Buone notizie sulle ADSL

Buone notizie per il broadband in Italia: Telecom Italia e i provider hanno raggiunto un accordo per il raddoppio di banda sulle ADSL (da 640 a 1280 kbps in download)

Telecom ridurrà anche i prezzi della connettività sulla rete ATM permettendo così di fare del raddoppio di banda una operazione non solo di facciata.

L’upgrade avverrà tra febbraio e marzo, i prezzi per gli utenti finali rimarranno invariati.

Altra buona notizia, l’allargamento della copertura ADSL, con 1.300 nuove centrali abilitate (si passa dall’83% al 91% della popolazione).

Rimane purtroppo a 256 kbps la banda in upload. Immagino che non ci sia molto interesse a permettere agli utenti di immettere contenuti in rete. Peccato, lo user-generated content è una delle aree di innovazione più vivaci.

Finanze dei provider italiani

Visto che Mantellini lamentava l’altro giorno la mancanza di interpretazioni serie in Italia sugli affari delle società tecnologiche italiane, proviamo a sfruttare chi all’estero queste cose le fa bene.

Ad esempio, EuroTelcoblog di James Enck.

Un post di oggi fa alcune considerazioni interessanti su Tiscali e Fastweb. Premessa: triple play è l’offerta congiunta di telefonia, voce e video.

Su Tiscali:

Oggi fervore di attività in rete sulle speculazioni che a Tiscali potrebbero mancare circa 50-100 milioni di € per finanziare i propri investimenti (ricordiamoci che ha aspirazioni triple play nei suoi maggiori mercati) dopo che (presumibilmente) rimborserà i 250 milioni di € di debito in scadenza a Luglio. Questo suggerisce che all’azienda serviranno: 1) Altre vendite di rami d’azienda; 2) un cambio di strategia; 3) Un aumento di capitale; oppure 4) Un acquirente.

Su Fastweb

Fastweb ieri ha sganciato una bomba sul mercato, annunciando un aumento di capitale di 800 milioni di € per finanziare il suo cambio di strategia, che ora è focalizzato sulla commercializzazione di linee ADSL “single-play” su un mercato più esteso da migrare verso il Triple Play in futuro. Ci si aspetta che l’impatto di breve termine sia un aumento significativo del fatturato (40% di crescita annua nei prossimi due anni, anzichè il 24% del vecchio piano), una lieve compressione dei margini e quasi un raddoppio degli spese per investimenti nei prossimi due anni. Tutto questo punta ad un aumento del fatturato (20% più del precedente piano) e dell’EBITDA [utili prima degli interessi, tasse e ammortamenti] nel lungo termine. La proposta è addolcita dal fatto che i dividendi previsti con il nuovo piano sono 1,5 miliardi di € entro il 2010 contro 1,0 miliardi di € in precedenza.

Dopo aver seguito in maniera disciplinata una strategia triple play per 4 anni, Fastweb ora cambia marcia e sembra che vada per l’espansione a tutti i costi, che potrebbe anche essere la risposta giusta, ma gli investitori sarebbero giustificati nel pensare che tutto questo suoni molto simile alla formula familiare dei tempi della bolla (1999-2000).

James termina con la considerazione che la mossa ha senso se i prezzi della larga banda rimangono stabili e se non compaiono nuove tecnologie che fanno saltare il collo di bottiglia sul local-loop.

E qual’è la novità a cui FW risponde con il suo annuncio ? La partenza dello shared access anche in Italia. Per mettere a fuoco il problema, lo shared access ha fatto saltare in aria il mercato in Francia: quasi raddoppiata la penetrazione di ADSL, Free offre a 30€ più di quello che FW offre a 60€.

In Italia succederà la stessa cosa, magari più lentamente. Se davvero arrivano le ADSL a 4 Mbps per 30€/mese, è grigia, per Fastweb.

Per quanto riguarda le nuove tecnologie, forse WiMax promette troppo, ma non è escluso che arrivi e sparigli anch’essa le carte.

L’unica cosa che potrebbe salvare FW ? Wind che non trova un acquirente e Tiscali che non trova altri fondi.

Francia: ADSL da 20 mbps a 30€

L’offerta ADSL 2+ di Free in Francia, lanciata due mesi fa, passa da 15 megabit/secondo a 20 megabit/secondo. Il prezzo rimane a 29,99€ al mese. Upload a 1 megabit/secondo.

Nell’offerta è compresa telefonia VoIP illimitata gratis verso tutta la Francia e un ampio bouquet di canali televisi gratuiti, sempre via IP.

Fortunatamente Tiscali non sembra volere che le Alpi diventino troppo alte (e il digital divide con la Francia troppo largo): le offerte a 6 e 12 mbps hanno prezzi molto inferiori rispetto ai prezzi annunciati qualche mese fa: 34,95€/mese per la 6 mbps (in offerta, contro i 69,95€ annunciati) e 39,95€ per la 12 mbps (sempre in offerta, contro i 99,95 annunciati).

Attendiamo sviluppi da altri provider.

[Via Eurotelcoblog]

Gigabit in Asia, megabit in Europa

Anche ad Honk Kong, oltre che in Giappone, arriveranno nel 2005 le offerte di connettività residenziale in fibra da 1 gigabit/secondo. Per chi non non ha bisogno di 1 gigabit, ci sarà l’offerta da 100 megabit/secondo a 35$ al mese. In Italia dovremo aspettare per pagare lo stesso prezzo per una ADSL da 1.280kilobit/secondo download, 256 kilobit /secondo in upload.

Costo al mese per megabit:

  • Italia ADSL, 23€ (shared access, 1280 kbps, 30 €/mese)
  • Italia fibra (Fastweb), 6€ (10 mbps, 62€/mese)
  • Giappone ADSL, 0,46€ (12 mbps, 20€ / mese)
  • Giappone Fibra (offerta in arrivo di Yahoo! Broadband), 0,03€ / megabit al mese (1 gbps, 31€ / mese)

Quello che in Italia si pagherà 23€ al mese, in Giappone si pagherà 3 centesimi di € al mese. Senza entrare nei dettagli del costo per l’upload.

Mr. Gasparri, Mr. Stanca, Mr. Cheli, can you spell digital divide ?

Bloccare o non bloccare

Ipotizzate di essere una grossa compagnia telefonica, ancora memore dei bei tempi del monopolio (no, non parliamo di una società Italiana). Da qualche anno, le entrate relative al traffico vocale su rete fissa sono in uno stato di emorragia cronica.

Le ragioni per l’emoraggia sono molte, ma adesso se n’è aggiunta una che vi dà particolarmente fastidio: la telefonia via Internet (VoIP). Grazie a VoIP, certa gente telefona gratis tutto il tempo che gli pare, in tutto il mondo (e.g. Skype). Cosa fare ? Perchè non rendere difficile il traffico VoIP, bloccando la porta 5060 UDP utilizzata da molte applicazioni VoIP ?

Il blocco del traffico sulla porta 5060 è quello che un blogger sostiene l’ex monopolista in questione stia facendo sulla propria offerta residenziale broadband, immagino per aiutare i propri utenti a capire quanto è superiore la propria offerta telefonica tradizionale.

Ci sono molte ragioni per cui questa mossa, se vera, è una cattiva idea:

  1. Viola il principio end-to-end, che sta alla base del funzionamento di Internet, e che dice che ovunque possibile, l’operazione dei protocolli dovrebbe essere demandata alle estremità del sistema, e non implementata nella rete (rete “stupida”, terminali intelligenti, il contrario della rete telefonica). Il principio end-to-end è ciò che rende Internet uno strumento prezioso e consente a chiunque voglia di implementare nuovi servizi di rete. E’ comprensibile che questo principio venga mal digerito da chi è stato svezzato mungendo la rete telefonica, dove i terminali erano “stupidi”, e il controllo sul traffico era totale. Ma ogni tentativo di rendere più difficili funzioni che gli utenti trovano preziose ha due risultati.
  2. Il primo effetto è che il traffico relativo a quelle funzioni cambia e diventa più difficile da distinguere rispetto al traffico ritenuto “legittimo” dall’operatore di rete (un esempio è quello che succede con le reti peer-to-peer).
  3. Il secondo effetto è che gli utenti tendono a migrare verso lidi più accoglienti, scegliendo operatori broadband che non impongano limitazioni arbitrarie ai servizi. E i primi a migrare sono i clienti più preziosi, quelli che generano tanto traffico telefonico e che hanno quindi bisogno in futuro di offerte broadband di qualità per rimpiazzarlo con telefonia VoIP.

La singola cosa più importante per un operatore ex-monopolista è lo sfruttare la propria posizione dominante, la capillarità della propria rete e il proprio rapporto commerciale con gli utenti per diventare l’operatore broadband di riferimento. E questo non lo si fa ostacolando la concorrenza e peggiorando di proposito i propri servizi. Così facendo si ottiene solo di rimandare (di poco) l’inevitabile, e di peggiorarne le conseguenze, avendo perso clienti e non avendo sfruttato tutte le occasioni possibili per rimpiazzare il business che langue con un business vitale.

Update: fortunatamente la notizia si è rivelata non esatta. Il problema era un router diffettoso, non una scelta del gestore.

Audizioni Wi-Fi

Il ministro delle comunicazioni ha deciso di aprire una serie di audizioni sulla questione delle tecnologie broadband wireless in Italia.

Alcuni suggerimenti al ministro:

  1. Tecnologie come Wi-Max e Wi-Fi sono utilissime, soprattutto in un contesto come quello Italiano. Finora i regolamenti ne hanno bloccato lo sviluppo;
  2. Liberalizzare, liberalizzare, liberalizzare l’accesso allo spettro elettromagnetico. Niente aste, licenze, autorizzazioni. Wi-Fi ha dimostrato che rispettando alcune semplici regole, non c’è bisogno di un complesso regolamento per accedere allo spettro elettromagnetico;
  3. Fare veloce. Anzi velocissimo.

Sperando che non sia uno di quei casi in qui si convocano commissioni di esperti per evitare di affrontare il problema sotto studio.

Anche Tiscali sotto i 30

Meraviglie dello Shared Access: Anche Tiscali offre una ADSL per 29,95€ al mese. Ed è da 2 megabit/secondo, anzichè i 1280 kilobit/secondo dell’ADSL di Wind.

Domande: Ma perchè la pagina informativa sull’ADSL di Tiscali è così opaca ? Devo mettere il numero di telefono per poter accedere a pagine successive, non mi dice dettagli. Seleziono la 2 megabit e mi ritrovo la 640 kilobit ? E qual’è la velocità di upload delle varie offerte (2, 6, 12 mbps).

Per le velocità superiori, la stampa parla di 69,95€ per la 6 megabit e 99,95€ per la 12 megabit, ma il sito di Tiscali dice che sono offerte valide per attivazioni entro l’8/11. Poi i prezzi salgono (rispettivamente a 99,95 e 149,95€). Un pò altini, ancora. Il Giappone è ancora lontano, non solo geograficamente: l’ADSL da 12 megabit di Yahoo! BB costa circa 20€ al mese.