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Apple & EMI: goodbye DRM

Sono molto curioso di conoscere i primi dati di vendita per i brani senza protezione da DRM in vendita da ieri su iTunes Plus. Finalmente iTunes offre il prodotto che avrebbe dovuto essere in vendita fin dal primo giorno: AAC a 256 kbps, con una qualità audio più che soddisfacente (per la maggior parte delle orecchie) e, soprattutto, nessuno di quei lacci e lacciuoli che peggiorano l’esperienza per il cliente senza offrire alcun concreto beneficio/protezione agli artisti e alle case discografiche.

Peccato solo per il prezzo, superiore del 30% ai brani “azzoppati” (1,29 contro 0,99 €).

Bersani, Vodafone e propaganda borsistica

Stefano Quintarelli ci fa notare la facilità con cui i giornalisti finanziari si sono bevute le giustificazioni di Vodafone per la massiccia svalutazione (5,1 miliardi di €) della partecipazione in Italia. Tutta, a dire di Vodafone, colpa di Bersani. Salvo che l’Italia rimane il paese più redditizio per Vodafone, e che il calo di redditività di Vodafone a livello europeo è stato tutto sommato in linea con quello italiano, soprattutto a causa di difficoltà in Germania. Dove Bersani non c’entra per niente…

E’ comprensibile che Vodafone cerchi di attribuire il più possibile a Bersani il calo di redditività in Italia, meno comprensibile che la stampa finanziaria accetti le spiegazioni del caso con così poco scetticismo.

AdSense per web video

Google inizia la sperimentazione di AdSense per i video su web. Un altro mattoncino nella costruzione di un “ecosistema del video” più sano di quello attuale.

Google Hot Trends

Le ricerche più calde del giorno. Attendo con impazienza la versione italiana.

La promessa di Sun sui brevetti relativi ad OpenID

Un ottimo segnale da Sun: l’impegno solenne a non far valere i propri brevetti su chi implementa sistemi e servizi basati su OpenID via.

10 caratteristiche del vero pigro

  1. Incapacità di sostenere lo sforzo necessario per completare un qualsiasi compito.

via

I colori dell’illegalità

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Attenzione ai colori che vedete sopra. In combinazione, sono illegali: riproducono la famigerata chiave di decriptazione degli HD-DVD, che in 24h è passata da un totale di 293.000 menzioni su google a oltre 548.000. Un episodio di disobbedienza civile davvero massiccio.

Da t3knomanser via | Boing Boing

Wikipedia e il numero incriminato

Digg ha capitolato, in seguito alla rivolta degli utenti. Wikipedia invece ha chiuso la pagina relativa al numero incriminato (la chiave per decriptare i contenuti sugli HD-DVD)… Rimane una curiosità, visto che seguendo il link precedente si arriva su una pagina generata automaticamente che ripete per 6 volte la chiave (e una volta nella URL): Wikipedia sarà perseguibile lo stesso, visto che la chiave compare comunque sulle sue pagine ?

Via | Reddit

Digg Revolt

Gli utenti Digg si sono davvero incazzati, hanno messo in scena una specie di rivolta, e alla fine l’hanno avuta vinta…

La querelle riguardava un numero esadecimale (la chiave che permette di leggere praticamente tutti gli HD-DVD usciti finora). Un numero velenoso, virulento al punto che in pochissimi giorni sono già spuntati oltre 293.000 risultati su Google, nonostante il tentativo da parte dei “proprietari” del numero di impedirne la diffusione, chiedendo la cancellazione di post, la chiusura di blog e via ingiungendo.

Quando la storia ha cominciato ad essere postata su Digg i gestori si sono trovati di fronte ad un dilemma: lasciare il numero incriminato sulle pagine di Digg e fronteggiare la potenziale ira dell’industria cinematografica, oppure cancellarlo e fronteggiare la potenziale ira dei lettori ? Kevin Rose & Co hanno scelto la seconda strada, ma i “diggers” si sono rapidamente indignati per quella che hanno visto come una censura inaccettabile e hanno ingaggiato un braccio di ferro impressionante: ad un certo punto l’intera home page di Digg era composta di storie riguardo al pericoloso numero.

Alla fine Digg ha capitolato. Lezione importante per tutti gli aspiranti fornitori di servizi Web 2.0: prima o poi i tuoi utenti ti metteranno nei guai e allora dovrai scegliere se accettare i guai o alienare gli utenti.

Via | /.

Pressioni indebite - ma che strano…

Si vociferava, negli anni passati, dei “rumori fuori scena” attorno al giudizio di ammissibilità da parte della corte costituzionale: un gran blandire, tirare le giacche, promettere e pietire un giudizio di non ammissibilità da parte di politici ed esponenti di governo.

Forse quest’anno potrebbe essere arrivato il momento di rispolverare le spine dorsali. Un membro della corte, eletto in quota CDL, ha annunciato le sue dimissioni per le “pressioni indebite” da parte di anti-referendari del calibro di Clemente Mastella, Alfonso Pecoraro Scanio e Vannino Chiti.

Ora attendiamo di vedere se le dimissioni rientreranno, se le pressioni ritorneranno sotto traccia, e soprattutto se le spine dorsali verranno estratte anche da altri membri della consulta.

Ah, ecco

Ci si chiedeva come mai gli spagnoli di Telefónica avessero pagato più dei soci Italiani le loro azioni nella nuova holding di Telecom (”Telco”) per finire poi per contare di meno nell’operatività della società (solo due consiglieri d’amministrazione su 19, senza deleghe). Dato per scontato che non fossero fessi, qualche contropartita per il sovraprezzo ci doveva pur essere.

L’ottimo Stefano Quintarelli ci segnala che le contropartite cominciano a saltare fuori. All’italiana, potremmo dire: i comunicati stampa italiani e spagnoli differiscono in alcuni punti, così come le comunicazioni effettuate alle autorità di controllo di borsa italiane e spagnole. A quanto pare, le prelazioni e i diritti di veto di Telefónica non sono poi così innoqui come Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali vogliono far credere al pubblico e all’establishment politico. Telefónica sembra essersi garantita un importante potere di interdizione nel gioco futuro delle alleanze/aggregazioni, mentre i soci italiani sembrano aver barattato un ingresso meno oneroso in Telecom con importanti limiti alla libertà che avranno nel massimizzare il valore delle rispettive partecipazioni.

D’altronde, si sapeva fin dall’inizio che per i nuovi padroni italiani di Telecom l’investimento in Telecom è solo secondariamente un investimento finanziario…

Parte la raccolta di firme per il referendum

Parte la raccolta di firme per il referendum elettorale. Bene. Stasera passerò in piazza S. Babila a firmare.

Perdite di dati lubrificate

Astroglide, uno dei maggiori produttori di lubrificanti ad uso sessuale, ha sofferto una massiccia perdita di dati: le informazioni personali di un quarto di milione di clienti (nomi, indirizzi, prodotti acquistati) sono statu esposti su pagine accessibili ai motori di ricerca, probabilmente per mesi. Alcune di queste pagine sono ancora accessibili dalla cache di Google. Mitici.

Via | Boing Boing

La storia si ripete…

Si prospetta una mostruosa commistione di Interessi come soluzione al caso Telecom.

Di solito si dice che:

La storia si ripete sempre due volte: la prima in tragedia la seconda in farsa

Nel caso Telecom la famosa citazione va cambiata un po’: “a storia si ripete almeno tre volte, la prima come farsa, la seconda come enorme farsa, la terza come farsa colossale”.

La cosa che più mi preme sapere in questo momento è: dove ca**o sono gli ululati di oltraggio delle vestali del conflitto di interessi, ora che si parla di Mediaset come cavaliere bianco per “salvare” Telecom da mani straniere ?

Da dove viene la malsana idea che garantire al duopolista della televisione una “stake” nel monopolista della rete fissa sia una meglio per il paese rispetto alla vendita ad investitori stranieri non impegolati nella politica italiana ?

Che il signore ci scampi dalla “soluzione italiana” per Telecom, se è quella che si prospetta in questi giorni…

Il paese degli spioni ossessivo-compulsivi

Capisco voler dare una sbirciatina alla posizione tributaria di Romano Prodi e della moglie… ma 128 accessi abusivi mi sembrano un po’ tanto. E per di più effettuati da 128 persone diverse.

Insieme alla notizia dei servizi segreti che preparavano contro-misure nei confronti di magistrati e politici presunti nemici del precedente governo e sommata a quelle dei mesi precedenti, si fa forte l’impressione che il paese faccia fatica a perdere vecchie abitudini, che i “servizi deviati” continuano a non essere solo una favola e che i veri nemici dell’Italia siano più dentro il paese che fuori.

Sognare un poco con 100 milioni di dollari

Interessante, questa mail di Jimmy Wales a wikipedia-l: “Jimbo” chiede alla lista di “sognare un poco” e di indicare alcuni esempi di opere d’ingegno per le quali la comunità non sta facendo un buon lavoro di generare rimpiazzi “liberi” e che sarebbe più efficiente acquistare e rendere liberi. Cose tipo archivi fotografici, libri di testo, archivi di giornali/riviste, ecc.

E chiede di sognare in grande, di immaginare cosa potrebbe essere acquistato per 100 milioni di dollari, perchè la domanda gli è stata fatta da qualcuno che sarebbe in grado di far accadere una cosa del genere.

Un potenziale mecenate delle libertà digitali. Speriamo che la cosa si avveri, e che sia solo il primo di una lunga serie.

Il batterio uranio-filo

Wow. Altro che estremofili. Una specie di batteri trovata in una miniera d’oro 2,8 km sotto-terra non ha bisogno di luce solare per il proprio sostentamento, ma utilizza la radioattività dell’uranio per estrarre idrogeno allo stato gassoso da molecole d’acqua. Poi utilizza l’idrogeno in altre reazioni chimiche da cui trae sostentamento.

Le possibilità sono interessanti: qualche “piccola” modifica genetica, poi si potranno riprodurre su scala industriale e mettere al lavoro in un ambiente di scorie radioattive per produrre idrogeno in surplus da utilizzare per la produzione di energia elettrica. Se solo fosse così semplice …
Via | /.

William Gibson sui segreti

William Gibson sul mantenere i segreti al giorno d’oggi:

Mantenere un segrete sta diventando di una difficolta senza precedenti per tutti, nessuno escluso. nell’epoca del blog, della spifferata, dell’estrazione delle prova e della scoperta dei collegamenti, le verità o salteranno fuori o verranno fatte saltar fuori, presto o tardi. Questa è una cosa che vorrei portare all’attenzione di tutti i diplomatici, politici e uomini di azienda: il futuro, prima o poi, vi scoprirà. Il futuro, brandendo inimmaginabili strumenti di trasparenza, farà ciò che vuole di voi. Alla fine, sarete conosciuti per aver fatto ciò che veramente facevate.

Se uomo PR parla con lingua biforcuta fa male a se stesso e al suo cliente.

Via | Kottke

Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Ipse dixit: lo spacchettamento Telecom sarà un grande banco di prova della effettiva indipendenza dei mezzi di informazione nei confronti dei loro grandi inserzionisti.

E’ davvero curiosa la spaventosa amnesia che ha colpito i mass media italiani nel parlare dei risvolti delle decisioni prese ieri dal CDA Telecom Italia.

Come osserva il Financial Times, ancora a marzo 2004 l’AD sosteneva che l’acquisto della metà di TIM non posseduta da Telecom Italia non avrebbe avuto alcun senso dal punto di vista strategico. Per poi cambiare marcia pochi mesi dopo (dicembre 2004). Quello che mi chiederei se fossi azionista di Telecom Italia è: quanto cavolo è costata, in fee agli advisor, alle merchant bank, agli avvocati, ai consulenti e ai notai la OPA su TIM ? E quanto costerà, in fee agli operatori di cui sopra, lo spacchettamento di TIM e dell’ultimo miglio ?

Per non parlare di Telecom come media-company: come pretendere che qualcuno si ricordi che Telecom aveva creato un proprio operatore pay-tv, Stream, a lungo in comprorietà con News Corp, il ventilato partner per la media company che Telecom anela a diventare.

E ora, dopo la convergenza fisso-mobile, la divergenza.
Quello che è sicuro è che, per la salute dell’infrastruttura tecnologica del paese, prima entreranno altri azionisti nella società dell’ultimo miglio, e minore sarà la partecipazione di TI in questa società, meglio sarà: che Telecom Media Company abbia lo sprone ad esplorare tutti i canali per veicolare i propri contenuti (incluso, ad esempio, il Wi-Max,finora frenato), e che Telecom Ultimo Miglio abbia lo sprone ad aprire a pari condizioni i propri cavi a tutti gli operatori che vogliano fornire servizi ai clienti privati e business.

DVD Jon - la carriera di un provocatore ?

Quando uno si chiama Jon Lech Johansen (”DVD Jon”), tiene un blog chiamato So Sue Me (”e allora denunciami”) e va a lavorare per uno dei serial-entrepreneur più denunciati dalla Copyrigh Industy degli ultimi anni (Michael Robertson), ci si aspetta che nel giro di pochi mesi scoppino scintille legali.

E invece nulla. Che succede, dunque ? DVD Jon cambia lavoro e va in una azienda dove si fa “il reverse engineering di sistemi proprietari che non sono disponibili su licenza o per i quali le licenze non sono praticabili”.

Lodevole intento, spero che abbiano dei benefattori che gli permettano di lavorare senza aspettarsi un ritorno pecuniario, e che l’azienda si costituisca un buon fondo di difesa legale.
Via | Techdirt