propria rete. Sia per le ADSL al dettaglio che per quelle all’ingrosso. Dai prezzi è semplice dedurre una mano meno severa del regolatore …

Quindi, un applauso a Telecom per le nuove offerte e uno a Tiscali per le offerte in unbundling che spingono verso prestazioni sempre più alte.

Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi, verso il basso (prezzi) e verso l’alto (prestazioni).

Google Wallet

Kottke parla di Google Wallet, un nuovo elemento nel piano di Google per dominare il mondo.

Google Wallet dovrebbe essere un sistema per pagamenti online di piccolo taglio, cioè un competitore per PayPal. Molti, come Yahoo! e eBay hanno già provato a fare concorrenza a PayPal, senza molto successo.

Un sistema di pagamenti online di Google partirebbe con una grande base di utenti potenziali: tutti coloro che usano AdSense. Anche chi vuole usare Google Video per vendere propri filmati sarebbe un potenziale cliente di Google Wallet. Inoltre, Google Wallet potrebbe avvantaggiarsi del single sign-on che Google sta sviluppando per tutti i suoi servizi (GMail, Blogger, Google Groups, ecc).

Il fatto che Google debba sviluppare tutta la parte di rapporti con le banche non è un grosso ostacolo: lo sta comunque facendo per la gestione dei pagamenti di AdSense, i pagamenti del nuovo Google Store e per i futuri servizi a pagamento di Gmail.

Update: conferme anche da John Battelle su Google Wallet, che riporta un link alla versione free dell’articolo del WSJ, segnalata dal solito Carl Bialik (che deve essere abbonato a qualche ricerca di Feedster per fare le PR nella blogosfera del WSJ). Seach Engine Watch ha i dettagli della payment compay creata da Google in California.

DivX 6

Ho un po’ trascurato DivX 6, ma vedo che molti cercano notizie al riguardo. Novità:

  • Possibilità di creare menu, tracce audio multiple, sottotitoli, ecc;
  • Miglioramenti di qualità e di rapporto di compressione;
  • DivX Converter, una semplice interfaccia grafica drag & drop per la conversione di file video;
  • In arrivo nel prossimo futuro un nuovo codec (Helium, ora in beta) e supporto per surround sound.

Nel forum di Doom9.org maggiori particolari e commenti su DivX 6.