Google e Skype investono in FON, 21 milioni di dollari. Un piccolo investimento in una grande comunità per la condivisione degli accessi Wi-Fi. Un grosso avvertimento a chi vuole ergersi a casellante dei flussi di traffico della rete. Qualcosa tipo “lasciate in pace i nostri pacchetti o faremo terra bruciata attorno al vostro Internet access business” ?
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Network Neutrality
Da Om Malik le dichiarazione al Financial Times di Mr. Whitacre, l’amministratore delegato di una compagnia di telecomunicazioni USA:
“Penso che i fornitori di contenuti dovrebbero pagare per l’uso che fanno della rete – ovviamente non per il tratto di rete dal consumatore alla rete, che è già stata pagata dal consumatore al suo provider – ma per avere accesso alla cosìdetta Internet cloud.”
Risposta di getto: Aaargh!
Risposta più ragionata: ah già! Perchè i fornitori di contenuti non pagano fior di quattrini per la connessione dei loro server ad Internet … Perchè dovrebbero pagare anche il provider del consumatore, come sembra volere Mr Whitacre
Sembra che qualcuno abbia nostalgia delle “termination fees”, quello che un operatore di telefonia deve pagare per la connessione ad un utente di un altro operatore. La regola su Internet è che ognuno si paga la sua connesione ad Internet, poi sono ca**acci degli operatori come si regolano per l’interconnessione.
Proviamo a rivoltare il punto di vista di Mr Whitacre: ci si collega ad Internet per comunicare con altre persone o per avere accesso ai contenuti forniti da qualcuno. Agli utenti non potrebbe fregare di meno di pagare per illuminare i tratti di fibra ottica dei vari operatori di telefonia. Forse-forse, quindi, gli operatori di TLC dovrebbero essere contenti che la rete è piena di utenti e fornitori di contenuti che non chiedono loro soldi per rendere Internet qualcosa a cui vale la pena collegarsi.
Purtroppo, il punto di vista di Mr Whitacre è condiviso da molti operatori che vedono le loro sorgenti tradizionali di proventi inaridirsi progressivamente. Nei prossimi mesi l’assalto alla network neutrality non potrà che intensificarsi (“pagate o il vostro traffico transiterà sui carri bestiame e non sulle fibre migliori”). Materia da Autorità Garante del Mercato / delle Comunicazioni ?
Mammiferi indifesi
Oh, mamma. Me pias minga, la predizione #9 di John Battelle per il 2006:
La gigantesca industria telefonica incomincerà a frantumare mammiferi indifesi a destra e a manca mentre il suo business model continua la sua lunga e dolorosa agonia. La definizione di “Mammiferi” è: chiunque si trovi in mezzo mentre l’industria tenta – in maniera allarmante ma senza successo – di forzare la sua visione di una Internet a due livelli su tutti noi.
Per Internet a due livelli, si intende una Internet in cui i fornitori di contenuti sono discriminati: quelli che hanno accordi con i fornitori di connettività e gli danno royalties di qualche tipo ricevono un trattamento di favore, gli altri vengono filtrati/rallentati.
Uno non può che sperare nelle varie autorità antitrust. Certo, che una legge che garantisca la “neutralità” delle connessioni Internet sarebbe una bella cosa da avere …
Milano partecipa ?
Milano non è che sia una città nota per essere “partecipativa”. Frenetica, magari. Egoista, certamente.
Epperò, il nome Milano Partecipa mi piace. Così come mi piace il manifesto per un Internet pubblico a Milano.
Please-please-please: Wi-fi a tappetto su tutta la città. E qualcuno raggranelli la decenza di sbatter via gli idioti ostacoli ad un programma del genere frapposti dai vari decreti Pisanu.
Faccio fatica ad accettare leggi che danno per scontato che l’anonimato nelle comunicazioni sia un rischio sempre e comunque per la società civile, soprattutto quando arrivano da un parlamento farcito da persone con conti cifrati in Svizzera e fiduciarie in Lichtenstein.
Chissà perchè sono sempre l’anonimato e la privacy altrui ad essere una minaccia …
Regole + Regolatori != inefficienza economica
Alcuni giorni fa, nel cercare di spiegare il mio “credo politico” ho scritto:
chi crede nella libertà in economia, spesso non crede nelle misure necessarie a tener viva questa libertà. Una economia di mercato per me non è uguale al “capitalismo di rapina” in cui si finisce in mancanza di forti leggi e autorità che tutelino la concorrenza. Di nuovo, è uno dei motivi per cui non mi piace la destra italiana.
Suggerisco, a chi non è d’accordo con quanto scritto, la lettura dello studio Jones Day / SPC Network, che evidenzia come, nel settore delle telecomunicazioni, i paesi Europei con regole di tutela della competizione più efficaci e regolatori indipendenti con forti poteri di intervento godano di maggiori investimenti nei servizi, di una maggiore varietà e qualità dei servizi stessi che hanno anche prezzi più bassi per gli utenti finali.
La risposta a chi dice che se si legano troppo le mani agli operatori di un settore essi non investiranno più si trova comparando paesi come la Gran Bretagna (regole e regolatori efficaci), dove si investono 184$ pro-capite nei servizi e nelle reti TLC, con Germania e Grecia (regolatore e legislatore clementi con gli ex-monopolisti), dove gli investimenti pro-capite scendono a 68$. Poco più di un terzo.
I paesi che hanno regole efficaci e regolatori indipendenti con forti poteri di interventi possono aspettarsi servizi migliori e meno costosi, con il relativo impatto sulla crescita economica e culturale.
E noi ? Noi abbiamo la legge Gasparri e il TAR.
[Via /.]
Who’s afraid of the big bad G
Wired fa una rassegna di chi ha paura di Google. Interessante la dichiarazione del direttore vendite di Google (“Stiamo cercando di trovare modi per non essere visti come un gorilla”) e la battutina dell’autore del pezzo (“Viste le sue ambizioni smisurate, questa è una ricerca che neanche a Google potrebbe riuscire”).
E’ interessante vedere come Google si stia trasformando rapidamente nel “lupo cattivo”, nonostante non ci sia ancora (quasi) nulla che indichi una tendenza ad abusare delle sue posizioni dominanti.
Interessanti anche le considerazioni di Ludo su come Google possa dimostrarsi un potentissimo motore per scoprire violazioni di copyright, e come, incrociando i dati del “eternal cookie” con i dati che potrebbe raccogliere da Google Analytics, Google possa saperne ancora di più sulle abitudini degli utenti Internet. E in questo caso, ancora più di abusi da parte di Google, mi preoccupa ancora di più la potenzialità che gli apparati statali hanno di abusare di questi dati: basta un mandato dal giudice, e via tutte le mail su gmail, le ricerche effettuate, il click-trail …
Senza dimenticare la possibilità di abuso da parte dei privati: già mi immagino le cause di divorzio in cui gli avvocati chiedono al giudice il mandato per ottenere da Google i dati sulle ricerche e visite XXX effettuate dal marito, accusato di infedeltà virtuale …
P.S. Per chi rimanesse perplesso dal titolo: consiglio l’ascolto dell’mp3 che trovate su questa pagina.
MSFT perde 126 $ per ogni XBox 360 venduta ?
Whoa. Che male! Secondo BusinessWeek, Microsoft perderebbe circa 126$ per ogni XBox 360 venduta. Chissà, magari un giorno le entrate da licensing permetteranno di fermare questa colossale emorragia di denaro. O, magari, un giorno gli azionisti MSFT si chiederanno se non era meglio ricevere un bel dividendo da (126$ * numero XBox 360 vendute) …. [Via /.]
Il G-Kombinat perde colpi
Cosa succede alla Grande G, in questi giorni ? Le sue un tempo mitiche beta non sembrano più dei prodotti finiti, ma delle buone vecchie Alpha malfunzionanti (e.g. problemi con Analytics e Site Flavored). Oggi GMail perde colpi, consegnando ora una mail di due minuti fa, ora una mail di due ore fa.
Problemi di crescita ? Passo più lungo della gamba ? Googlers disperati che lottano contro la singularity ?
Techno-rapture or mundane breakage ?
Blog che vai, pubblico che trovi
Sto sperimentando MeasureMap su Autoblog.it e Downloadblog.it. E’ molto piacevole sia graficamente che da usare, e permette di approfondire bene molti aspetti. E’ molto immediata la grafica delle percentuali di browser usati dagli utenti, che fa balzare agli occhi la differenza tra il pubblico dei due blog.
Browser share Autoblog.it:

Browser share Downloadblog.it:

Skype 1.3.0.57 e 10 minuti di SkypeOut in regalo
Versione 1.3.0.57 di Skype per Windows. Qualche bugfix.
Luca Conti mi segnala che oggi si possono avere 10 minuti di SkypeOut in regalo. Basta entrare nella pagina del proprio Account e richiederli. Mi sembrava di ricordare 10€, ma pazienza …
Bittorrent dentro Opera e presto dentro Firefox ?
E’ disponibile una versione di preview di Opera che include supporto per Bittorrent (sul sito ftp di Opera).
Che gli utenti Firefox non disperino, però: un client Bittorrent realizzato con XUL/XPCOM è in lavorazione (firepuddle, pozzanghera di fuoco), tra i progetti Mozilla che partecipano a Google Summer of Code. Magari ora un plugin Bittorrent per Firefox (o meglio, funzionalità BT built-in) seguirà in fretta.
Gizmo, l’anti-Skype di Michael Robertson
Micheal Robertson non si ferma mai. Il fondatore di MP3.com e Lindows (ora Linspire) ha deciso che è il momento di bersagliare Skype. E quindi, Gizmo Project, un programma VoIP gratuito basato sugli standard aperti SIP. Contrariamente a molti telefoni software SIP, Gizmo ha prestato una certa attenzione all’interfaccia utente.
Tra le funzionalità di Gizmo, voice mail gratuita, possibilità di registrare le telefonate, una mappa su cui visualizzare la posizione del chiamante e la possibilità di ascoltare musica insieme durante una telefonata.
Un po’ di concorrenza seria farà solo bene, sia a Skype che agli utenti. C’è sempre il rischio del lock-in. Spero che Gizmo aiuti a ridurre l’opacità di Skype.
[Via Om Malik]
Google Maps Api
Google apre l’interfaccia di programmazione per includere immagini da Google Maps nelle proprie pagine web, aggiungendo i propri overlay (tipo marker, linee curve che seguono i percorsi, ecc). Sono curioso di vedere quali servizi salteranno fuori.
Yahoo! e Google, la ricerca diventa personale
Google Personalized Search: ordina i risultati in base alle ricerche fatte in passato. La FAQ racconta come funziona.
Per non essere da meno, Yahoo! apre la beta di My Web 2.0. Ricerche “sociali”, con la possibilità di salvare le pagine, aggiungere tags (“etichettarle”), condividerle con i propri contatti entro due gradi di separazione. cerca di spiegare come mai è uno strumento interessante. Il caldo mi impedisce di dilungarmi sull’importanza della “ricerca sociale”. Fortunatamente, Many-to-Many fa un ottimo lavoro (come al solito). Da leggere anche i commenti di Andy Baio.
A Google non piace Greasemonkey
Il più grave difetto di GMail è, a mio parere, la mancanza del tasto “delete”.
Visto che Google si rifiuta di aggiungerlo, alcuni hanno realizzato un tasto delete per GMail usando Greasemonkey. Attenzione, però: chi lo usa rischia di trovarsi chiuso fuori dal suo account GMail per un tempo variabile da 1 minuto a 24 ore, a causa di un “uso insolito dell’account“.
Ora, capisco che Google voglia conservare un certo controllo sulla “user experience di GMail” ma non capisco perchè debba essere così fastidioso cancellare definitivamente la propria posta. Tasto delete, shortcut “d”. Per favore.
[Via John Battelle]
Jon Johansen “apre” il Google Video Player in 24 ore
Curioso: la versione di VLC usata in Google Video è modificata per leggere file solo dai server di Google.. Jon Johansen ha individuato la modifica e offre una patch per eliminare questa restrizione, che a prima vista è inutile, ma probabilmente è “giustificata” dal fatto che Google paga le royalties per alcuni codec MP4, e una limitazione dell’ambito di utilizzo del player forse consente a Google di pagare qualcosa di meno.
Poco importa: il sorgente è aperto e le modifiche necessarie sono pubbliche.
[Via Boing Boing]
Google Video e VLC
Oggi Google dovrebbe finalmente aprire la sezione dei video caricati tramite Google Video Upload, con una interessante funzione di playback in-browser dei video, realizzata usando il media player Open Source VLC.
La notizia interessante su più fronti, primo di tutti quello delle prospettive dirompenti di lungo periodo sull’esistenza stessa della televisione nella sua forma attuale.
Nel frattempo, Google Video sarà un enabler di nuovi business basati sul video per tutti coloro che hanno progetti ambiziosi e ai quali sono finora mancati l’accesso ad una infrastruttura distributiva o i fondi per crearne una nuova.
La notizia è eccezionalmente buona per l’involvement di Google nello sviluppo di VLC, che potrà finalmente diventare una alternativa credibile a Windows Media Player per il grande pubblico (si, lo so che VLC è già una eccellente alternativa, per il ristretto pubblico di noi zeloti del software libero).
Interessante la notizia che tutto il materiale video caricato nella categoria “free” su Google Video Upload è stato controllato da occhi “umani” per verificare l’assenza di materiale “adulto” o coperto da copyright di terzi.
Corriere Birichino sui segreti militari
Ieri , la questione dei “segreti militari” svelati da Google ha fatto rapidamente il giro della rete, in Italia.
Oggi, con grande tempestività se ne occupa il Corriere. Mutuando in gran parte i link presenti nell’articolo di approfondimento di Luca De Nardo, ma guardandosi bene dal citare Alessandro Ronchi, Luca Conti o De Nardo stesso.
No attribution = No follow. D’ora in poi tutti i link al Corriere su Wikilab saranno del tipo rel=”nofollow”, per evitare non dare pagerank a chi si comporta in maniera poco trasparente. Non c’è niente di cui vergognarsi nel citare le fonti, molto nel non farlo.
Update: Il Corriere ha aggiornato l’articolo, citando la fonte. Ottimi tempi di reazione, si cita una dimenticanza in buona fede. Spero che si diffonda in tutta la stampa Italiana, l’abitudine dell’attribution. Forse è vero quello che dice Ludo: l’attitudine ad Internet della “istituzione” Corriere sembra positiva.
Google Maps e le basi militari
Probabilmente ci saranno teste che rotoleranno e militari molto incazzati nei prossimi giorni: Google Maps Italia mostra foto via satellite dettagliate di buona parte delle installazioni militari più sensibili in Italia: Decimomannu, Aviano, etc. Con tanto di aerei militari visibili sulle piste.
Manca la base dei sottomarini nucleari a S.to Stefano, ma sembra perchè non ci sono foto dettagliate dell’Arcipelago della Maddalena. C’è la base della Marina a Taranto. Basta cercare un po’ e si trovano.
Sono abbastanza incuriosito da quello che succederà: è una chiara violazione del codice sul segreto militare. Sia Italiano che USA. Per quanto obsoleto.
Update - Link per i curiosi: L’articolo originale di Alessandro Ronchi e gli approfondimenti di i-Dome,
[Via Motori di Ricerca].
Google Maps sbarca in Italia – Quasi
Grazie alla segnalazione di Luca di Motori di Ricerca, vedo che finalmente le foto da satellite di Google Maps coprono anche l’Italia (e.g. Duomo di Milano).
Ci sarà sicuramente una spiegazione, per il fatto che la cartografia mostra solo i corsi d’acqua. Non le strade. Non i nomi dei luoghi. Non le aree verdi. Solo fiumi e laghi. Nell’immagine, l’affascinante bacino idrografico del Po.
