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William Gibson sui segreti

William Gibson sul mantenere i segreti al giorno d’oggi:

Mantenere un segrete sta diventando di una difficolta senza precedenti per tutti, nessuno escluso. nell’epoca del blog, della spifferata, dell’estrazione delle prova e della scoperta dei collegamenti, le verità o salteranno fuori o verranno fatte saltar fuori, presto o tardi. Questa è una cosa che vorrei portare all’attenzione di tutti i diplomatici, politici e uomini di azienda: il futuro, prima o poi, vi scoprirà. Il futuro, brandendo inimmaginabili strumenti di trasparenza, farà ciò che vuole di voi. Alla fine, sarete conosciuti per aver fatto ciò che veramente facevate.

Se uomo PR parla con lingua biforcuta fa male a se stesso e al suo cliente.

Via | Kottke

Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Ipse dixit: lo spacchettamento Telecom sarà un grande banco di prova della effettiva indipendenza dei mezzi di informazione nei confronti dei loro grandi inserzionisti.

E’ davvero curiosa la spaventosa amnesia che ha colpito i mass media italiani nel parlare dei risvolti delle decisioni prese ieri dal CDA Telecom Italia.

Come osserva il Financial Times, ancora a marzo 2004 l’AD sosteneva che l’acquisto della metà di TIM non posseduta da Telecom Italia non avrebbe avuto alcun senso dal punto di vista strategico. Per poi cambiare marcia pochi mesi dopo (dicembre 2004). Quello che mi chiederei se fossi azionista di Telecom Italia è: quanto cavolo è costata, in fee agli advisor, alle merchant bank, agli avvocati, ai consulenti e ai notai la OPA su TIM ? E quanto costerà, in fee agli operatori di cui sopra, lo spacchettamento di TIM e dell’ultimo miglio ?

Per non parlare di Telecom come media-company: come pretendere che qualcuno si ricordi che Telecom aveva creato un proprio operatore pay-tv, Stream, a lungo in comprorietà con News Corp, il ventilato partner per la media company che Telecom anela a diventare.

E ora, dopo la convergenza fisso-mobile, la divergenza.
Quello che è sicuro è che, per la salute dell’infrastruttura tecnologica del paese, prima entreranno altri azionisti nella società dell’ultimo miglio, e minore sarà la partecipazione di TI in questa società, meglio sarà: che Telecom Media Company abbia lo sprone ad esplorare tutti i canali per veicolare i propri contenuti (incluso, ad esempio, il Wi-Max,finora frenato), e che Telecom Ultimo Miglio abbia lo sprone ad aprire a pari condizioni i propri cavi a tutti gli operatori che vogliano fornire servizi ai clienti privati e business.

DVD Jon - la carriera di un provocatore ?

Quando uno si chiama Jon Lech Johansen (”DVD Jon”), tiene un blog chiamato So Sue Me (”e allora denunciami”) e va a lavorare per uno dei serial-entrepreneur più denunciati dalla Copyrigh Industy degli ultimi anni (Michael Robertson), ci si aspetta che nel giro di pochi mesi scoppino scintille legali.

E invece nulla. Che succede, dunque ? DVD Jon cambia lavoro e va in una azienda dove si fa “il reverse engineering di sistemi proprietari che non sono disponibili su licenza o per i quali le licenze non sono praticabili”.

Lodevole intento, spero che abbiano dei benefattori che gli permettano di lavorare senza aspettarsi un ritorno pecuniario, e che l’azienda si costituisca un buon fondo di difesa legale.
Via | Techdirt

A cosa serve il canone RAI

E’ a questo che serve il canone RAI ?

Tenere occupati con aspiranti attricette i divani di politici, direttori generali e direttori di rete.

Consigliata l’obiezione fiscale.

Blogger e direttore

Doveva arrivare, ed è arrivata: la sentenza che equipara il blogger ad un direttore responsabile (pdf) O meglio: colui che ha accesso all’account di amministrazione di un blog.

Paolo Valdemarin pone tre domande:

  1. Cosa sarebbe cambiato se il blogger non fosse stato equiparato al direttore responsabile di una testata?
  2. E’ giusto essere considerati responsabili per quello che scriviamo in rete?
  3. E’ giusto essere considerati responsabili per quello che altri scrivono sui nostri siti?

La 1. è interessante per chi gestisce blog collaborativi o professionalmente, e sono curioso anch’io di conoscere la risposta.

Mi auguro che la risposta alla 2. sia “si”. Ammesso e non concesso che le leggi sulla diffamazione siano eque e che le autorità preposte a farle rispettare non siano troppo solerti nei confronti dei potenti.

La risposta alla 3. è: si, ammesso che ci sia un qualche tipo di “safe harbor”. Ovvero, essere ritenuti responsabili di ciò che è scritto da altri solo laddove ci si rifiuti di correggere la situazione. Altrimenti, diventa necessario ergersi a censori preventivi, e il rischio di tenere i commenti aperti diventa troppo alto (soprattutto quando ci sono spambot così efficaci).

Norvegia - iTunes viola i diritti fondamentali dei consumatori

Il Consiglio dei Consumatori Norvegese ha ottenuto che la licenza d’uso e i termini di servizio di iTunes fossero dichiarati illegali, in quanto non negoziabili e vessatori.

DRM kamikaze

“This file will auto-destruct in 5-4-3 ….”

Il sogno di ogni self-respecting media man di questi tempi: i file musicali kamikaze, che si distrugguno dopo pochi ascolti. E’ questo che dovrebbe garantire la tecnologia DRM usata da EMI per Qtrax, la nuova rete p2p legale.

Quello che mi chiedo è: piuttosto che spendere soldi per sviluppare il DRM kamikaze, non è meglio continuare sulla strada del rendere  sempre più forgettable le canzoni ? Dopo pochi minuti non ti ricordi più cosa hai ascoltato e ti passa la voglia di piratarle.

Podcast a pagamento da Sabina Guzzanti ?

Non mi convince molto, se corrisponde al vero, l’idea di Sabina Guzzanti di fare podcasting / videoblogging a pagamento. Come ampiamente dimostrato, nelle piccole transazioni (2-5 € al mese, in questo caso), ciò che domina nelle scelte di spesa non è tanto il peso sul portafoglio, quanto il “costo mentale” delle transazioni. Temo che converrebbe diffondere gratuitamente i podcast e i video (anche su Youtube e Google Video), puntare alla massima diffusione e vendere pubblicità al loro interno … via
P.S. Per mettere le cose in prospettiva: Yahoo! Music Unlimited per 4 € al mese permette di ascoltare tutta la musica in catalogo. Purtroppo solo negli States, visto che in Europa le Major sono ancora più miopi che oltre-oceano, come dimostrato dalla triste fine di Tiscali Jukebox.

Un motivo nuovo per diffidare dell’RFID

Un motivo tutto nuovo per diffidare di RFID: la possibilità che le micro-etichette a radio-frequenza possano essere usate per propagare virus per computer.

Possibilità ipotizzata non da un paranoico con tanto di tin-foil hat ma esposta in un paper da rispettati scienzati dell’informazione, tra cui Andy Tanenbaum.

Si aprono interessanti scenari di etichette RFID “cattive” da usare, ad esempio, per infettare o mandare in buffer-overflow il lettore RFID e passare così indenni alle {casse del supermercato, controllo passaporti, ecc}.

[Via Freedom to Tinker]

Data retention e servitori infedeli dello stato

Tra ieri ed oggi, la lettura dei giornali mi ha fatto montare una rabbia come non me ne capitavano da tempo.

Candidati alle elezioni che (forse! ricordiamoci la presunzione d’innocenza!) pagavano investigatori privati, servitori infedeli dello stato e dell’industria privata per violare la privacy dei concorrenti politici e boicottare in ogni modo le loro candidature.

Agenti della guardia di finanza pagati per scoprire tutto sulla situazione economica dei rivali. All’interno di un grande gestore telefonico l’interfaccia dei criminali era addirittura la stessa persona che faceva da interfaccia con la magistratura per le intercettazioni. Alla faccia del doppiolavoro!
Dal Corriere: sapere dove una persona tiene un conto bancario costa una miseria. Sapere i movimenti bancari costa 600 €. Conoscere i tabulati telefonici di una persona costa 1.500 €!

Leggi su leggi attivano mostruose memorie di elefante nello stato e nell’industria privata che assorbono e “ritengono” informazioni su tutte le nostre azioni e le nostre relazioni, su cosa spendiamo, dove lo spendiamo, dove passiamo in autostrada, quali vie delle città percorriamo. Tutto in nome di una teorica protezione da indefinite.
E un sistema di garanzie che è di fatto un colabrodo lascia l’amaro dubbio: i benefici sono del tutto ipotetici, i malanni sono un dato di fatto, fin troppo reali.

Se quanto gli investigatori hanno scoperto verrà confermato, c’è da chiedersi: se uno, quando è candidato, paga investigatori privati, finanzieri e dipendenti della TIM per cercare di scoprire e creare fango sugli avversari, cosa potrà fare quando è, per ipotesi, ministro della sanità ? Quale burocrate sarà disposto ad opporsi al suo ministro se vorrà dati sensibili su qualche avversario ? E un burocrate senza scrupoli in cerca di avanzamento, cosa sarà disposto a fare, in un ambiente morale del genere ?

Oh si, sono piuttosto stufo di questa sorveglianza a senso unico. Se ha da essere panopticon, chi è in posizioni di responsabilità deve essere nel panopticon con la platea più grande. Servitori dello stato, forze dell’ordine, deputati, ministri, presidenti, tutti dovrebbero essere tenuti ad uno standard di trasparenza molto maggiore rispetto ai privati cittadini. Forse aveva ragione David Brin: la privacy è ormai solo una pia illusione, da dimenticare, e alla “società della sorveglianza” è meglio preferire la “società trasparente”.
Se il mio tabulato telefonico costa 1.500 €, quanto deve costare quello di un ministro ? Se sull’elenco delle mie operazioni bancarie c’è una trasparenza “de facto” (ottenerlo costa 600€!), con che faccia certi “rappresentanti del popolo”, pagati profumatamente per esserlo, si oppongono a che si faccia completa trasparenza sui loro movimenti bancari ?

Il brevetto su Ajax

Doveva arrivare: il brevetto su Ajax. Ora si attende l’inizio delle richieste di riscatto a metà delle start-up web 2.0 del mondo.

Samsung denunciata dagli studios

Samsung è stata denunciata dagli studios cinematografici negli USA per aver venduto lettori DVD che permettevano l’aggiramento delle protezioni dei DVD.

Continua la campagna di “normalizzazione” di tutte le aziende di consumer electronics che cercano di evitare di implementare in maniera foolproof funzioni che tolgono valore ai loro apparecchi.

Esibizioni ministeriali mortali

Un ministro. Una maglietta. Una stupida provocazione. 15 morti.

Liberi da Libero ?

Un ottima occasione per “votare con i piedi”: Libero giustifica le strozzature al traffico p2p con la necessità di garantire la qualità del servizio per gli altri utenti, poverini, che vedono il loro ” traffico conversazionale” rallentato dall’ingordigia di alcuni utenti “cattivi”.

Una domanda: Skype viene classificato nel ” traffico conversazionale”  (buono)  o nel traffico  p2p (cattivo) ?  Se Skype viene usato per trasferire un file passerebbe da VoIP (buono) a p2p  (cattivo) ? Sono curioso, perchè se Skype “conversazionale” toglie soldi a Wind (padrone di Libero), Skype p2p deteriora la qualità del servizio per gli altri utenti …

E’ una dura vita, quella degli operatori TLC che vogliono offrire connessioni a larga banda: gli utenti chiedono ai loro ISP solo tre cose (banda larga, always on, fuori dai piedi), ma questo concetto della network neutrality non piace molto agli operatori.
Ovviamente, chiedere a Libero di preoccuparsi di migliorare la connettività è ingenuo. Prima o poi sarà necessario un intervento delle autorità di tutela della concorrenza per evitare discriminazioni sempre più invadenti del traffico generato dagli utenti …

[Via Mantellini]

Decalogo per aspiranti ISP a larga banda

Ok, ok. Non è un decalogo, ha solo tre precetti. Enunciati da Tim Bray e ripresi da David Isenberg:

  1. Fat pipe
  2. Always on
  3. Get out of the way

EFF - no a Google Desktop

La Electronic Frontier Foundation sconsiglia l’uso di Google Desktop per i rischi che comporta per la privacy degli utenti:

Se un utente la abilita, la funzione “Search Across Computers” archivierà sui server di Google copie di documenti Word, PDF, fogli di calcolo e altri documenti di testo, per permettere all’utente di effettuare ricerche su questi documenti da qualsiasi PC. EFF consiglia caldamente ai consumatori di evitare questa funzione, perchè renderà i loro dati personali più vulnerabili a richieste di informazioni da parte del governo e potenzialmente da privati cittadini nel corso di cause legali.

Quando verrà offerto il tasto “purge all my data” ?

Wi-Fi gratis nella città dell’MIT e di Harvard

Il Massachusetts Institute of Technology e l’università di Harvard collaboreranno per coprire l’intera città di Cambridge, Massachusetts con una rete Wi-Fi.

Certo, l’università di Harvard dispone di un “endowment” da 25,9 miliardi di dollari (quello dell’MIT si aggirà sui 7 miliardi di dollari). Difficilmente paragonabile alle dotazioni patrimoniali delle università di Milano. Certo, se Bocconi, Politecnico, le due Statali, la Cattolica e lo Iulm si mettessero assieme ed esercitassero un po’ di moral suasion, magari qualche finanziamento pubblico e privato potrebbe saltar fuori … sognare è facile.

Sempre più blog, sempre più spam, sempre più post

Periodico aggiornamento sullo stato della blogosfera da David Sifry di Technorati:

  • 27,3 milioni di blog seguiti da Technorati;
  • Il numero di blog è raddoppiato in 5 mesi;
  • 75.000 nuovi blog creati ogni giorno;
  • 2,7 milioni di blog aggiornati almeno una volta alla settimana;
  • 1,2 milioni di post al giorno (50.000 ogni ora!).

Self-expression like never before.

Google e Skype investono in Fon

Google e Skype investono in FON, 21 milioni di dollari. Un piccolo investimento in una grande comunità per la condivisione degli accessi Wi-Fi. Un grosso avvertimento a chi vuole ergersi a casellante dei flussi di traffico della rete. Qualcosa tipo “lasciate in pace i nostri pacchetti o faremo terra bruciata attorno al vostro Internet access business” ?

La furbizia delle Orche

Chiunque abbia visto un video di come si rilassano le orche dopo una caccia alla foca è probabilmente già abbastanza inquietato da questi animali. Vederle giocare una specie di “pallavolo” con un cucciolo di foca, mantenendolo in vita, dà una idea della loro intelligenza, abilità e crudeltà.

A quanto pare, le orche sono anche brave ad inventare nuovi metodi di caccia e ad insegnarle ai parenti e ai compagni di branco. Ad esempio, di recente un orca è stata vista rigurgitare un pesce e appostarsi appena sott’acqua. Non appena un gabbiano arriva per prendersi il pesce, l’orca salta fuori a fauci aperte e se lo divora. Felice del risultato del suo esperimento, l’orca ha riprovato la trappola diverse volte, con ottimo successo. Il fratello, vedendola all’opera ha cominciato ad imitarla, seguito poi dalla madre e da tutto il branco.
A proposito di orche, attenzione mentre pescate sul ghiaccio.